OMOSESSUALITÀ Ddl Zan, la Chiesa italiana rinuncia alla verità

In due interviste parallele il cardinale Bassetti, presidente dei vescovi italiani, e l’arcivescovo Paglia (rispettivamente a Repubblica e Stampa) si schierano per la modifica – e non l’affossamento – del Ddl Zan sull’omo-transfobia. Una posizione incomprensibile e non condivisibile, di cui non viene data alcuna ragione che non sia opportunismo politico. E parlano di dialogo con tutti, ma mai si sono posti il problema di ascoltare chi nella Chiesa – come noi e molti altri – sostiene che il ddl sia da rifiutare in blocco.

Mentre ci si avvicina alla resa dei conti in parlamento sul ddl Zan, la Chiesa (ufficiale) spara le sue ultime cartucce a salve. Ieri Repubblica ha pubblicato una intervista al cardinale Gualtiero Bassetti, presidente dei vescovi italiani, mentre La Stampa ha sentito l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II. Le due interviste hanno confermato e, per così dire, suggellato la posizione finora assunta dalla Chiesa italiana e dalla Chiesa universale.

I due intervistati hanno nuovamente sostenuto che il ddl Zan va ritoccato ma non bloccato e che questa è la “voce di tutti i cristiani” (Bassetti) dato che “nessuno nella Chiesa vuole bloccarlo o ostacolarlo” (Paglia). Nessuno? Questa testata ha sempre sostenuto che il ddl in questione vada affossato perché inemendabile. Dobbiamo considerarci fuori della Chiesa? Come noi, tante persone, associazioni e movimenti, esperti e studiosi, genitori e centri di formazione e di informazione – molti dei quali sul campo hanno già dovuto subire angherie e soprusi non protetti dall’ombrello di nessuna legge Zan – non sono disposti ad essere accomunati ad un fronte di cui non comprendono e, quando riescono a comprenderle, non condividono le motivazioni. Continue reading

RAFFAELLA CARRA’, DAL TUCA TUCA AL GAY PRIDE La madre delle soubrette televisive in 50 anni di carriera ha messo il talento e il successo a servizio dell’ideologia nemica della donna e della famiglia

Una vigilia di Natale un Babbo Natale che si aggira per le vie di una città portando in tre case un enorme pacco. Per una coppia di sposi anziani il regalo è una bambina, che si getta sul letto ad abbracciarli, forse la figlia che non hanno mai avuto o la nipote che non vedono mai. Per una ragazza affranta e sola è un gruppo chiassoso di amici. Per un ragazzo altrettanto solo è invece un bel giovane, l’amore perduto o sognato. Sullo sfondo, da uno schermo televisivo spunta il caschetto biondo platino della 75enne Raffaella Carrà, mentre il suo canto accompagna lo scorrere dei quadretti di vita. Si tratta del videoclip della canzone “Chi l’ha detto”, che ha fatto da lancio al doppio cd della Carrà “Ogni volta che è Natale”, uscito a fine del 2018 e che ripropone una miscela di elementi che ha caratterizzato la carriera della madrina di tutte le soubrette televisive: i buoni sentimenti, l’allegra bonomia da donna della porta accanto – agli inizi ragazza, poi donna matura, oggi
elegante anziana – e messaggi tossici in dosi omeopatiche.

ICONA GAY
«Canto il mio Natale per le famiglie omosessuali perché deve essere una cosa normale» si intitolava l’intervista rilasciata dalla Carrà al Corriere della Sera a fine novembre. «Ho cominciato a capire il mondo gay durante la prima Canzonissima», ha raccontato sempre la Carrà, «ricevevo lettere da ragazzi gay che non si sentivano accettati specialmente in famiglia. E mi sono chiesta: possibile che esista questo gap tra genitori e figli? Poi nel mondo dello spettacolo ci sono tante persone omosessuali e così sono diventata icona gay mio malgrado. Da anni mi chiedevano di prendere parte alle sfilate per l’orgoglio gay e così l’anno scorso sono andata a Madrid alla giornata mondiale del gay pride e li ho beccati tutti in una notte». In effetti la Raffaella nazionale, che da anni ormai lontani è stata eletta dal mondo Lgbt nostrano una sua icona, nel giugno del 2017 si è recata presso l’ambasciata italiana della capitale spagnola a ritirare il World Pride Award, che le ha dato lo status simbolico di ambasciatrice Lgbt a livello internazionale. «Quando si parla delle adozioni a coppie gay ma anche etero» ha commentato la Carrà in quell’occasione, «faccio un pensiero: ma io con chi sono cresciuta? Mi rispondo: con due donne, mia madre e mia nonna. Facciamoli uscire i bambini dagli orfanotrofi, non crescono cosi male anche se avranno due padri o due madri. Io le ho avute. Sono venuta male?». Continue reading

CADE L’OBBLIGO DELLA MASCHERINA, MA SI TROVA ANCORA CHI CE L’HA La propaganda della paura ha generato un conformismo irrazionale che durerà per anni

28 giugno 2021: un giorno importante. Un giorno che dovrebbe essere quasi di festa: finalmente il Governo ha tolto l’obbligo della mascherina all’aperto, un provvedimento adottato già da diversi giorni da tutti i Paesi europei. Molti italiani, tuttavia, hanno deciso di non usufruire di questa libertà: si stima che circa il 50% della popolazione per ora non intenda separarsi dalla barriera di carta posta su naso e bocca.
Qualcuno ha parlato di un meccanismo psicologico post-traumatico. Una specie di riflesso condizionato, come quello dei famosi cani di Pavlov. Una “interiorizzazione del comportamento”, una sorta di abitudine indotta difficile da perdere. Per molti, soprattutto anziani, si tratta del permanere di uno stato di paura che forse non se ne andrà mai. A forza di bombardamenti mediatici, fatti di immagini di bare e terapie intensive, e dopo le parole d’ordine reiterate ossessivamente per 15 mesi, in primis la terrificante “non esistono cure”, le persone sono convinte di vivere sotto una minaccia continua, in una sorte di nube virale che non si alza.
È vero: i dati dei contagiati, dei ricoverati, dei morti sono confortanti: sono analoghi a quelli dello scorso anno (anche se quest’anno ci sono in più milioni di vaccinati che però non hanno cambiato significativamente le varie curve) ma tutto ciò non ha tranquillizzato affatto la gente. D’altra parte, i virologi televisivi continuano a ripetere che altre ondate torneranno presto, e fin da subito l’ombra delle varianti offusca ogni speranza di un ritorno alla normalità.

LA PROPAGANDA DELLA PAURA
Ne avevamo parlato tempo fa: ancora per molto tempo, per anni, continuerà la propaganda della paura. Con conseguenze psicologiche e perfino antropologiche a cui abbiamo cominciato ad assistere da oggi, con una libertà, quella dalla mascherina, rifiutata, non utilizzata.
Forse è subentrata in molti anche la rassegnazione: le misure di allontanamento sociale, restano, e presto – è quello di cui molti sono convinti – torneranno le restrizioni alla vita pubblica. Potrebbero dover rimanere in atto a intermittenza per altro tempo. Nuovi focolai delle più disparate varianti, normali o plus, potrebbero ripresentarsi.
E i vaccini? Non erano loro la soluzione al problema? Si cominciano a diffondere dei dubbi sulla loro reale efficacia. Si comincia a sentire parlare di terza dose, di dosi annuali, continue. Naturalmente, si esclude la possibilità delle cure farmacologiche, e questo ha come conseguenza uno stato di tensione e di paura permanente, uno sconvolgimento della vita di milioni di persone, costrette a vivere con sempre minori libertà. Continue reading

SANTA SEDE E ZAN Draghi e il nichilismo religioso: la sua non è laicità

La lezioncina sulla laicità dello Stato che ci ha impartito Draghi è impropria. Il tema in discussione non è religioso, ma è politico, giuridico ed etico, ossia laico. Draghi deve essere stato preso da un abbaglio: siccome a protestare contro l’approvazione del disegno di legge Zan sono soprattutto i cattolici, allora bisogna rivendicare la laicità dello Stato. Ma gli interventi dei cattolici critici del disegno di legge sono svolti nel merito etico-giuridico-politico della legge e non con criteri religiosi o confessionali.

Le poche parole che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto a commento della Nota della Segreteria di Stato sulle possibili violazioni del Concordato se il ddl Zan venisse approvato, meritano un breve commento critico. Esse infatti segnano la grande lontananza della cultura politica attuale da come dovrebbero andare invece le cose. Le parole di Draghi – come si ricorderà – riguardano la laicità dello Stato italiano, la libertà del Parlamento di legiferare, la distinzione tra quanto compete al parlamento e quanto al governo.

A proposito della laicità va subito fatta un’osservazione. Che bisogno c’era di tirar fuori l’argomento? La Nota della Segreteria di Stato era forse una ingerenza (come ha maldestramente affermato poi il Presidente della Camera Fico)? Evidentemente no, insigni giuristi l’hanno in seguito confermato. Il Concordato è un accordo tra due Stati sovrani, chiederne il rispetto e segnalare eventuali abusi all’orizzonte, fa parte della logica dell’accordo stesso e non è minimamente una forma di ingerenza. Ricordando che l’Italia è uno Stato laico, Draghi ha sottolineato una cosa che non era da sottolineare perché il contesto non minacciava in alcun modo tale laicità.

Il nostro presidente ha poi voluto anche precisare, con l’aiuto di una sentenza della Corte Costituzionale, coma debba intendersi la laicità. Egli ha detto che la laicità dello Stato non significa neutralità verso la religione ma difesa della libertà di religione e quindi del pluralismo religioso. Questa precisazione, oltre che ugualmente inutile come la precedente, perché la Nota vaticana non rappresentava nessuna minaccia al pluralismo religioso, è anche molto problematica e piuttosto carente. Continue reading

Eh no, Cari Gazzettieri di Regime, il Vaticano non Fa Retromarcia sul DDL Zan. 25 Giugno 2021 Pubblicato da Marco Tosatti

Marco Tosatti
Carissimi Stilumcuriali, è interessante osservare la disperazione della grande stampa di marca PD (Repubblica, Stampa, Corriere et alios) di fronte alla presa di posizione della Santa Sede sul DDL liberticida – e anticostituzionale – Zan. Caduta per evidente conclamata stupidità l’ipotesi di un complotto ordito chissà da chi alle spalle del Pontefice (che era ben al corrente, e d’accordo sulla mossa vaticana) rilanciati i flebili gemiti dei fautori della lobby gay in Vaticano (“quella nota non andava scritta…”) un’intervista del Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, a Vatican News, per la penna autorevole di Andrea Tornielli ha obbligato i gazzettieri di regime piedino-lgbtq ecc. a nuove contorsioni. Rilanciamo a questo proposito quanto scrive Giuseppe Rusconi su Rosso Porpora, sempre attento e puntuale. E non è un caso che il collega apra il suo blog con le vergognose pressioni – e ingerenze, quelle sì che lo sono! – dell’EURSS nei confronti dell’Ungheria, rea di non vole follie antropologiche politically correct. Buona lettura.

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QUELLA NOTA ANDAVA SCRITTA: LA CONFERMA DI PAROLIN (CON PREMESSA)- di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 25 giugno 2021

 

Qualche considerazione sull’intervista del Segretario di Stato a ’Vatican News’ del 24 giugno – Nella premessa i violenti attacchi all’Ungheria da parte dell’Ue e il gravissimo episodio di Monaco di Baviera, quando un attivista ha sventolato la bandiera lgbt in faccia ai giocatori ungheresi che stavano cantando l’inno nazionale.

PREMESSA: PIENA SOLIDARIETA’ ALL’UNGHERIA – IL GRAVISSIMO EPISODIO DI MONACO DI BAVIERA In questi giorni è stata impressa un’accelerazione molto preoccupante all’ l’offensiva sfrontata e su vari fronti della nota lobby a livello continentale. Anche il mondo calcistico, sensibile ormai più all’andamento delle azioni in borsa che ai valori sportivi, sta cedendo vergognosamente al ‘politicamente corretto’. Basti pensare ad esempio al fatto- per restare in Italia – che la Juventus ha colorato di arcobaleno il suo logo bianco-nero, che il Milan ha distribuito 600 magliette rosso-nere con logo arcobaleno al personale medico milanese, che perfino Palermo e Bari hanno tinto di arcobaleno il loro logo: ci pensino i tifosi a reagire vigorosamente contro tale imposizione totalitaria che contribuisce a dare un’ulteriore picconata alla credibilità anche del calcio. Continue reading

Bimbi usati per sperimentazioni e per riti satanici

Ci sono i bambini al centro di diversi fatti di cronaca, succedutisi nei giorni scorsi. Fatti non sempre lieti, purtroppo.

Ma procediamo con ordine e partiamo dalle buone notizie, che giungono dall’Argentina: qui un gruppo di deputati, guidati da Francisco Sánchez, ha presentato un progetto di legge, che, se approvato, consentirebbe l’obiezione di coscienza fiscale a quanti siano contrari all’aborto per ragioni morali, etiche, religiose o scientifiche. In sostanza, la pratica abortiva attingerebbe le risorse necessarie d’ora in poi da un apposito fondo, senza più utilizzare voci di bilancio o sovvenzioni dalla Tesoreria nazionale. Il contribuente potrebbe a questo punto chiedere espressamente che i soldi versati in tasse non vadano ad alimentare tale fondo, evitando di partecipare col proprio denaro all’uccisione dei bambini in grembo. Tale testo, per molti versi innovativo, potrebbe fungere da apripista ed introdurre così la possibilità dell’obiezione fiscale all’aborto anche nelle legislazioni di altri Paesi.

Ma, per qualche luce che si accende, nuove tenebre si addensano: il Congresso degli Stati Uniti ha chiesto di eliminare le restrizioni agli esperimenti sugli embrioni umani. Finora il 14mo giorno di sviluppo rappresentava una sorta di limite, poiché è stato accertato che, oltre tale periodo, inizia a formarsi il sistema nervoso del feto. Ora la richiesta giunta all’attenzione dell’organo legislativo del governo americano punta invece ad abbattere anche quest’ultima barriera etica. Pressioni in tal senso sono giunte con l’uscita, lo scorso 16 maggio, della nuova guida messa a punto dall’ISSCR-Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali, guida che sollecita a proposito delle sperimentazioni sugli embrioni umani un «ampio sostegno pubblico» e che chiede il via libera anche alla creazione di embrioni «chimera» da cellule umane ed animali. Continue reading

ORIZZONTI RISTRETTI Dalla chiesa orizzontale? Si salvi, così, chi può

I pastori ci hanno stretto dentro un recinto asfittico troppo materiale, in cui si trovano solo migranti, disoccupati e poveri. Ci dicono che il cristiano autentico è quello che non usa spesso il condizionatore d’estate, che paga le tasse e si vaccina. Hanno sostituito la carità con la solidarietà, la giustizia con il pietismo. Il fine della nostra vita ha così il sapore di un’amara fine. Ma possiamo salvarci costruendo arche di Noè dove imbarcare chi vuole vivere per l’Eternità.

La Chiesa non ci parla più delle cose ultime. Salvezza, eternità di Dio, destino ultimo della nostra anima, senso della vita sono ormai diventati il Gronchi rosa del cattolicesimo.

I pastori, più preoccupati dell’immunità di gregge che della salvezza del gregge, ci hanno ormai stretto dentro un recinto asfittico tanto, troppo materiale, in cui si trovano solo migranti, disoccupati e poveri. E riguardo a questi ultimi è una vita senza trascendenza che ci fa davvero poveri dentro. Noi siamo già fatti di polvere e ci vogliono pure piegare ad una vita polverosa, volgare, lontana dalla nobiltà dell’eroico quotidiano. Il loro orizzonte è quello della Madre Terra da salvare, non quello infinito delle anime da salvare. Continue reading

Un nano atomo distrugge il ddZan

Tema del momento, ddlzan.

  1. mami, cucciolo ha mamma cane ma non ha papà cane..
  2. ok, ma c’è papà puma per loro.
  3. ma no mami!!! Serve papà cane per mamma cane e cucciolo. E poi dobbiamo prendere mamma puma e cucciolo puma per papà puma!!!! MAMMA, È OVVIO!!!!!!

……G, 3 anni, piccola, NON STUPIDA. Lei e tutti gli altri. Suoi compagni.

Ma tranquilli, non è che non passa perché i bimbi non sono stupidi, ma perché come tutti i precedenti, le “armi di distrazione di massa” servono solo a distrarre le masse, mica a fare qualcosa di concreto.

(Peraltro ucciso in un nanoatomo da un treenne…)

Peace and love

F.P.

“Un’inchiesta pone domande sulla morte cerebrale”

Benedetta Frigerio nell’articolo seguente dimostra come la morte cerebrale venga smentita dai fatti. Non si può definire defunta una persona con il cuore battente, nonostante abbia l’encefalogramma piatto.

Ecco l’articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l’11 aprile 2021:
Dopo la morte di Charlie Gard e di Alfie Evans la prassi del sistema sanitario inglese non è più indiscussa come un tempo. A provarlo sono fatti simili ormai discussi dalla stampa e, ora, il Daily Mail che in sua recente un’inchiesta ha scritto: “Durante i casi di spicco dei bambini Charlie Gard e Alfie Evans – i cui genitori, rispettivamente nel 2017 e nel 2018, hanno combattuto senza successo contro i medici per cercare di ottenere delle terapie sperimentali – il dibattito sulle cure di fine vita si è evoluto”.

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Il Canada apre la strada a poligamia e poliandria

C’è un giudice che in Canada ha legalizzato il poliamore. La vicenda è la seguente. Bill e Eliza hanno una relazione. In questa relazione, con il consenso sia di Bill che di Eliza, si inserisce anche Olivia, la quale diventa amante sia di lui che di lei. Poi Bill ed Eliza hanno un bambino di nome Clarke. Nella crescita del bambino si occupa anche Olivia la quale, tramite alcuni farmaci, riesce a produrre del latte e ad allattare Clarke.

I genitori di Clarke vorrebbero che anche Olivia fosse riconosciuta come genitore, tanto da figurare con questo titolo nel suo certificato di nascita. L’iter giudiziario per ottenere questo risultato approda infine presso l’Alta Corte della Columbia Britannica, una provincia canadese. Lunedì 26 aprile il giudice Sandra Wilkinson ha dato disco verde alla richiesta dei tre, precisando che in tal modo si andava a colmare una lacuna presente nella legge provinciale conosciuta come Family Act Law. Questa legge – e la precisazione è importante – già permette di riconoscere tre genitori nei casi di fecondazione artificiale eterologa. In questi casi i genitori sono la coppia richiedente e il «donatore» di sperma o ovociti. L’argomentazione logica, date queste premesse errate, non poteva che essere la seguente: se un «donatore» di gameti può diventare genitore, non si vede perché non può diventarlo anche un altro soggetto che ha soddisfatto degli oneri tipicamente genitoriali come quelli concernenti l’educazione del minore. Il giudice ha dichiarato: «Le prove indicano che il legislatore non aveva previsto la possibilità che un bambino potesse essere concepito attraverso un rapporto sessuale e avere più di due genitori. In parole povere, il legislatore non aveva contemplato la famiglia poliamorosa». Continue reading