3 Domenica di Quaresima (2021): 10 Parole e un nuovo Tempio

 

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore

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Commento (e immagini) al Vangelo di domenica 7 Marzo 2021 per bambini -  Fano -

La prima lettura ci presenta il testo delle 10 Parole, (decalogo), come ci viene trasmesso nel libro dell’Esodo. Se il testo dei comandamenti abbraccia tutta la vita umana, ma se noi uomini siamo in relazione con altri uomini, cioè sociali, non siamo delle isole, dei monoliti è anche vero che abbiamo una dimensione religiosa. Dovremmo, quindi, pensare ai comandamenti non solo in una dimensione sociale esterna, che regola i nostri comportamenti, anche quelli religiosi, ma come regole che ci introducono, attraverso una vita condotta secondo quanto essi ci indicano in una vita santa, ci portano all’ incontro con il Signore.

Anche se noi li troviamo nell’ Antico Testamento sono tuttora in vigore, validi, sono da osservare e hanno una validità universale. Sulla montagna delle beatitudini Gesù dice: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento”.
Questo avviene nella consegna del grande comandamento che Gesù lascia ai suoi.
Non è possibile nello spazio di un’omelia parlare di tutti i comandamenti considero il primo: “Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra.” Cerchiamo di comprendere meglio questo divieto. Vi è sempre un pericolo che noi corriamo, anche oggi, che è quello di farsi un’immagine di Dio che non corrisponde alla verità, ma che può essere una caricatura, un surrogato, insomma Dio come vorremmo che fosse secondo noi. Non è così Dio si fa conoscere attraverso Gesù e se noi vogliamo avere un’immagine di Dio secondo quello che è dobbiamo guardare a Gesù, altrimenti il rischio è quello che ognuno di noi si faccia il suo pupazzino di Dio. Attenzione che l’immagine può essere esteriore, ma anche interiore.
Qual è l’immagine di Dio che ho nel mio cuore, nella mia mente?

Così aveva fatto Israele e i vari gruppi religiosi che lo componevano del Messia. Chi lo considerava come un nuovo profeta, un liberatore dalla dominazione romana, colui che avrebbe riportato Israele alla grandezza del tempo di Davide.

A questo punto possiamo comprendere meglio perché quando Gesù dice: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere», non viene capito. I giudei sono legati alla loro concezione del rapporto con Dio basato sulla formalità, sui sacrifici esteriori e non sul Tempio luogo della presenza di Dio di cui Gesù parla con rispetto come della casa del Padre e che non può essere ridotto “ad un mercato”.

Gesù annuncia un nuovo tempio. Se ora voglio incontrare Dio devo entrare nel tempio che è Gesù stesso, solo in Lui e attraverso Lui possiamo adorare Dio in Spirito e verità”. Come allora anche tanti di noi continuano a non capire che è solo attraverso Gesù che possiamo incontrare Dio con buona pace e rispetto per altre esperienze religiose, ma, con il fatto che Dio si è fatto uomo, l’amore a Dio e il vedere Dio in Gesù si estende all’ uomo e se anche nella sua storia si sono scatenate le potenze del peccato, con la salvezza portata da Gesù ora possiamo vederlo e vederci con occhi nuovi.

Allora dobbiamo essere, credendo, obbedienti al Signore, così non ci faremo idoli. Modifichiamo i nostri comportamenti affinché diventino il nostro dire grazie sapendo che tutto è dono che viene dalla misericordia di Dio.

Deo gratias, amgD, qydiacdon

Cantalavita | vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza

Preghiera per la seconda settimana di Quaresima 2021

 

Signore Gesù,
hai annunciato ai tuoi amici
che ti aspettava una croce.
nel loro cuore sono scesi
il dubbio e la paura.
Non hanno capito
la morte non poteva vincere
e tu hai voluto dare un assaggio della tua vittoria.

Mosè ed Elia sono venuti
per renderti omaggio
ma il Padre su te ha messo
il suo sigillo: “Ascoltatelo!”
Vinci le mie paure e sciogli
i miei dubbi: voglio vivere ogni
tua Parola che attraverso la
croce porta anche me alla vita.

( Da messalino LDC 012)

 

Trasfigurazione - Grazie Al Cielo

 

 

II Domenica di Quaresima: Ascoltare- obbedire- credere

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

Parola di Dio

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore

II Domenica di Quaresima – Trasfigurazione di Gesù (Anno A) Parrocchia Don Bosco

Omelia

Richiamiamo alla nostra mente la figura di Abramo, (1 lettura), e la frase del Vangelo: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». La voce che esce dalla nube in questo episodio della trasfigurazione, dove Gesù si rivela oltre la sua figura umana, terrena nella sua divinità.

Cosa significa ascoltare? Se andate a vedere in qualche dizionario potete trovare definizioni del tipo: “Udire con attenzione, stare a udire” … ma anche: “Dare retta, seguire i consigli o gli ammonimenti dati”. Mentre la parola obbedire o ubbidire significa: “fare ciò che viene ordinato; accondiscendere, sottostare all’altrui volontà …”

Ascolto, obbedienza, e fede sono le caratteristiche di Abramo. Dio gli parla e Abramo non ascolta solo con l’orecchio, come così spesso facciamo noi, che ascoltando solo con l’orecchio la parola entra da una parte e esce dall’altra, ma con tutta la sua persona così che la sua risposta è: “Eccomi”. Egli è pronto a fare quanto Dio gli chiede.
E Dio gli chiede una cosa molto grande, difficile e impegnativa. Fino a che punto Abramo è disponibile a fare ciò che gli viene chiesto?
Abbiamo sentito, gli viene chiesto di sacrificare suo figlio, quel figlio tanto desiderato e tanto amato. Se ci fermiamo un attimo a pensare è qualcosa di umanamente inconcepibile.
Noi sicuramente ci saremmo ribellati! “Caro Dio questa cosa è troppo grande per me non ne facciamo niente”.

Invece… ecco egli si mette in viaggio assieme a suo figlio nel luogo indicato, obbediente, ma anche pieno di fiducia perché sa che il Signore è fedele e non può mancare alla sua Parola e alle sue promesse.
Vedete le nostre sicurezze umane sono quelle che sono, ma l’unica cosa che conta è affidarsi a Dio, in Lui non ci sono inganni, doppi fini, invidie o gelosie. L’ obbedienza e la fede di Abramo vengono premiate non solo con il fatto che Dio non vuole la morte di Isacco, ma anche con tutte le promesse che il Signore gli fa, diventando modello per tutti i credenti.

Come Abramo anche noi dobbiamo ascoltare il Signore che ci parla e ci parla attraverso Gesù, che ha annunciato la sua morte e risurrezione, una realtà difficile da accettare ancora per i discepoli.
L’esperienza che fanno li vuole rassicurare anche se le parole che sono state pronunciate nell’annuncio della Passione sono difficili e crude.
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!»
Questa parola vale soprattutto per noi, come lo era per quelli che erano più vicini a Gesù. La quaresima è l’occasione per chiederci se davvero ascoltiamo quello che Gesù dice, ma soprattutto se lo mettiamo in pratica, ascoltando non solo fisicamente ma con tutto il nostro cuore dal quale escono le nostre azioni, i nostri comportamenti, le nostre passioni, ma anche il nostro desiderio di bene, di bontà, di vita.

Oggi sembra che gli ascoltatori di Dio, anche fra i credenti, siano un po’ distratti, che non sappiano riconoscere la Parola fra le parole e che non riescano ad obbedire perché le esigenze della vita, secondo il Vangelo, sembrano troppo complicate, vogliano farci essere meno liberi e non siano in armonia con le nostre esigenze.

Che cosa significa ascoltare e obbedire l’abbiamo già detto. S. Paolo dice, scrivendo ai cristiani di Roma, che: “Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.”

Ascoltare qualcuno che mi dice: Gesù è il tuo Salvatore, Gesù è morto e risorto per te, Gesù è l’inviato di Dio degli ultimi tempi.

A questo annuncio la fede risponde in primo luogo con un atto di fiducia e di affidamento, simile a quello dell’apostolo Tommaso che, deponendo la sua incredulità, si arrese davanti al Risorto dicendogli:
“Mio Signore e mio Dio” (Gv 20,28). (F.A Serming)

Tutto questo mi viene annunciato in ogni Eucaristia. Ascoltiamo, obbediamo, crediamo e facciamo anche noi nostra la professione di fede dell’apostolo Tommaso: “Mio Signore e mio Dio”

Qydiacdon, AMGD

 

DOMENICA della TRASFIGURAZIONE - ppt scaricare

 

 

 

Preghiera per la 1 settimana di quaresima- 2021

 

Posso confessarlo tranquillamente, Signore
tanto tu vedi fin nelle pieghi del mio animo.
Farei di tutto per allontanare
il tempo della prova, le zone di deserto,
i momenti decisivi in cui
sono chiamato a compire scelte difficili e dolorose.
Amo la strada in discesa, i paesaggi dolci,
le stagioni miti e le brezze leggere.
Vorrei che la mia vita non dovesse attraversare
zone turbolente, tempeste spaventose
in cui rischiare la vita.

Com’è diverso il tuo Figlio!
dopo la manifestazione al Giordano
non sembra avere alcuna fretta
di lanciarsi nella missione,
di cercare la gente, di mettersi in azione.
Anzi si lascia guidare dallo Spirito
e va nel deserto: luogo di solitudine,
terra senza vita, di nudità, di fame e di sete.
Accetta di misurarsi con lo spirito del male,
gli va incontro senza timore, quasi cercando lo scontro.

D’altronde di che cosa dovrebbe avere paura?
E’ sicuro del tuo amore, qualunque cosa gli accada.
Ha messo la sua vita nelle tue mani.
Il messaggio di gioia, di liberazione e di vita
che sta per portare a tutti
attraversa la sua esistenza, riscalda il suo cuore,
rende acuta la sua intelligenza e limpido il suo sguardo.
Sì, in lui il tuo Regno è già iniziato.
Questo è il tempo di volgersi verso di lui
e di credere nel suo annuncio.

(Roberto Laurita)

 

Se tu sei... non! ~ Luca Rubin

 

 

Mons. Ics e il Card. Sarah. Papa Bergoglio Sempre più Simile a Nerone.

Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, mons. Ics ci ha inviato questo breve commento sulle dimissioni del card. Robert Sarah. Dimissione accettate, mentre altri, e forse dal curriculum non così limpido come questo porporato africano avendo da molto tempo superati i canonici settantacinque anni continuano a prosperare all’ombra di papa Bergoglio…mah! Ma non aveva detto a Müller che voleva da allora – tre anni fa – applicare rigorosamente la regola dei 75 anni? Bugia, cambio di opinione, dimenticanza o Marchese del Grillo? A voi l’ardua sentenza. Buona lettura.

§§§
Bergoglio sempre più simile a Nerone.

Caro Tosatti, da oggi il card. Sarah è un uomo libero, un sacerdote libero, e certamente più sereno.

Bergoglio deve aver pensato di averlo punito, quando in realtà lo ha liberato.

Ieri alla notizia del suo dimissionamento, ho pensato anzitutto al sollievo che questo sant’uomo deve aver provato per non essere più obbligato a vivere una impossibile unità di vita (quale Prefetto al Culto divino) sotto Bergoglio.

Ho pensato al sollievo che deve aver provato il card Sarah di non dover più esser forzato ad accettare il compromesso tra la sua responsabilità personale e quella di membro di una Prelatura che non voleva coinvolgere indirettamente con un comportamento che fosse sgradito al papa.

Ho pensato al sollievo che deve aver provato nel non dover esser più costretto a elogiare pubblicamente il papa o osservarne le indicazioni non condivise (si pensi alla litania sui migranti o al miracolo della traslazione della santa casa di Loreto).

Ho pensato al sollievo che deve aver provato a non esser più costretto a conciliare il suo senso di responsabilità verso Dio e l’obbedienza forzata agli umori e alle disposizioni di un “nerone” della cattolicità.

Il dimissionamento del card. Sarah mi ha fatto sovvenire proprio di Seneca e Nerone, chissà perché. Seneca filosofo stoico romano, potentissimo sotto l’impero di Nerone finché lo compiacque; quando smise, fu da costui indotto al suicidio (65 dC.).

Nerone incendiò Roma, Bergoglio sta bruciando la chiesa romana.

Seneca che spiegò gli errori di Nerone fu indotto al suicidio. Sarah, colpevole solo di aver manifestato la Verità, è stato licenziato.

Entrambi, Nerone e Bergoglio, hanno condannato le intenzioni dei loro consiglieri, solo perché dicevano la verità.

Il blog bergogliano – er Faro de Roma – scrive che il papa è stato obbligato a dimettere Sarah per le troppe provocazioni fattegli, nonché in vista di un futuro conclave.

Spiega che Papa Bergoglio non tollerava che Sarah difendesse una supposta “vera cattolicità”, diversa dalla sua.

Non tollerava che andasse spesso da Benedetto XVI a piangere con lui sulla Chiesa.

Non tollerava che scrivesse libri, che rilasciasse interviste, che ricercasse notorietà nella opinione pubblica.

Il papa lo avrebbe avvisato, ammonito, rimproverato pubblicamente e persino corretto con una lettera. Il papa non ha tollerato soprattutto il suo libro sul celibato dei preti, scritto con Benedetto XVI quando era in corso Querida Amazonia. Dice sempre – er Faro de Roma – che: “Sarah ha dimostrato di non capire la situazione e di aver ben poco a cura l’unità della chiesa”.

Sarah aveva perfettamente capito la situazione e pregava ininterrottamente per l’unità della chiesa messa a dura prova proprio dal pontefice attuale.

Io lo so.

Mons ICS

 

I Domenica di Quaresima- delle tentazioni

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore

 

Risultato immagini per 1 domenica di quaresima ciclo B

 

“Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.”

In Quaresima anche i credenti, come Gesù, sono sospinti dallo spirito nel deserto. Come Gesù saranno tentati. Il Signore invita alla conversione, i tempi sono compiuti e la sua Parola risuona per tutti noi

Un religioso, Carlo Carretto nel 1954 scriveva: “Vado nel deserto per disintossicarmi da una vita nella quale non trovo più Dio” Nel suo libro: Lettere dal Deserto racconta che laggiù, nel deserto ritrova la forza di tornare a guardare le stelle, il cielo, il sole, il tramonto… insomma ritrova la capacità di rimettersi, di ritrovare il messaggio delle cose, ma soprattutto ritrova la pace, ritrovando la compagnia di Dio. Non praticamente il deserto deve essere un luogo, ma possono essere anche spazi di silenzio che ritroviamo, che ricerchiamo per confrontarci con Dio, su come viviamo la nostra fede, su come facciamo spazio alla presenza di Dio nella nostra vita. Questo poi significa anche ritrovare quello che siamo; uomini deboli e fragili, perché il deserto è anche il momento in cui l’uomo sperimenta la sua debolezza e fragilità Nel deserto l’acqua è pressoché inesistente e senza acqua si muore. Il sole, fonte di vita, diventa nemico e può condurre alla morte. Il deserto è anche il luogo del silenzio, che fa paura. Se noi proviamo a fare silenzio, anche se noi non parliamo e siamo soli la nostra mente e il nostro cuore cominciano a popolarsi di pensieri, di sogni, di paure che credevamo mandate via, ma che riaffiorano. Ecco perché il deserto e il silenzio fanno paura.

Gesù nel deserto è tentato!
Sì perché il deserto è anche il luogo, a volte, del potere di satana, del peccato, della morte. Lì Gesù incontra il divisore fra Dio e l’uomo: satana e le tentazioni a cui è sottoposto Gesù sono quelle che incontrerà nella sua vita terrena, ma sono anche quelle che incontriamo noi: essere fedeli al Signore o fare come pare a noi, facendoci Signori di noi stessi, esattamente come accadde ad Adamo ed Eva che istigati da satana mangiando il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male pensavano di diventare come Dio.

Anche noi possiamo scegliere di essere fedeli al Signore e di ubbidire o di disobbedire, tutto è lasciato alla nostra libertà. Se Gesù nel deserto è stato fedele al Padre e non ha accettato le provocazioni di satana e le ha vinte anche a noi è data questa possibilità attraverso il sacrificio di Gesù, la sua Pasqua e il compito che ha affidato alla sua Chiesa. Il tempo del Deserto diventa anche il tempo della scelta, e il cammino della quaresima diventa il tempo in cui noi meditiamo questa scelta.

Se scegliamo il modello Gesù noi possiamo vivere l’esperienza della riconciliazione, cioè di essere rappacificati con Dio, con il prossimo, ma anche con il creato e le sue creature. Questo l’Evangelista Marco l’esprime descrivendo la convivenza pacifica tra Gesù e gli animali selvatici.

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Il tempo della decisione per Gesù o diversamente è questo che stiamo vivendo, non abbiamo bisogno di nuovi messia, Dio ci ha dato già tutto donandoci Gesù. Noi non viviamo più un tempo di attesa dove tutto rimarrà sempre uguale, ma possiamo renderlo nuovo, diverso, vivo della consolazione e della speranza perché il Signore si è fatto vicino e cammina insieme a noi.

Allora basta ai se e ai ma che tanto spesso paralizzano la vita di credenti tiepidi, il tempo è compiuto, cambiamo la nostra vita e crediamo: svegliamoci!

 

Moretto Da Brescia Christ in the Wilderness

 

Deo gratias, qydiacdon

 

 

 

Mercoledì delle ceneri inizia la Quaresima – Inizia il nostro cammino verso la Pasqua …

 

Risultato immagini per quaresima 2021

 

Diamo inizio alla Quaresima un tempo di riflessione serio su cosa significhi per noi essere cristiani. Per confrontarci con la Parola di Gesù al fine di comprendere se la nostra vita è seriamente basata su di Lui, su quello che ci ha detto, mostrato e se siamo stati fedeli. Tempo di riflessione, ma anche di cambiamento, di svolta per la nostra vita.

Il rito delle ceneri che vengono messe sul capo ci ricorda che noi siamo di passaggio in questo mondo e la necessità di cambiare.

Nello stesso tempo la Quaresima è anche tempo di cammino per andare con Gesù a Gerusalemme, dove il Signore celebrerà la sua Pasqua; una Pasqua di morte e di Risurrezione. In questo cammino ciascuno può liberarsi dalla gabbia del peccato che imprigiona il nostro cuore, che lo rende chiuso, indurito e gli impedisce di assomigliare a Gesù nell’ amore al Padre e ai fratelli. Il cammino della Quaresima è un cammino verso la libertà. Gesù ci indica tre grandi piste che possono renderci liberi sono: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Continue reading