VITTORIA PRO VITA La guerra del Texas all’aborto. E la furia di Biden

La decisione della Corte Suprema di non bloccare la nuova legge texana, che proibisce gli aborti quando si riscontra il battito cardiaco del bambino, scatena le ire dei Dem americani. Biden prepara un contrattacco poco “democratico” e con lui la Pelosi. Ma intanto in Texas crolla il numero degli aborti e nasce una speranza per tutto il fronte pro vita.

Joe Biden e tutto il gotha del Partito Democratico e dell’industria abortista americana non l’hanno presa bene. La decisione della Corte Suprema (5-4) di non bloccare la nuova legge texana che proibisce gli aborti dal momento in cui è rilevabile il battito cardiaco del bambino, dunque intorno alla sesta settimana di gravidanza, ha comprensibilmente galvanizzato il movimento pro vita, ma ha fatto infuriare i Dem che sono già passati al contrattacco. Il presidente degli Stati Uniti ha definito il verdetto della Corte un «assalto senza precedenti» all’aborto e ha annunciato che farà di tutto per annullare gli effetti della legge approvata dal parlamento del Texas a maggio di quest’anno e in vigore da mercoledì 1 settembre.

La legge texana richiede che ogni esecutore di aborti verifichi la presenza del battito del cuore prima di procedere all’uccisione del bambino in grembo. Se si riscontra il battito, l’aborto non è appunto consentito, tranne in circostanze eccezionali (non stupro e incesto) come il pericolo di vita per la madre. Poiché per l’85-90% dei casi, secondo i dati dell’organizzazione abortista Aclu, gli aborti in Texas non avvengono prima della sesta settimana, quando molte donne sono ignare della gravidanza in corso, la legge potrà avere l’effetto di salvare decine di migliaia di bambini all’anno, tenendo conto che nel 2020 le cliniche locali hanno eseguito circa 54.000 procedure abortive. L’obiettivo deve essere chiaramente quello di vietare ogni aborto procurato, ma certamente in Texas si è fatto un gran passo avanti. E difatti in questi primissimi giorni di settembre il numero di aborti è precipitato. Continue reading

CHIESA STATOLATRICA Vaccino per i Sacramenti: scientismo che esautora Dio

Dei fedeli si sono visti chiedere il green pass per la Santa Messa e, addirittura, il vaccino per confessarsi. Dov’è finita la “misericordia” tanto proclamata in questi anni? Con il Covid l’Onnipotente è stato messo da parte, eppure l’ideologia scientista non potrà mai cancellare ciò che di irriducibile c’è nell’uomo: la coscienza. È questa che motiva il nostro agire, compresa la scelta di vaccinarsi o meno.

Alcuni fatti accaduti in questi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane, mi rimandano all’immagine biblica di Lazzaro: è nel sepolcro, forse già putrefatto, certamente fasciato dalla testa ai piedi: può essere questa una realistica immagine del Covid-19 vissuto? Per uscire da questo stato, per Lazzaro, è occorso l’intervento dell’ONNIPOTENTE! L’Onnipotente? Il Signore che abbiamo conosciuto nella storia della nostra fede? La domanda, seppur appaia retorica, non lo è! Il Signore è il… Grande Assente giustificato in quanto non scienziato, non virologo né biologo ecc… e, quindi, esautorato da tutto e da tutti (forse anche dalla sua stessa famiglia!?).

La cosa che più mi lascia basita è ciò che è accaduto ad alcuni nostri amici volontari: per entrare in chiesa è stato chiesto loro di mostrare il green pass per partecipare alla Santa Messa e, per accedere al sacramento della Confessione, è stato addirittura esplicitamente richiesto non solo il green pass (che si può ottenere anche con un tampone negativo) ma la prova di essere stati sottoposti alla vaccinazione!

Le persone in questione, non essendo vaccinate, non hanno avuto la possibilità di confessarsi; in lacrime lamentavano il dispiacere dello stravolgimento della Misericordia – tanto declamata dai Pastori e così necessaria alla vita del cristiano – miseramente e squallidamente finita sotto la lente d’ingrandimento del microscopio, proprio come quello utilizzato per il virus che sancisce chi può accostarsi ai sacramenti e chi, invece, non può… il tutto, non più di competenza della Santa Chiesa ma del Ministero della Salute! Poveri noi.

La minaccia più grave, credo, alla nostra identità cristiana, non deriva né dagli atei, né dai musulmani, né dalle varie violenze contro i cristiani che quotidianamente si perpetrano nel mondo, né dal diavolo stesso (che, comunque, perde sempre contro Dio al di là delle apparenze!) bensì dalla nostra abituale distrazione alle esigenze del bene e della spiritualità, dall’incapacità di detestare il male, dall’assuefazione al peccato – non più percepito come male – fino ad una coscienza che non ha più rimorsi perché abituata a quotidiani compromessi e ipocrisie… Continue reading

“Papa Francesco ha 2 tumori”/ Aldo Maria Valli: “voci dal Vaticano, aria di conclave” Pubblicazione: 07.09.2021 – Niccolò Magnani

Il vaticanista Aldo Maria Valli svela alcuni “rumors” dal Vaticano (tutti da verificare): “Papa Francesco ha due tumori, c’è aria di conclave”

Solo pochi giorni fa alla Radio spagnola COPE, Papa Francesco smentiva categoricamente ogni possibile ipotesi di dimissioni a breve, «non mi è mai passato per la mente» ha spiegato all’emittente della Conferenza Episcopale di Spagna: oggi però su “La Verità” l’ex vaticanista del Tg1, Aldo Maria Valli, riporta altri rumors che invece parlano di condizioni di salute tutt’altro che positive per il Santo Padre.
Premettendo che si tratta comunque anche in questo caso di una “voce” filtrata da Oltretevere e che resta la smentita ufficiale del Pontefice in prima persona, quanto riportato da Valli ha dell’inquietante: «nei Sacri Palazzi si parla di due tumori che avrebbero colpito Bergoglio, e della difficoltà dei medici e del personale sanitario dell’ospedale nel gestire l’augusto paziente, rivelatosi nervoso e insofferente alle cure». Nel suo blog “Duc in altum” Valli non risparmia da anni ormai critiche anche molto feroci al Santo Padre e in generale alla Chiesa di Bergoglio, elementi tutti confermati dall’intervista tutt’altro che “tenera” nei confronti di Francesco. Continue reading

IL ROGO A MILANO Quel crocifisso superstite e il “problema” della fede

Ha commosso il racconto del chirurgo che ha perso tutto nel rogo alla torre del Moro di Milano tranne un piccolo crocifisso. L’episodio riporta al centro il tema della croce e della sofferenza. L’unica risposta è avere fede (fiducia) in quel che Cristo ha fatto e detto perché «il giusto vivrà della fede».

Ha fatto impressione l’intervista a «Repubblica» del professor Lorenzo Spaggiari, direttore della chirurgia toracica dell’Istituto Europeo dei Tumori e docente all’università di Milano. Abitava con la famiglia nel famigerato grattacielo Torre dei Moro, quello che si è squagliato in diretta per un incendio che l’ha completamente distrutto. Come si sa, partito da uno degli ultimi piani, una ventina, il fuoco è sceso fino a terra grazie al rivestimento esterno tutt’altro che ignifugo e attualmente sotto i riflettori dei magistrati. Nessuno dei tantissimi appartamenti si è salvato, tutti gli inquilini sono finiti in strada, ogni abitazione è completamente bruciata. Strano a dirsi, nessun danno alle persone.

Più strano ancora è quel che è accaduto alla famiglia Spaggiari, abitante al diciannovesimo piano e proprietaria di tutto il piano, mansarda compresa. «Il soffitto è crollato e abbiamo perso tutto. Bruciata e sciolta dal calore anche la cassaforte inserita nel muro». La cassaforte. Pure inserita nel muro. Epperò liquefatta dal calore. Gli esperti diranno quanti gradi centigradi ci vogliono per far diventare pappa una cassaforte presumibilmente di metallo atto a custodire preziosi.

Ma il bello deve ancora venire. Dentro alla cassaforte, tra le altre cose, c’era un piccolo crocifisso d’oro avvolto in una bustina di plastica. E’ l’unica cosa rimasta intatta, bustina compresa. E se l’oro fonde prima dell’acciaio, figurarsi la plastica. «La mia famiglia è scossa». Infatti, la moglie del primario quella croce se l’è messa al collo e non intende toglierla più. Giustamente l’intervistatore chiede se il fatto non possa essere frutto del caso. In effetti, le coincidenze, anche spettacolari, esistono. Continue reading

L’Agghiacciante Inadeguatezza di Chi Avrebbe in Mano le Nostre Vite. 6 Settembre 2021 Pubblicato da Marco Tosatti

Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, non voglio commentare le parole di Sergio Mattarella perché si commentano da sole. E d’altronde non c’era da attendersi altro, da qualcuno che sta facendo di tutto per de-nobilitare il suo ruolo, la Costituzione e avvelenare democrazia e clima politico. Ma quello che mi sembra interessante notare è che sta emergendo con sempre maggiore chiarezza l’inadeguatezza del Presidente del Consiglio a svolgere il suo compito. Un Presidente del Consiglio incaricato nelle condizioni in cui lo è stato lui, grazie al furto dei diritti di voto dei cittadini compiuto sulla base di un pretesto tanto trasparente da essere risibile (da noi non si poteva votare per il Covid, mentre in una dozzina di altri Paesi sì…) invece di agire come dovrebbe, se disponesse di quella saggezza che il coro dei turiferari dei mass media servili gli attribuiscono, cercherebbe di creare unità nel Paese, di non alimentare scontri e divisioni. Invece che cosa fa? Mente spudoratamente (chi non si “vaccina” muore….) dà del vigliacco a chi esercita per prudenza un suo diritto costituzionale, minaccia qualche cosa che probabilmente non è in grado di fare, e che se venisse proposto o introdotto porterebbe anche le persone più tranquille e legaliste a difendersi in ogni modo (obbligo vaccinale). E questa specie di bullismo viene esercitata grazie e con la complicità e l’omertà di un’informazione che sta raggiungendo – se non l’ha già toccato e superato – un livello di abiezione verso il regime, quello esterno e quello interno, senza precedenti dalla caduta del fascismo.

Nelle settimane passate abbiamo raccolto alcuni interventi che pensiamo possano essere utili e interessanti per la lettura dei tempi oscuri che stiamo attraversando. Cominciamo dal recente editoriale di Marco Travaglio – difficilmente avremmo potuto pensare di apprezzarlo – di un paio di giorni fa:

EFFETTO BOOMERANG

di Marco Travaglio – 4 SETTEMBRE 2021

Rientrato dalle vacanze con la solita arietta da Maria Antonietta, Mario Draghi ha comunicato alla Nazione che “si va verso l’obbligo vaccinale”. Cosa l’abbia indotto a un annuncio così dirompente e a una scelta unica al mondo, mai discussa in Parlamento, in Cdm e nel Paese, anzi sempre esclusa da tutti (a parte qualche isolato esaltato), non è dato sapere. Se all’inizio della campagna vaccinale, quando non si sapeva quanti italiani avrebbero aderito, poteva avere un senso ipotizzarla, ora che il generalissimo Figliuolo e i suoi trombettieri giurano che è stata un trionfo e “siamo all’ultimo miglio”, che senso ha una forzatura che – ripetiamo – nessun governo europeo (e non solo) s’è sognato di varare per il Covid? Mistero. Persino il ministro Speranza, che passa per un ultrà rigorista, ha sempre escluso l’obbligo generalizzato. E non solo perché i vaccini restano un trattamento sanitario personalizzato sul singolo paziente. Ma anche perché uno Stato liberale non impone un Tso a milioni di renitenti. E poi che si fa con una massa così numerosa di contrari o perplessi: si manda i carabinieri armati di siringa a domicilio? E con quale sanzione per chi non li fa entrare: la galera? I vaccini vanno fatti caso per caso, non casa per casa.

Forse Draghi – competente in materia finanziaria, ma incompetente e maldestro in materia sanitaria (e non solo) – non si accorge che annunciando l’obbligo vaccinale smentisce i trionfalismi sulla campagna vaccinale: se davvero siamo i migliori d’Europa, come ripetono il suo governo e i suoi corifei, che motivo c’è di imboccare una scorciatoia esclusa da tutti i suoi colleghi (a cominciare dalla Merkel, che ha molti più No Vax di noi)? Il premier non coglie neppure l’effetto boomerang: anziché spaventare i No Vax trasformandoli in Sì Vax, li rafforzerà sulle loro posizioni. Perché l’obbligo vaccinale, così come l’abuso che si sta facendo del Green Pass, parte da una frottola che tutti i dati ogni giorno s’incaricano di smentire: quella spacciata nella penultima conferenza stampa, quando Draghi disse che il Green Pass garantisce zone protette dal Covid. Ma tutti sanno che non è vero: il vaccino va fatto perché riduce al minimo il rischio di morte e di casi gravi e diminuisce le possibilità di contagio, ma non elimina nessuno dei tre pericoli. Il mondo è pieno di vaccinati contagiati e contagiosi con tanto di Green Pass, paradossalmente più pericolosi di chi è senza vaccino né Green Pass: chi li avvicina si sente sicuro e abbassa le difese. Pensare di legittimare il vaccino e il Green Pass con la forza è una pia illusione: in realtà li si delegittima e li si svaluta. Se chi li ha è così immune, perché mai dovrebbe avere paura di chi non li ha?

Marco Travaglio

Continuiamo con le parole di un esponente – stupore, visto che si tratta del partito vaccinista degli affari – di Forza Italia: Mario Razzanelli Capogruppo di Forza Italia in Palazzo Vecchio interviene con una nota sull’argomento dei vaccini.

“L’ipotesi di istituire un obbligo vaccinale si scontra con i dati che stanno emergendo a livello internazionale in stati che hanno già raggiunto il primato in termini di somministrazione dei vaccini alla popolazione. Il Public Health England, l’agenzia governativa del Ministero della Salute, ha pubblicato infatti il 20 agosto scorso il rapporto tecnico con i dati aggiornati al 15 agosto. […] Il totale delle persone infettate nella fascia di popolazione over 50 è 48.264. Di queste 4891 sono non vaccinate e ben 39.131 sono vaccinate. Portando queste cifre in percentuali significa che i vaccinati over 50 infettati dalla variante Delta costituiscono l’88,9% delle persone infettate a fronte dell’11% di non vaccinati.Dei 39.131 infettati ben 32.828 sono persone che hanno ricevuto la doppia dose, dunque che hanno terminato il ciclo vaccinale. […] I decessi totali di over 50 sono 1076: 318 non vaccinati e 745 vaccinati, di cui ben 652 vaccinati con doppia dose.Com’è possibile che, stando ai dati ufficiali inglesi, i vaccinati con più di cinquant’anni che hanno completato il ciclo vaccinale si infettano e muoiono in misura maggiore rispetto a chi ha ricevuto una dose? […] La comunità scientifica può spiegare questi dati? A fronte di questi dati è possibile ipotizzare una terza dose di vaccino la cui efficacia si sta rilevando irrilevante? Senza contare che negli ultimi mesi sono lievitati in maniera significativa i casi di malori e morti improvvise in individui sani che si sono sottoposti al vaccino, sulle cui cause non è stata fatta luce e che pongono importanti interrogativi sul rapporto rischio beneficio dei vaccini, sugli effetti avversi dei vaccini di cui gli stessi produttori dichiarano di non avere conoscenza specialmente a medio e lungo termine.

Infine far sottoscrivere a chi si vaccina un’assunzione di responsabilità non è compatibile con l’istituzione dell’obbligo vaccinale”.

Anche in questo caso non avremmo potuto prevedere di essere d’accordo con persone di un partito, Forza Italia, che non ha mai riscosso la nostra fiducia, a nessun livello, a cominciare dal vertice. Tant’è…e continuiamo con quello che scriveva su La Verità Ermanno Bencivenga, filosofo marxista, studioso di Jean Paul Sartre; qualcuno insomma a cui certamente non siamo affini, sul piano ideologico:

Ermanno Bencivenga, La Verità, 2 settembre 2021

“Il fascismo sanitario internazionale va combattuto quotidianamente, con un lavoro costante e ininterrotto” “In un momento storico in cui la totalità dei media mainstream ha abdicato al giornalismo e si è trasformato in una truce cassa di risonanza per il regime”  “L’importante è che si crei e si mantenga questi spazio di libertà, mentre gli illusi e i bugiardi che fanno finta di dar vita a media progressisti si adoperano con il loro atteggiamento ottuso e servile per sigillare il carcere imposto dalla nuova tirannia”. Continue reading

IL CASO NOVELL GOMA’ Via il vescovo anti gay: delitto perfetto Media-Vaticano

Le dimissioni del vescovo spagnolo Xavier Novell Gomà hanno tutta l’aria di essere un delitto perfetto Media-Vaticano: nessuno, se non la Santa sede, conosce i motivi della rinuncia, c’è chi parla di uno scontro di potere nella Chiesa spagnola, ma tutti i media ricordano le sue posizioni sui gay, lasciando intendere che sia normale dover togliere il disturbo per aver toccato certi temi. Il modo migliore per estromettere un testimone scomodo senza sparare un colpo e contemporaneamente avvertire tutti gli altri vescovi che chi tocca la dittatura Lgbt, muore.

Com’è facile cacciare un vescovo sgradito e contemporaneamente lanciare il messaggio a tutti gli altri di non intromettersi nelle questioni Lgbt. Xavier Novell Gomà è il vescovo più giovane di Spagna e l’ottavo più giovane della Chiesa e da ieri non è più alla guida dell’episcopato di Solsona, in Catalogna.

Lo scarno comunicato vaticano che ne annuncia l’accoglimento della rinuncia da parte di Papa Francesco non fornisce nessuna pista per cercare le motivazioni, eppure in pochi minuti a tutti i media è stato automatico associare la figura di Novell al tema della propaganda Lgbt. Quasi come un riflesso pavloviano: il Vaticano ne annuncia la rinuncia e zac: tutti pronti a ricondurla alle sue posizioni sulla causa omo.

Sarà vero? Non lo sappiamo, anche perché il Vaticano parla di una rinuncia per “motivi strettamente personali”, che però è una scusa così vaga e infantile che ricorda le assenze strategiche del liceo quando c’era aria di interrogazione di matematica. Il punto, però, è il fatto che a fronte di una unica versione mediatica autoimposta, nessuno dal Vaticano si è affrettato a smentire o puntualizzare che le motivazioni non andassero ricercate nelle sue posizioni contro la montante marea Lgbt. Così, certe notizie è facile che si impongano: come una freccia dall’arco scoccano e volano veloce di bocca in bocca.

Anche Vaticaninsider, giornale vicino all’entourage della comunicazione vaticana ha messo in relazione Novell con le sue parole chiare, pronunciate però negli anni scorsi. Quasi a voler lasciare che nell’ambiguità, si facesse strada questa lettura: chi tocca i gay, muore. Continue reading

Stati Uniti / Esenzione dal vaccino per motivi religiosi. Un’ipotesi per i cattolici. Ma la Chiesa dice no

di Eric Sammons

Steve, marito e padre cattolico, è l’unico percettore di reddito per la sua famiglia. Sua moglie rimane a casa per prendersi cura dei loro quattro figli mentre lui lavora nelle vendite per una grande azienda. Di recente, la sua azienda ha annunciato che richiederà a tutti i dipendenti di ottenere la vaccinazione Covid-19 entro il 1° ottobre o verranno licenziati. Steve, tuttavia, non vuole ricevere l’iniezione a causa della connessione del vaccino con l’aborto.

Steve interpella le risorse umane e scopre che l’azienda consente un’esenzione religiosa, a condizione che un leader religioso firmi una lettera che la sostiene. Steve si rivolge quindi al suo pastore e gli chiede di scrivere una lettera del genere. Il pastore tuttavia esita, perché non sa se l’esenzione sia legittima. Il papa non ha forse detto che vaccinarsi è un dovere morale?

Lo scenario di cui sopra non è ipotetico. In tutto il paese i datori di lavoro, le scuole e le attività commerciali richiedono la vaccinazione di dipendenti, studenti e persino clienti. Il che pone un problema ai cattolici americani. Ogni vaccino Covid-19 attualmente disponibile ha una connessione con l’aborto. Sia che il vaccino sia stato sviluppato utilizzando linee cellulari fetali da un bambino abortito o sia stato testato utilizzando quelle linee, essi sono tutti moralmente compromessi. Come abbiamo già detto, c’è un dibattito tra i cattolici riguardo alla moralità di prendere questi vaccini, ma la Chiesa ha chiarito che nessuno dovrebbe essere obbligato ad assumerli, e che i cattolici dovrebbero spingere per lo sviluppo di vaccini che non siano moralmente compromessi.

Di recente, l’arcidiocesi di New York ha pubblicato un promemoria per i suoi sacerdoti vietando loro di scrivere le lettere che richiedono l’esenzione per motivi religiosi. Quando ho letto questo memo per la prima volta ho pensato che fosse una notizia falsa. Era così poco motivato che non potevo credere che fosse un documento autentico dell’arcidiocesi di New York. Purtroppo, invece, lo è.

La lettera inizia affermando: “A volte sentiamo di cattolici che manifestano una sincera obiezione morale ai vaccini Covid-19 a causa della loro connessione con l’aborto. Questa preoccupazione è particolarmente acuta tra le persone fortemente pro-vita e molto fedeli all’insegnamento della fede” (il corsivo è mio). Continue reading

INTERVISTA A BORGHI (LEGA) «Green pass un ricatto, stavolta non si ascolta l’Europa»

«Il regolamento europeo dice che non ci devono essere discriminazioni tra cittadini, ma il Green pass fa il contrario». Alla vigilia dell’entrata in vigore del lasciapassare verde, la Bussola intervista il deputato Borghi della Lega che ha presentato oltre 900 emendamenti contro il provvedimento licenziato dal governo: «Non potere entrare in un ristorante è un’arma di ricatto. Allora dicano che vogliono l’obbligo e affrontino le conseguenze in Parlamento e nei tribunali. Daremo battaglia sui trasporti: la gente deve avere il diritto di essere libera di viaggiare».

«Molto di quello che sta accadendo sul Green pass non è logico. Allora facciamo così: il governo renda obbligatoria la vaccinazione, ma poi elimini il consenso informato e affronti le cause di risarcimento danni per gli effetti avversi. Troppo comodo questo scarico di responsabilità».

Onorevole Claudio Borghi (Lega), avete presentato più di 900 emendamenti per modificare il decreto che entrerà in vigore domani, anche se la Lega l’ha votato in Cdm. Anche in Lega siete divisi?
Ci sono diverse sensibilità, ed è normale che sia così trattandosi del primo partito italiano. Non è tanto importante quello che pensa un singolo, ma una volta che c’è una linea, ci si attiene a quella. Con questi emendamenti dobbiamo riuscire a creare un consenso trasversale.

Proviamo a raggrupparli per temi…
Ci sono quelli che tendono a eliminare alcune categorie di soggetti a cui è rivolta la prescrizione del Green pass, come ad esempio i ristoratori o i cinema. Assurdo costringere gli esercenti a fare i poliziotti e a controllare la regolarità. Su questi aspetti più “aziendali” speriamo di trovare almeno il consenso di Forza Italia. Poi ci sono quelli su base più etica per chiedere esenzioni in base alle età e qui proveremo a far leva sui Cinque Stelle.

Si riferisce ai giovani?
Esatto. Chiedere il Green pass ai dodicenni, è folle. Dovrebbero essere d’accordo tutti i partiti, esporre a rischi immotivati i ragazzi è davvero folle. Continue reading

VIA LIBERA DI AIFA Vaccino in gravidanza senza l’ok delle case farmaceutiche

Aifa sta allargando le maglie della vaccinazione anche a categorie alle quali le stesse case farmaceutiche Pfizer e Moderna la sconsigliano del tutto o dicono di attendere. Come le donne incinte. In quasi tutti i paesi europei il vacino è off limits per bambini e adolescenti, in molti è permesso solo ai giovani fragili o malati. Da noi invece si sta facendo di tutto per eliminare le resistenze. A che cos’altro deve portare questa forzatura italiana se non a imporre un obbligo di vaccinazione di massa?

La campagna vaccinale sta avendo una impressionante accelerazione. E’ sempre più evidente che il vaccino anti Covid sta diventando un obbligo di fatto. Le pressioni politiche – da Mattarella a Draghi fino a Confindustria e ai partiti dell’arco vaccinale – sono sempre più forti, così come le pressioni psicologiche e ambientali.

Inoltre, è sempre più evidente che l’obiettivo è la vaccinazione globale, di ogni individuo, nessuno escluso, cercando di abbassare ulteriormente l’età dei vaccinati, scendendo sotto gli attuali dodici anni, per arrivare a sei, con tanto di green pass per bambini. Il tutto nonostante che in mezza Europa i vaccini anti-Covid non siano stati autorizzati per i minorenni, o al massimo siano stati raccomandati solamente agli adolescenti con fragilità. Stati europei quali Croazia, Portogallo, Irlanda, Islanda, Norvegia e Ucraina non hanno autorizzato l’uso del vaccino anti-Covid sui minori, mentre altri Paesi come Germania, Gran Bretagna, Svezia, Finlandia, Belgio, Olanda e Lussemburgo hanno deciso di raccomandare la profilassi solo agli under 18 con disabilità e fragilità, sconsigliandola agli altri adolescenti.

Ma non sono solo i bambini il target dei vaccinati (ovviamene con vaccini a mRNA): negli ultimi giorni si sono avute delle indicazioni da Aifa in merito alla vaccinazione delle donne in gravidanza che alcune regioni – tra cui la Lombardia – hanno immediatamente recepito. Così, la vaccinazione anti Covid non solo è permessa – nonostante le donne gravide sono esentate dal Green Pass, ma addirittura è raccomandata. Secondo Aifa può essere effettuata in qualunque trimestre, quindi anche nelle fasi iniziali della gravidanza, quando il rischio di arrecare danni all’embrione è più alto. In un passaggio si legge: “La donna non deve smettere di cercare la gravidanza se desidera fare la vaccinazione”. E’ fondamentale notare che la stessa Pfizer inizialmente nelle proprie indicazioni sconsigliava la vaccinazione in gravidanza così come durante il periodo di allattamento, mentre ora Aifa ci dice che la vaccinazione è raccomandata in allattamento, e l’allattamento non va sospeso. Infine, non è più necessario essere in possesso di un certificato del ginecologo per fare la vaccinazione. Anche qui si va ben oltre le indicazioni delle stesse case farmaceutiche. Continue reading

OMOSESSUALITÀ Ddl Zan, la Chiesa italiana rinuncia alla verità

In due interviste parallele il cardinale Bassetti, presidente dei vescovi italiani, e l’arcivescovo Paglia (rispettivamente a Repubblica e Stampa) si schierano per la modifica – e non l’affossamento – del Ddl Zan sull’omo-transfobia. Una posizione incomprensibile e non condivisibile, di cui non viene data alcuna ragione che non sia opportunismo politico. E parlano di dialogo con tutti, ma mai si sono posti il problema di ascoltare chi nella Chiesa – come noi e molti altri – sostiene che il ddl sia da rifiutare in blocco.

Mentre ci si avvicina alla resa dei conti in parlamento sul ddl Zan, la Chiesa (ufficiale) spara le sue ultime cartucce a salve. Ieri Repubblica ha pubblicato una intervista al cardinale Gualtiero Bassetti, presidente dei vescovi italiani, mentre La Stampa ha sentito l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II. Le due interviste hanno confermato e, per così dire, suggellato la posizione finora assunta dalla Chiesa italiana e dalla Chiesa universale.

I due intervistati hanno nuovamente sostenuto che il ddl Zan va ritoccato ma non bloccato e che questa è la “voce di tutti i cristiani” (Bassetti) dato che “nessuno nella Chiesa vuole bloccarlo o ostacolarlo” (Paglia). Nessuno? Questa testata ha sempre sostenuto che il ddl in questione vada affossato perché inemendabile. Dobbiamo considerarci fuori della Chiesa? Come noi, tante persone, associazioni e movimenti, esperti e studiosi, genitori e centri di formazione e di informazione – molti dei quali sul campo hanno già dovuto subire angherie e soprusi non protetti dall’ombrello di nessuna legge Zan – non sono disposti ad essere accomunati ad un fronte di cui non comprendono e, quando riescono a comprenderle, non condividono le motivazioni. Continue reading