3 Domenica ordinario

 

Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Parola del Signore.
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Il Signore passa e rivolge a noi la sua Parola invitandoci a seguirlo. La parola che ci rivolge è, come abbiamo sentito, luce che viene a rischiarare la nostra vita. Un commentatore scrive: “Nella nostra vita, vediamo spesso tenebre, resistenze, difficoltà, compiti non risolti che si accumulano davanti a noi come un’enorme montagna, problemi con i figli, o gli amici, con la solitudine, il lavoro non gradito…
È tra tutte queste esperienze penose che ci raggiunge la buona parola: non vedete solo le tenebre, guardate anche la luce con cui Dio rischiara la vostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con voi le vostre pene. Voi potete contare su di lui che è al vostro fianco, luce nell’oscurità.” Tutti cerchiamo il senso e lo scopo della nostra vita, cercando questo senso anche in cose che alla fine si rivelano vuote ed illusorie e non lo danno neppure il sapere, il successo, e nemmeno il lavoro. Chi dà senso alla nostra vita è il Signore che si china sudi noi, ci guarda, si rivolge a noi raggiungendoci anche là dove abitano i nostri errori, le nostre mancanze verso Dio e verso il prossimo. Lì la sua Parola porta luce e speranza.

Noi oggi, dopo la messa faremo la nostra piccola processione in onore di S. Antonio abate che ha risposto alla Parola di Gesù che lo interpellava.

“Antonio nacque presso Eraclea (Egitto Superiore) nel 251 da nobili genitori, ricchi e timorati di Dio, i quali si presero grande cura di educarlo cristianamente. A soli diciotto anni li perdette, rimanendo egli custode di una piccola sorella e possessore di considerevoli ricchezze.
Ma la voce di Dio non tardò a farglisi sentire, era orfano da appena sei mesi, quando in chiesa sentì leggere le parole di Gesù: « Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai, e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi.
Antonio le prese come dette a se medesimo: andò a casa, distribuì le sue sostanze ai poveri, riservandosene solamente una piccola porzione pel mantenimento suo e della sorella. Poco dopo avendo udito le altre parole di Gesù: « Non vi prendete fastidio del domani », diede ai poveri anche il rimanente, pose la sorella in un monastero di vergini, e lui stesso si ritirò a fare vita penitente nel deserto.
Lavorava inoltre per procacciarsi il cibo, e tutto ciò che guadagnava in più lo donava ai poveri. Ma il demonio non poteva sopportare in un tal giovane tanto ardore di perfezione, e cercò tutte le maniere possibili per distoglierlo dal suo intento.
Ai suoi discepoli il Santo raccomandava continuamente la perseveranza, la custodia del cuore, l’esortazione vicendevole, la pratica delle virtù, e il ricordo quotidiano dei Novissimi. Morì esortando i suoi monaci l’anno 356 al 17 gennaio, in età di 105 anni.” (Da: il Santo del giorno)

Allora non abbiamo paura di seguire anche noi la Parola del Signore che ci viene rivolta oggi attraverso la Chiesa, che come recita, il Credo è “una, santa, cattolica, apostolica” anche se purtroppo può accadere e accade che anche gli uomini di chiesa commettano errori e peccati.
Preghiamo, quindi perché la luce della Parola di Gesù sia sempre più luce in noi.

Deo gratias,qydiacdon

 

III Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) Parrocchia Don Bosco

 

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) – Ecco l’Agnello di dio

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore

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“ Ecco l’ Agnello di Dio, colui che toglie  il peccato del mondo”. Quante volte abbiamo sentito questa frase in ogni celebrazione dell’Eucaristia così come in ogni Messa cantiamo Agnello di Dio che togli i peccati del mondo. Mi chiedo se siamo, però pienamente consapevoli delle parole che pronunciamo. In un mondo che e così intriso di violenza ogni Domenica, ogni Messa ci viene proposta l’immagine dell’agnello, che è un immagine di piccolezza, di mitezza, di chi èfragile. L’ agnello era uno degli animali che veniva sacrificato nel tempio per rendere gloria a Dio, anche se a noi sembra crudele, ma era la modalità degli antichi di immolare animali alla divinità per renderle onore.

L’agnello era poi consumato nella cena pasquale ebraica, quando il popolo di Israele si affrancò dalla schiavitù degli egiziani e commemorava ogni anno questa avvenimento nella grande festa di Pasqua. Con il sangue dell’agnello erano stati segnati gli stipiti delle porte delle case degli Israeliti, che furono risparmiati. Così anche noi con il sangue dell’agnello che è Gesù, veniamo liberati dal peccato, e siamo salvati e ci viene donata la vita senza fine e la risurrezione.

Ma cosa significa che Gesù è l’Agnello di Dio, per noi? Significa che Gesù, con il dono dello Spirito che riceviamo già nel nostro Battesimo, mette dentro la nostra vita e la vita del mondo, degli uomini l’amore, quello con la A maiuscola, quello che Gesù stesso ha vissuto, quell’ amore a Dio e al prossimo che ci ha lasciato come comandamento. Continue reading

Battesimo del Signore 2023

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore
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Se dovessi mettere un titolo a questo brano di Vangelo metterei le parole STUPORE e OBBEDIENZA. Vedete noi non siamo mica più capaci di stupirci se non di fronte a qualcosa di molto eclatante. Ma è difficile, ad esempio, quando incontro i genitori per il battesimo dei loro bimbi questo stupore. Per alcuni credono che sia un diritto nei loro confronti che la Chiesa deve elargire, pochi per la verità, per altri va bene ma è qualcosa di ordinario, non di straordinario.

Eppure noi nel Battesimo diventiamo Figli di Dio, certamente non come Gesù, ma è proprio attraverso Lui e per lui che lo diventiamo, ma questo non stupisce, ordinaria amministrazione, ma l’ordinaria amministrazione non esiste quando si parla dei Sacramenti. Soprattutto quando si parla del Signore, perché Lui, la sua Parola stupiscono sempre. Continue reading

Epifania del Signore 2023

Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore
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Vi può essere una luce e una sapienza che non è quella che ricercano gli uomini nel loro vivere orizzonte terra? Una luce che viene ad illuminare e a dare senso alla vita che non sia solo appiattita sull’ immediato, su ciò che è materiale, mondano, frivolo, moda, insomma su quello che va oltre certo i bisogni materiali, che sono certo importanti, ma che non sono gli ultimi nella ricerca di senso della nostra esistenza?

I magi, che oggi incontriamo, che cercano di capire ciò che accade intorno a loro, nei fatti, negli avvenimenti sono saggi che sono capaci di scrutare il cielo, di alzare lo sguardo in alto. Una capacità che a me sembra, con tutto il rispetto che tanti battezzati abbiano perso, guardando nella loro vita solo ad altezza terra.
Sono dei pagani, ma hanno la capacità di muoversi, di ricercare, guardavano al cielo nelle notti di oriente e studiavano gli astri, distinguendo migliaia di stelle e dando a loro dei nomi e si ponevano delle domande: da dove vengono, da dove viene tutto l’universo, che per quanto potrà fare
l’uomo con tutta la sua scienza avrà sempre quello spazio di mistero che è unicamente di Dio.
Forse avevano anche loro varie nozioni su Dio . Ammirando il firmamento con ogni probabilità avevano maturato che vi era qualcuno di Grande, di onnipotente che aveva posto in essere tutto questo e che bisognava conoscerlo e venerarlo. Continue reading

1 Gennaio Maria ss. Madre di Dio – Maria meditava tutte queste cose nel suo cuore…

1 Gennaio Maria ss. Madre di Dio – Maria meditava tutte queste cose nel suo cuore…

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore
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Leggiamo nel Vangelo che Maria meditava tutto quello che aveva udito, ma anche quello che le era accaduto nel suo cuore. Già qui vi è una dimensione che sfugge spesso a noi uomini del nostro tempo, della efficienza, che è quella del “cuore”. Cioè quella della nostra dimensione interiore, profonda, spirituale, che ci viene strappata da una vita troppo caotica e complessa che ci siamo costruita o che ci viene imposta, ma che comunque sembra governarci e alla quale noi accondiscendiamo.
MEDITARE qualcosa che molti non fanno più.

Cosa significa meditare?
Il suo,significato è questo:” Esaminare con grande attenzione, considerare a lungo e profondamente. – Fermare a lungo il pensiero su qualcosa, riflettere”. Continue reading

S. Stefano

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Parola del Signore
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Siamo passati dal colore bianco, quello della luce, quello della gioia, della festa al colore rosso, che è quello del sangue, ma è anche il colore dell’amore, quell’amore che ha animato Stefano davanti al Sinedrio, dove dà la sua testimonianza al Signore Gesù. Quel Signore che venuto nella debolezza di un bambino indifeso ora è nella pienezza della sua divinità.
Stefano avvera la Parola del Vangelo:” vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe … non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi”.
Succede proprio così e Stefano dà la sua testimonianza come hanno fatto tanti martiri, non solo nel tempo passato, che pensiamo lontano, ma anche in quello vicino. Continue reading

Natale del Signore, messa della notte. – Vi annuncio una grande gioia …

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Parola del Signore
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Vi annuncio una gioia grande, un segno, un annuncio, questo è quanto ci suggerisce il Natale del Signore e la Parola che abbiamo ascoltato.
– Vi annuncio una gioia grande … dice il Vangelo. Signore vogliamo che tu ci illumini di questa gioia, anche se il nostro cuore è ancora un lacerato, perché don Alessandro è voluto andare a celebrare Natale lassù, anche se siamo convinti che in questo momento è vicino a noi, ma anche noi siamo vicini a lui, in quel Signore che viene nell’ umiltà e nella debolezza. Ancora il nostro grazie, ma nello stesso tempo l’impegno per accogliere un segno, piccolo, come è piccolo un bimbo appena nato. Allora lasciamoci prendere, inondare, direi quasi ubriacare da questa gioia, come accade ai genitori di un bimbo nato.
– Quello che abbiamo davanti a noi è un segno piccolo, debole anche perché porta in sé tutta la sua fragilità umana, tranne quella del peccato. “Un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia” . Quel bimbo diventa il segno di tutti gli indigenti della terra e in un modo particolare dei bambini che soffrono per l’egoismo di un mondo che ricco cerca di soddisfare ben oltre le esigenze, povero non ha nulla e non fa nulla per alleviare le loro sofferenze. In quel bimbo vi sono tutti gli scartati della terra, che non hanno voce, non hanno diritti, non hanno forza.
– L’ annuncio è un annuncio di pace. Non una pace che si fonda sugli armamenti, pensate un miliardo e 800 milioni di dollari, gli ultimi stanziati, ma che si fonda sull’ umiltà, sulla consapevolezza della nostra fragilità, ma soprattutto sulla nostra difficoltà di amare come ama il Signore che diventa dono e diventa perdono. La logica del dono è una logica difficile da praticare e a volte anche da accettare verso chi si rivolge, ma è la logica dell’ amore che ci viene ad insegnare quel bimbo che ora contempliamo nel presepe, ma che poi vedremo sulla croce. Continue reading

III Domenica di Avvento: Gaudete – Coraggio, non temete!

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore
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Il Vangelo di questa Domenica ci presenta ancora Giovanni Battista, questo uomo di carattere forte che non si adagia su come la pensano tutti, o di chi tace anche di fronte alle ingiustizie per quieto vivere, come accade spesso oggi. Giovanni segue la voce di Dio e denuncia l’azione cattiva di Erode denunciando per amore della verità e della giustizia che Erode aveva sposato la moglie di suo fratello, che era ancora in vita Filippo, per questo lo incontriamo oggi in carcere nella fortezza di Macheronte. Aveva osato riprendere in pubblico che non si poteva fare così! Poi sappiamo che fu ucciso.
Uomo forte Giovanni con una coscienza ben formata che non faceva sì che si piegasse ad imitare i cortigiani dei principi, che indossavano vesti morbide e preziose. Non seguiva quello che facevano la maggioranza degli Israeliti che adulavano i Farisei, molto potenti. – Pensavo. Noi cristiani abbiamo la stessa forza e una coscienza così ben formata per denunciare l’ingiustizia, per gridare la verità simile a quella di Giovanni Battista, disposti a pagare di persona o a volte ci accade di chiudere un occhio o anche tutti e due.
Cosa significa avere un carattere ben formato e una coscienza retta? Continue reading

Immacolata Concezione di Maria 2022 – Tutta bella sei o Maria …

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore
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Un grande scrittore russo, Tolstoj, ha scritto anche racconti per i fanciulli. In una di esso racconta che la mamma incaricò un bambinetto di 8 anni di portare ala nonne un po’ di paste dolci. Lui prese il piatto e andò verso la sua camera. Come finì? Dopo un po’ il fratello maggiore lo incontrò in lacrime e con il piatto vuoto, piangente. Non avrei voluto farlo disse al fratello ma… un pezzetto e poi …
A tutti può accadere di fare delle cose che non vorremmo, tranne poi pentircene in seguito, ad esempio una bugia perché abbiamo paura delle conseguenze di quello che abbiamo fatto e queste cose succedono ai bambini come agli adulti, perché, purtroppo, abbiamo delle cattive inclinazioni, che non ci sono state date da Dio, anzi Adamo ed Eva vivevano nel paradiso terrestre liberi da queste, godendo l’amicizia con Dio, vi era una condizione: che fossero obbedienti! Sappiamo che non fu così: disobbedirono! Questo è il primo peccato e da quel momento tutti noi proviamo la tentazione di non obbedire al Signore.
Maria è stata l’unica che fra tutte le creature ha avuto in sé tanto amore per Dio, e per gli altri, da non avere nessuna colpa, nessun peccato. Continue reading

Pensiero spirituale

 

Nella preghiera non si tratta, anzitutto di emozione, ma di convinzione, perché se manca la convinzione se presenza di Dio è solo fantasia, allora la preghiera di Dio è inganno. Se crediamo che Dio sia incapace di ascoltarci siamo dei dementi a cercare di parlargli. Tutto questo presuppone convinzione. La fonte della preghiera, dunque è la convinzione profonda, non l’emozione. È la comprensione profonda del mistero della realtà. A renderci in grado di pregare è, anzitutto, il senso dell’ineffabile. La massima intensità della preghiera viene espressa con l’espressione: “Riversare davanti a Dio la propria anima, il proprio cuore, la propria angoscia. Questo spirito è bene espresso nei salmi dove si dice che ‘ l’anima nostra sopporta e attende il Signore, perché è nostro aiuto e protettore’ e, in effetti ‘chi è la mia attesa? Non forse il Signore? Sì tutto il mio essere è presso di te Sl 38,7. Secondo l’espressione divinamente bella del Vangelo questi sono coloro che porteranno frutto nell’ attesa, condizione di attesa del servo che mentre il padrone è alle nozze, resta a vegliare presso la porta per aprirgli appena bussa. Allora il padrone lo farà sedere a tavola e gli serve lui stesso da mangiare. È solamente questa attesa, questa attenzione che può costringere il padrone a un tale accesso di tenerezza. ( da: I quaderni di San Pietro) Continue reading