3 Domenica di Quaresima (2021): 10 Parole e un nuovo Tempio

 

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore

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Commento (e immagini) al Vangelo di domenica 7 Marzo 2021 per bambini -  Fano -

La prima lettura ci presenta il testo delle 10 Parole, (decalogo), come ci viene trasmesso nel libro dell’Esodo. Se il testo dei comandamenti abbraccia tutta la vita umana, ma se noi uomini siamo in relazione con altri uomini, cioè sociali, non siamo delle isole, dei monoliti è anche vero che abbiamo una dimensione religiosa. Dovremmo, quindi, pensare ai comandamenti non solo in una dimensione sociale esterna, che regola i nostri comportamenti, anche quelli religiosi, ma come regole che ci introducono, attraverso una vita condotta secondo quanto essi ci indicano in una vita santa, ci portano all’ incontro con il Signore.

Anche se noi li troviamo nell’ Antico Testamento sono tuttora in vigore, validi, sono da osservare e hanno una validità universale. Sulla montagna delle beatitudini Gesù dice: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento”.
Questo avviene nella consegna del grande comandamento che Gesù lascia ai suoi.
Non è possibile nello spazio di un’omelia parlare di tutti i comandamenti considero il primo: “Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra.” Cerchiamo di comprendere meglio questo divieto. Vi è sempre un pericolo che noi corriamo, anche oggi, che è quello di farsi un’immagine di Dio che non corrisponde alla verità, ma che può essere una caricatura, un surrogato, insomma Dio come vorremmo che fosse secondo noi. Non è così Dio si fa conoscere attraverso Gesù e se noi vogliamo avere un’immagine di Dio secondo quello che è dobbiamo guardare a Gesù, altrimenti il rischio è quello che ognuno di noi si faccia il suo pupazzino di Dio. Attenzione che l’immagine può essere esteriore, ma anche interiore.
Qual è l’immagine di Dio che ho nel mio cuore, nella mia mente?

Così aveva fatto Israele e i vari gruppi religiosi che lo componevano del Messia. Chi lo considerava come un nuovo profeta, un liberatore dalla dominazione romana, colui che avrebbe riportato Israele alla grandezza del tempo di Davide.

A questo punto possiamo comprendere meglio perché quando Gesù dice: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere», non viene capito. I giudei sono legati alla loro concezione del rapporto con Dio basato sulla formalità, sui sacrifici esteriori e non sul Tempio luogo della presenza di Dio di cui Gesù parla con rispetto come della casa del Padre e che non può essere ridotto “ad un mercato”.

Gesù annuncia un nuovo tempio. Se ora voglio incontrare Dio devo entrare nel tempio che è Gesù stesso, solo in Lui e attraverso Lui possiamo adorare Dio in Spirito e verità”. Come allora anche tanti di noi continuano a non capire che è solo attraverso Gesù che possiamo incontrare Dio con buona pace e rispetto per altre esperienze religiose, ma, con il fatto che Dio si è fatto uomo, l’amore a Dio e il vedere Dio in Gesù si estende all’ uomo e se anche nella sua storia si sono scatenate le potenze del peccato, con la salvezza portata da Gesù ora possiamo vederlo e vederci con occhi nuovi.

Allora dobbiamo essere, credendo, obbedienti al Signore, così non ci faremo idoli. Modifichiamo i nostri comportamenti affinché diventino il nostro dire grazie sapendo che tutto è dono che viene dalla misericordia di Dio.

Deo gratias, amgD, qydiacdon

Cantalavita | vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza

II Domenica di Quaresima: Ascoltare- obbedire- credere

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

Parola di Dio

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore

II Domenica di Quaresima – Trasfigurazione di Gesù (Anno A) Parrocchia Don Bosco

Omelia

Richiamiamo alla nostra mente la figura di Abramo, (1 lettura), e la frase del Vangelo: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». La voce che esce dalla nube in questo episodio della trasfigurazione, dove Gesù si rivela oltre la sua figura umana, terrena nella sua divinità.

Cosa significa ascoltare? Se andate a vedere in qualche dizionario potete trovare definizioni del tipo: “Udire con attenzione, stare a udire” … ma anche: “Dare retta, seguire i consigli o gli ammonimenti dati”. Mentre la parola obbedire o ubbidire significa: “fare ciò che viene ordinato; accondiscendere, sottostare all’altrui volontà …”

Ascolto, obbedienza, e fede sono le caratteristiche di Abramo. Dio gli parla e Abramo non ascolta solo con l’orecchio, come così spesso facciamo noi, che ascoltando solo con l’orecchio la parola entra da una parte e esce dall’altra, ma con tutta la sua persona così che la sua risposta è: “Eccomi”. Egli è pronto a fare quanto Dio gli chiede.
E Dio gli chiede una cosa molto grande, difficile e impegnativa. Fino a che punto Abramo è disponibile a fare ciò che gli viene chiesto?
Abbiamo sentito, gli viene chiesto di sacrificare suo figlio, quel figlio tanto desiderato e tanto amato. Se ci fermiamo un attimo a pensare è qualcosa di umanamente inconcepibile.
Noi sicuramente ci saremmo ribellati! “Caro Dio questa cosa è troppo grande per me non ne facciamo niente”.

Invece… ecco egli si mette in viaggio assieme a suo figlio nel luogo indicato, obbediente, ma anche pieno di fiducia perché sa che il Signore è fedele e non può mancare alla sua Parola e alle sue promesse.
Vedete le nostre sicurezze umane sono quelle che sono, ma l’unica cosa che conta è affidarsi a Dio, in Lui non ci sono inganni, doppi fini, invidie o gelosie. L’ obbedienza e la fede di Abramo vengono premiate non solo con il fatto che Dio non vuole la morte di Isacco, ma anche con tutte le promesse che il Signore gli fa, diventando modello per tutti i credenti.

Come Abramo anche noi dobbiamo ascoltare il Signore che ci parla e ci parla attraverso Gesù, che ha annunciato la sua morte e risurrezione, una realtà difficile da accettare ancora per i discepoli.
L’esperienza che fanno li vuole rassicurare anche se le parole che sono state pronunciate nell’annuncio della Passione sono difficili e crude.
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!»
Questa parola vale soprattutto per noi, come lo era per quelli che erano più vicini a Gesù. La quaresima è l’occasione per chiederci se davvero ascoltiamo quello che Gesù dice, ma soprattutto se lo mettiamo in pratica, ascoltando non solo fisicamente ma con tutto il nostro cuore dal quale escono le nostre azioni, i nostri comportamenti, le nostre passioni, ma anche il nostro desiderio di bene, di bontà, di vita.

Oggi sembra che gli ascoltatori di Dio, anche fra i credenti, siano un po’ distratti, che non sappiano riconoscere la Parola fra le parole e che non riescano ad obbedire perché le esigenze della vita, secondo il Vangelo, sembrano troppo complicate, vogliano farci essere meno liberi e non siano in armonia con le nostre esigenze.

Che cosa significa ascoltare e obbedire l’abbiamo già detto. S. Paolo dice, scrivendo ai cristiani di Roma, che: “Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.”

Ascoltare qualcuno che mi dice: Gesù è il tuo Salvatore, Gesù è morto e risorto per te, Gesù è l’inviato di Dio degli ultimi tempi.

A questo annuncio la fede risponde in primo luogo con un atto di fiducia e di affidamento, simile a quello dell’apostolo Tommaso che, deponendo la sua incredulità, si arrese davanti al Risorto dicendogli:
“Mio Signore e mio Dio” (Gv 20,28). (F.A Serming)

Tutto questo mi viene annunciato in ogni Eucaristia. Ascoltiamo, obbediamo, crediamo e facciamo anche noi nostra la professione di fede dell’apostolo Tommaso: “Mio Signore e mio Dio”

Qydiacdon, AMGD

 

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I Domenica di Quaresima- delle tentazioni

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore

 

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“Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.”

In Quaresima anche i credenti, come Gesù, sono sospinti dallo spirito nel deserto. Come Gesù saranno tentati. Il Signore invita alla conversione, i tempi sono compiuti e la sua Parola risuona per tutti noi

Un religioso, Carlo Carretto nel 1954 scriveva: “Vado nel deserto per disintossicarmi da una vita nella quale non trovo più Dio” Nel suo libro: Lettere dal Deserto racconta che laggiù, nel deserto ritrova la forza di tornare a guardare le stelle, il cielo, il sole, il tramonto… insomma ritrova la capacità di rimettersi, di ritrovare il messaggio delle cose, ma soprattutto ritrova la pace, ritrovando la compagnia di Dio. Non praticamente il deserto deve essere un luogo, ma possono essere anche spazi di silenzio che ritroviamo, che ricerchiamo per confrontarci con Dio, su come viviamo la nostra fede, su come facciamo spazio alla presenza di Dio nella nostra vita. Questo poi significa anche ritrovare quello che siamo; uomini deboli e fragili, perché il deserto è anche il momento in cui l’uomo sperimenta la sua debolezza e fragilità Nel deserto l’acqua è pressoché inesistente e senza acqua si muore. Il sole, fonte di vita, diventa nemico e può condurre alla morte. Il deserto è anche il luogo del silenzio, che fa paura. Se noi proviamo a fare silenzio, anche se noi non parliamo e siamo soli la nostra mente e il nostro cuore cominciano a popolarsi di pensieri, di sogni, di paure che credevamo mandate via, ma che riaffiorano. Ecco perché il deserto e il silenzio fanno paura.

Gesù nel deserto è tentato!
Sì perché il deserto è anche il luogo, a volte, del potere di satana, del peccato, della morte. Lì Gesù incontra il divisore fra Dio e l’uomo: satana e le tentazioni a cui è sottoposto Gesù sono quelle che incontrerà nella sua vita terrena, ma sono anche quelle che incontriamo noi: essere fedeli al Signore o fare come pare a noi, facendoci Signori di noi stessi, esattamente come accadde ad Adamo ed Eva che istigati da satana mangiando il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male pensavano di diventare come Dio.

Anche noi possiamo scegliere di essere fedeli al Signore e di ubbidire o di disobbedire, tutto è lasciato alla nostra libertà. Se Gesù nel deserto è stato fedele al Padre e non ha accettato le provocazioni di satana e le ha vinte anche a noi è data questa possibilità attraverso il sacrificio di Gesù, la sua Pasqua e il compito che ha affidato alla sua Chiesa. Il tempo del Deserto diventa anche il tempo della scelta, e il cammino della quaresima diventa il tempo in cui noi meditiamo questa scelta.

Se scegliamo il modello Gesù noi possiamo vivere l’esperienza della riconciliazione, cioè di essere rappacificati con Dio, con il prossimo, ma anche con il creato e le sue creature. Questo l’Evangelista Marco l’esprime descrivendo la convivenza pacifica tra Gesù e gli animali selvatici.

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Il tempo della decisione per Gesù o diversamente è questo che stiamo vivendo, non abbiamo bisogno di nuovi messia, Dio ci ha dato già tutto donandoci Gesù. Noi non viviamo più un tempo di attesa dove tutto rimarrà sempre uguale, ma possiamo renderlo nuovo, diverso, vivo della consolazione e della speranza perché il Signore si è fatto vicino e cammina insieme a noi.

Allora basta ai se e ai ma che tanto spesso paralizzano la vita di credenti tiepidi, il tempo è compiuto, cambiamo la nostra vita e crediamo: svegliamoci!

 

Moretto Da Brescia Christ in the Wilderness

 

Deo gratias, qydiacdon

 

 

 

Mercoledì delle ceneri inizia la Quaresima – Inizia il nostro cammino verso la Pasqua …

 

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Diamo inizio alla Quaresima un tempo di riflessione serio su cosa significhi per noi essere cristiani. Per confrontarci con la Parola di Gesù al fine di comprendere se la nostra vita è seriamente basata su di Lui, su quello che ci ha detto, mostrato e se siamo stati fedeli. Tempo di riflessione, ma anche di cambiamento, di svolta per la nostra vita.

Il rito delle ceneri che vengono messe sul capo ci ricorda che noi siamo di passaggio in questo mondo e la necessità di cambiare.

Nello stesso tempo la Quaresima è anche tempo di cammino per andare con Gesù a Gerusalemme, dove il Signore celebrerà la sua Pasqua; una Pasqua di morte e di Risurrezione. In questo cammino ciascuno può liberarsi dalla gabbia del peccato che imprigiona il nostro cuore, che lo rende chiuso, indurito e gli impedisce di assomigliare a Gesù nell’ amore al Padre e ai fratelli. Il cammino della Quaresima è un cammino verso la libertà. Gesù ci indica tre grandi piste che possono renderci liberi sono: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Continue reading

VI Domenica ordinario B – Gesù ebbe compassione… – omelia per i ragazzi del catechismo e genitori

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore

Risultato immagini per VI domenica ciclo B ordinario

Il Vangelo di oggi ci presenta un miracolo di guarigione. Guarigione da una malattia terribile ai tempi di Gesù che costringeva chi ne era colpito ad essere non più un uomo. Quello che va incontro a Gesù non ha un nome, è solamente “un lebbroso”, non più un individuo, non più qualcuno come potrebbe essere ciascuno di noi che ha un nome, ma un “qualcosa”.

Era un modo in cui la società del tempo voleva difendersi, ma era anche una crudeltà. Anche nel nostro tempo, quello che stiamo vivendo adesso vi sono tante crudeltà che vengono fatte senza avere motivazioni valide. Proviamo a pensare come per volere costruire un mondo diverso, nuovo, migliore sono state uccise tante persone. Come tanti anziani vengono lasciati soli e abbandonati nelle case di riposo, che per fortuna ci sono. Pensiamo anche come per voi ragazzi vengono proposti giochi crudeli dai social. Non posso dimenticare i ragazzini che hanno perso la vita per sfide estreme proposte da social come Tik Tok.

Vi è una crudeltà che è anche più sottile, perché ce ne sfugge la percezione, quella di un linguaggio che offende e umilia le altre persone, e, infine, a come una vita che si affaccia all’ esistenza non sia accettata e tolta di mezzo.

Di fronte a tutto questo il Signore ha compassione, come lo ha per il lebbroso, messo fuori dalla società sia civile che religiosa. Continue reading

La lotta di Gesù contro il demonio

” Questa irruzione di una luce dall’alto, che è la divina Rivelazione accolta nella fede. è l’unica vera novità nella storia del pensiero umano, che di solito è storia di errori ripetuti e di annebbiamenti ritornanti. Questa luce però non è un fatto puramente teoretico o speculativo, ma è radice, premessa, avvio di un cambiamento della realtà totale. Ma perché questo rinnovamento possa avvenire, deve essere sconfitto e spossessato il principe di questo mondo, che è il diavolo. Scaccio i demoni, è l’annotazione su cui si insiste in questa pagina di Vangelo ( cfr. Mc 1,29-39). Continue reading

V Domenica tempo ordinario ciclo B – Giornate … -omelia con i ragazzi e i genitori del catechismo

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore

L’ evangelista Marco ci presenta una giornata tipica di Gesù e questo è molto interessante per noi che nel vivere le nostre giornate dovremmo cercare di viverle secondo il suo stile, secondo quelle modalità che ci vengono indicate da questa pagina del Vangelo un modo di vivere che è molto diverso per certi aspetti da quello che si viveva al tempo di Gesù, ma il cuore e il modo di comportarsi degli uomini, purtroppo, non è poi così diverso.
Vediamo, rapidamente le caratteristiche della giornata di Gesù. Continue reading

IV Domenica tempo ordinario anno B – Un’ autorità nuova … Omelia con ragazzi e genitori del catechismo

Dal Vangelo secondo Marco

31 | enero | 2015 | MISAL DIARIO

 

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

Nel Vangelo, Gesù, è nella sinagoga. La sinagoga è il luogo dove si prega, dove gli scribi commentano e spiegano la Bibbia, sono i maestri. Anche Gesù è maestro e si presenta come tale. Insegna anche Lui, ma il suo insegnamento ha qualcosa di particolare, di diverso da quello degli scribi e la gente lo intuisce.
La sua è una parola diversa.
Diversa da tutte le altre. Proviamo a pensare per un attimo quante parole ascoltiamo in un giorno. Quante parole diciamo in un giorno. Continue reading

III Domenica ordinario B: tempo, chiamata e conversione – omelia per i ragazzi e i bambini del catechismo e loro genitori

Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini:Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino”

Nel vangelo di oggi il Signore ci parla del tempo. Ma ci siamo fermati mai a riflettere sugli aspetti che ha il tempo?
Vi è un tempo trascorso, quello passato, quello di ieri, quello di quando ero bambino, ma ora sono adulto, quello di domani quando spunterà un nuovo giorno. Questi tre aspetti del tempo ci coinvolgono tutti, voi bimbi, gli adulti e noi che abbiamo i capelli e la barba bianca.

Siamo all’inizio del Vangelo di Marco e Gesù parla di un tempo compiuto. Ma qual è questo tempo di cui parla Gesù? É il tempo dell’Antico Testamento, il tempo delle promesse, degli annunci dei profeti. Anche in questo tempo Dio ha parlato e chiamato. Domenica scorsa abbiamo sentito come Dio chiami Samuele che risponde” Eccomi, Signore, il tuo servo ti ascolta”. Continue reading

II Domenica tempo ordinario B : “…Chiamate…” omelia con ragazzi e genitori del catechismo

 

Il Signore in queste due domeniche ci inviterà a riflettere sulla “chiamata”. Proprio come quando vi chiamate fra voi amici, a volte anche in un modo molto rumoroso, irruento. Vedremo le risposte e le caratteristiche di queste chiamate e come avvengono.

Le letture di oggi ci presentano una chiamata più antica che è quella di Samuele, la prima lettura e poi quelle di Andrea, Giovanni e Pietro.

Samuele

Samuele era stato molto desiderato dai suoi genitori, che avevano pregato il Signore per averlo e lo avevano consacrato al suo servizio. Sta nel tempio certo, ma quando il Signore lo chiama subito non riconosce la voce di Dio. Anche lui ha bisogno di qualcuno che glielo indichi. Crede che sia Eli, ma non è così. Eli gli dirà quali sono le parole che dovrà dire: “«Parla, perché il tuo servo ti ascolta».

“Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.”
Rispondere al Signore che chiama cambia e trasforma la vita di chi risponde sì, come hanno fatto i Santi. Continue reading