L’Onu prima fa danni, poi anche…

E poi c’è chi vuol far credere che siano tutte fantasie della Destra, magari estrema, di Salvini e dei soliti sovranisti… Tutt’altro! A parlare di «sostituzione di massa» è un rapporto dell’Onu intitolato «Replacement Migration», recentemente diffuso. Ciò che vi si legge, è molto chiaro: «Le proiezioni delle Nazioni Unite – è scritto – indicano che, nei prossimi cinquant’anni, le popolazioni di quasi tutti i Paesi europei e del Giappone dovranno affrontare l’invecchiamento della popolazione ed il declino demografico», fenomeni che lo stesso studio definisce ormai «impressionanti e critici».

«Queste nuove sfide – aggiunge – richiederanno una revisione globale di molte delle politiche e dei programmi esistenti, compresi quelli sulle migrazioni internazionali».
Perciò la relazione prende in considerazione «l’immigrazione di sostituzione» o «Grande sostituzione» o «sostituzione etnica», comunque la si voglia chiamare, come risposta a tale emergenza «per otto Paesi a bassa fertilità (Francia, Germania, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Federazione russa, Regno Unito e Stati Uniti)», nonché, più in generale, per l’ambito europeo. L’idea è vecchia: in pratica si propone di risolvere i problemi generati dai «bassi tassi di fertilità e di mortalità» non, come vorrebbe il buon senso, dando il massimo sostegno a nuove politiche familiari, che incentivino la natalità, bensì ricorrendo agli stranieri ed “importando” in massa immigrati, senza tener conto dei costi sociali e del caos culturale intrinseco ad un simile azzardo. Tale processo viene anzi definito come «l’unica opzione a breve-medio termine», per dar apparente soluzione ad un problema che le stesse Nazioni Unite hanno contribuito a provocare, sostenendo per decenni ed ancora oggi favorendo sterili campagne abortiste ed eutanasiche, tutte protese ad una progressiva ed inarrestabile desertificazione demografica del mondo. Continue reading

MUORE A 12 ANNI DOPO 3 GIORNI DI AGONIA (MA I GIORNALI HANNO DIMENTICATO DI DIRE CHE…) Sofia è stata dichiarata cerebralmente morta e i genitori hanno dato l’assenso per l’espianto degli organi (quindi… non è morta per l’incidente, ma per la sospensione dei sostegni vitali)

«Sofia muore a 12 anni dopo tre giorni di agonia», titolano le cronache in relazione al tragico incidente occorso ad una ragazza di Parma rimasta intrappolata sul fondo della piscina di uno stabilimento balneare della Versilia, per cause ancora in via di accertamento. Sofia era stata soccorsa, rianimata e portata in gravissime condizioni all’ospedale Opa di Massa dove i medici hanno fatto tutto il possibile per salvarle la vita. In seguito, si è verificato un peggioramento delle condizioni cliniche della paziente per cui l’equipe medica ha deciso di avviare la procedura per la dichiarazione della morte cerebrale, come prescritto dalla legge. Dopodiché Sofia è stata dichiarata cerebralmente morta e i genitori hanno dato l’assenso per l’espianto degli organi ma la procura ha acconsentito solo al prelievo delle cornee (ilmessaggero.it, 17 luglio 2019). Continue reading

NEI GULAG NORDCOREANI 50 MILA CRISTIANI Sotto Kim Jong-un la repressione è aumentata, specie nell’ultimo anno (e intanto in Africa i jihadisti si stanno concentrando sulla pulizia religiosa)

«Quest’anno la persecuzione religiosa in Corea del Nord è aumentata. Sembra che sia in atto una massiccia campagna di ricerca per scovare i cristiani». È quanto dichiarato da Lee (il nome è omesso per motivi di sicurezza), fuggito dalla Corea del Nord e oggi impegnato nella missione tra i nordcoreani, al sito specializzato Daily Nk.
L’ultimo caso di cui è venuto a conoscenza è quello di «una famiglia cristiana arrestata a Hyesan, nella provincia di Ryanggang, dopo essersi convertita. La madre è sparita e nessuno sa cosa le sia successo, mentre i due figli e la nipote sono stati rilasciati dopo aver pagato 5.000 dollari di multa». Continue reading

PATTO UE Sull’immigrazione Conte vende fumo

Il premier Conte parla di accordo Ue per la ridistribuzione dei clandestini, ma per ora è un sogno irrealizzabile. In compenso apertura dei porti e meccanismi di ridistribuzione faranno solo il gioco dei trafficanti di esseri umani e delle coop nostrane che su questo traffico ci guadagnano lautamente. Come le cifre dimostrano.

L’accordo per la ridistribuzione dei clandestini per ora non c’è, ma annunciarlo serve al premier Giuseppe Conte per accreditarsi come l’uomo che può fare incassare il pieno supporto dell’Unione Europea anche sul fronte dei migranti illegali.

L’Ue è «pronta a sostenere» un meccanismo temporaneo per la ripartizione dei migranti salvati nel Mediterraneo centrale «sia dal punto di vista finanziario che operativo attraverso le sue Agenzie», ha detto ieri la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud che ha ricordato come l’esecutivo comunitario «solleciti da tempo un sistema temporaneo di ripartizione dei migranti che vengono salvati in mare».
Un accordo in tal senso che però non è mai stato raggiunto anche perché la Ue accetta il principio di condividere l’accoglienza di quanti hanno diritto all’asilo, cioè meno del 10%, mentre gli altri dovrebbero restare nel paese di sbarco in base agli accordi di Dublino che nessuno a nord delle Alpi vuole davvero modificare.

Le nazioni del Gruppo di Visegrad si sono sempre rifiutate di accogliere clandestini ma anche Francia, Germania e altri Stati nord europei non hanno mai accolto il numero previsto di migranti sbarcati in Italia. Anzi, molti partner Ue devono ancora portarsi a casa qualche centinaio di migranti giunti in Italia durante il governo Lega-M5S, il cui sbarco è stato autorizzato solo dopo l’impegno europeo a condividerne l’accoglienza.
Quindi le possibilità che si raggiunga un accordo, anche solo temporaneo, per la condivisione dei clandestini sono davvero poche. Continue reading

L’ANTICRISTO E’ TRA NOI… MA POCHI SE NE ACCORGONO – C’è chi lo immagina con un’ascia in una mano e una bomba atomica nell’altra, ma in realtà è molto più attraente e falsamente buono (facciamo alcuni esempi)

L’Anticristo gode di una spettacolare mitologia. Lo immaginiamo con le zanne che grondano sangue, una via di mezzo tra Hitler e Gengis Khan; anzi una somma dei due, e con una pennellata di Pol Pot a completare, un’ascia bipenne in una mano e il pulsante della bomba atomica nell’altra. In realtà, in tutto il Nuovo Testamento l’unico punto in cui troviamo la parola Anticristo, declinata sia al singolare sia al plurale, è nelle prime due lettere di Giovanni: «Figlioli, questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi… Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’ anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. …ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo» (1Gv 2,18.22s. 4,2-3). «Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo!» (2Gv 1,7).
Accanto all’Anticristo e al suo servizio operano “molti seduttori”. Con questi termini Giovanni, l’evangelista, indica coloro che ri-nati in Cristo nella Chiesa, hanno finito per negare la divinità di Cristo. Continue reading

USA Inchiesta-choc: i cattolici non sanno cosa sia l’Eucaristia

Un rapporto del Pew Research Center rivela che solo un terzo dei cattolici americani crede che la comunione sia il Corpo e Sangue di Cristo. Il 69% ritiene invece che pane e vino siano solo simboli, e molti sono anche convinti che questo sia l’insegnamento della Chiesa. Dati inquietanti, che non riguardano soltanto gli Stati Uniti, anzi: ci sono diversi elementi per ritenere che in Europa, e anche in Italia, i risultati sarebbero anche peggiori. È questa la vera emergenza per la Chiesa, di cui dovrebbero preoccuparsi i pastori. Tutto il resto viene molto dopo.

Da qualche anno, pare che il problema numero uno della Chiesa sia fare in modo che tutti, indistintamente, possano fare la comunione, nessuno escluso. D’accordo, ma quanti fedeli sono oggi consapevoli del valore e del significato del sacramento dell’Eucaristia? Ha senso chiederselo dato che già padre Pio di Pietrelcina (1887-1968), presagendo una certa ignoranza al riguardo, aveva a suo tempo sentenziato che, se si sapesse del reale valore della Santa Messa, ci vorrebbero i carabinieri per coordinare le folle che vi accorrerebbero.

Una battuta, quella del santo, che inquadrava una situazione allarmante già decenni or sono, figurarsi oggi. Chi non si è fatto troppi pensieri e ha provato a scrutarla, la situazione odierna, è stato il Pew Research Center che dal 4 al 19 febbraio di quest’anno ha effettuato una rilevazione proprio sulla conoscenza religiosa nel popolo americano, condensando quanto scoperto nelle 70 pagine di un report poi eloquentemente intitolato What Americans Know About Religion (Cosa sanno gli americani della religione). Continue reading

LA TESTIMONIANZA – Famiglia, quella di Wojtyla era una “pastorale integrale”

Le radici dell’Istituto Giovanni Paolo II, ora soppresso, affondano nel cammino che il giovane prete Karol Wojtyla ha fatto insieme alle giovani coppie a lui affidate, condividendo la loro stessa vita. È lì che ha imparato ad “amare l’amore umano”, un confronto continuo fra dottrina e vita, per condurre l’uomo a Dio. La sua pastorale non era la traduzione nella pratica di un progetto elaborato a tavolino, e sono stati proprio gli sposi – lui diceva – ad insegnargli che l’amore puro, l’amore per sempre è possibile. È da questa esperienza feconda, e di fronte agli attacchi al matrimonio e alla famiglia, che nacque l’esigenza di un istituto che aiutasse pastori e laici a realizzare l’insegnamento della Chiesa. E in 39 anni in tanti ne hanno sperimentato l’utilità. Una testimonianza esclusiva.

Pubblichiamo in esclusiva per l’Italia un testo preparato dai professori Stanislaw e Ludmila Grygiel, una testimonianza personale che ben spiega il retroterra culturale ed ecclesiale da cui nascono l’amore e l’impegno di san Giovanni Paolo II per la famiglia. Ed è quindi fondamentale per comprendere il senso che san Giovanni Paolo II ha dato al Ponitificio Istituto per gli studi sul matrimonio e la famiglia, ora rivoluzionato dal nuovo Gran Cancelliere monsignor Vincenzo Paglia, in attuazione del Motu Proprio di papa Francesco Summa Familiae Cura.

Per capire bene l’identità dell’Istituto soppresso bisogna conoscere la sua origine e la sua storia.

L’Istituto è frutto della sollecitudine del suo santo Fondatore per le sorti del matrimonio e della famiglia oggi e domani. La sua genealogia comincia alla fine degli anni ’40 del secolo scorso, quando il giovane sacerdote Karol Wojtyla, nominato il vicario della parrocchia di San Floriano a Cracovia, incontrò dei giovani che gli posero domande fondamentali sull’amore dell’uomo e della donna. Wojtyla, parlando e pregando con loro, ha imparato ad “amare l’amore umano” e così ha elaborato le risposte alle loro domande, risposte che si trovano nel libro “Amore e Responsabilità”, nell’altro libro “Persona e Atto” e poi nei suoi documenti pontifici. Continue reading

La verità su san Giovanni Paolo II

La testimonianza dei coniugi Grygiel che abbiamo pubblicato ieri, permette di spazzare via la grave menzogna sul Magistero di san Giovanni Paolo II. Non era un rigido moralista, che imponeva regole astratte, ma un uomo che fin dai primi anni di sacerdozio è stato profondamente immerso nella realtà delle famiglie, che ha aiutato a scoprire e seguire la loro vocazione. Liquidare l’eredità di san Giovanni Paolo II significa consegnare la famiglia alla cultura dominante.

– QUELLA DI WOJTYLA ERA UNA “PASTORALE INTEGRALE”, di Stanislaw e Ludmila Grygiel

San Giovanni Paolo II
Dobbiamo essere grati a Stanislaw e Ludmila Grygiel per la testimonianza su san Giovanni Paolo II, che abbiamo pubblicato ieri (clicca qui). Anzitutto perché ci ridona un Wojtyla vero, raccontato da chi ha avuto il privilegio di una stretta amicizia con lui, prima a Cracovia, poi a Roma dove i Grygiel furono invitati a trasferirsi, per lavorare, proprio dal neo eletto Giovanni Paolo II. Dunque, non le teorizzazioni del pensiero o del Magistero, ma un Wojtyla in carne ed ossa, che meglio ci fa apprezzare anche il suo pensiero vero.

E qui è l’altro punto fondamentale: il racconto della genesi della grande cura per la famiglia che ha caratterizzato il prete e il vescovo Wojtyla e che, negli anni del Pontificato, ha portato tra l’altro alla fondazione dell’Istituto teologico per gli studi su matrimonio e famiglia, permette di spazzare via la grave menzogna sul Magistero di san Giovanni Paolo II.

Una certa narrazione oggi in voga vorrebbe che prima di Amoris Laetitia, la Chiesa fosse ossessionata con norme astratte di morale, ovviamente molto rigide, imposte alle povere coppie di sposi. Un giogo insostenibile – dimostrato dalla scarsa adesione dei cattolici alla morale insegnata dalla Chiesa – da cui ci avrebbe finalmente liberato l’attuale pontificato, molto più vicino e attento alla realtà delle famiglie. Il tutto dentro una scissione concettuale tra dottrina e pastorale, come fossero due realtà antagoniste. In questo modo si giustifica anche la soppressione del vecchio Istituto Giovanni Paolo II e la sua sostituzione con uno nuovo che di Giovanni Paolo II ha soltanto il nome. Continue reading

URSULA VON DER LEYEN, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA: LA PEGGIORE SCELTA POSSIBILE La neo presidente della Commissione porterà avanti la parità di genere, l’ambientalismo stile Greta e porte aperte ai migranti (ovviamente il cristianesimo è assente)

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’avventura della tedesca Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea non è cominciata molto bene. Non solo perché ha strappato l’approvazione del Parlamento europeo per appena nove voti, con il determinante appoggio del Movimento 5 stelle (quelli del cambiamento che sferzavano il Ppe), non solo perché è stata scelta con «una poco trasparente manovra di palazzo» (Corriere), ma anche perché dalle priorità indicate, e da come le ha esposte, si deduce una «sostanziale assuefazione allo status quo» che «non riavvicina l’Europa ai cittadini» (ancora Corriere).

SE VOTARE CAMBIASSE QUALCOSA NON CE LO LASCEREBBERO FARE
Nella nomina di Vdl, spiega Paolo Lepri sul Corriere, «l’unica innovazione minore partorita negli anni passati, cioè l’indicazione agli elettori dei capilista candidati alla guida della Commissione», è stata sconfessata. Ma rendere il governo dell’Unione Europea più democratico non era uno degli obiettivi? Come sottolineato da Andrea Bonanni su Repubblica, «dietro il pasticciato paradosso di una candidata che non prende tutti i voti dello schieramento in cui si riconosce, e ne prende invece dal fronte teoricamente avverso, c’è il peccato originale della scelta operata dai capi di governo al vertice che l’ha nominata. In quella riunione, i leader hanno di fatto affossato il sistema degli “Spitzenkandidaten”, che riconosceva al Parlamento il diritto di indicare i concorrenti dei vari partiti per la guida della Commissione. Questa scelta ha lasciato ferite profonde».
Il governo italiano si è spaccato sull’elezione di Vdl (M5s ha votato sì, la Lega ha votato no), così come quello tedesco. Speriamo che questa scelta del partito di Matteo Salvini non pregiudichi l’affidamento all’Italia di un commissariato di peso. Di sicuro non fa ben sperare il fatto che Vdl, che nel suo discorso programmatico ha lisciato il pelo a tutti (ma proprio a tutti) gli schieramenti per implorarne i voti, abbia voluto tracciare un’unica linea di demarcazione: quella tra europeisti e populisti. Quelli cioè che, a ragione o a torto, hanno interpretato i timori della maggioranza dei cittadini europei a riguardo di un’Unione troppo fissata sul rapporto deficit/Pil e poco attenta alle esigenze dei singoli paesi. Non è un buon segnale. Continue reading

LE ONG NON SALVANO VITE UMANE, MA LE METTONO APPOSTA IN PERICOLO Lo scopo è solo di favorire l’invasione (ad es. la Sea Watch costa 3 milioni di euro l’anno, ma con questi soldi si potevano mantenere 200 mila africani

Io continuo a pensare che l’impossibilità di confrontare serenamente e razionalmente le opinioni dipenda da Internet. […] È quello che sta succedendo con la vicenda della Sea Watch.
La moltitudine dei difensori della Ong (di tutte le Ong che operano nel Mediterraneo) e del capitano Carola Rackete sostiene questo sillogismo:
a) Premessa maggiore: la vita umana è bene primario.
b) Premessa minore: le Ong salvano vite umane.
c) Conclusione: per salvare vite umane (beni primari) si può violare ogni norma che tuteli beni secondari.
Si tratta in realtà di un paralogismo: la premessa minore è erronea. Le Ong non salvano vite umane. Al contrario le mettono intenzionalmente in pericolo. Quello che vogliono è favorire la migrazione. A questo scopo ogni Ong si è data una struttura economica e operativa.
Fausto Biloslavo su Il Giornale, ha fornito informazioni impressionati: «Sea Watch è costata nel 2018 oltre un milione e mezzo di euro (lavori in cantiere dell’anno prima e due gommoni). Si devono aggiungere 304.069,65 euro per spese equipaggio e personale amministrativo a Berlino e Amburgo. Ancora: viaggi e voli di equipaggi e attivisti: 61.980,36 euro, assicurazione, ormeggi e tasse portuali: 100mila euro, viveri per equipaggio e migranti: 36.456,76 euro, telecomunicazioni: 22.661,23 euro, carburante: 80mila euro, manutenzione: 77mila euro, «fornitori di servizi esterni» (?): 102.172,57 euro, spese burocratiche: 192 mila euro, team italiano (lobbisti): 62.815,17. Ci sono poi due aerei, uno costato 100.000 euro che ha compiuto un’operazione (?) 262.435,00 euro. Carburante e tasse aeroportuali: 162.360,00 euro. Totale, circa 2.700.000 euro, pagati dalla federazione evangelica tedesca.» Continue reading