Critiche alla statua pro-life, ecco chi c’è dietro

La cristianofobia non è solo jihad, leggi liberticide, ideologie disumanizzanti… La cristianofobia parte dal giardino di casa propria. Come a Mentone, dove abortisti e femministe si sono letteralmente scagliati con i propri strali contro una statua sistemata nel giardino dell’Hôtel des Ambassadeurs, sede della prima Biennale d’Arte Contemporanea Sacra, che ha come tema «Ode alla vita». L’importante manifestazione ha un respiro internazionale, riunisce oltre 200 artisti provenienti da tutto il mondo. Ma questo a molti, a troppi non interessa.

 

Loro si sono fissati su quella scultura monumentale in bronzo, realizzata dalla nota artista Daphné du Barry; scultura, divenuta simbolo dell’importante manifestazione e raffigurante la Vergine Maria piangente, china nell’atto di raccogliere sette feti abortiti, per terra, ai suoi piedi. Per questo è stata intitolata «Notre-Dame des Innocents», Nostra Signora degli Innocenti. Appena installata, è divenuta subito bersaglio di feroci proteste da parte dei gruppi pro-choice, scatenatisi anche via social: han definito l’opera d’arte «brutale», il suo messaggio «choccante», forti pressioni sono state subito esercitate sul Sindaco affinché la rimuova o quanto meno la faccia sparire dalla vista dei passanti.

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LA TESTIMONIANZA Tutti per la pachamama. E noi cristiani perseguitati?

Nel mio Paese, come cristiani siamo appena l’1% e perseguitati. Noi stiamo morendo da anni difendendo la nostra fede in Cristo, ma per cosa? Il sangue versato dai martiri per difendere la propria fede, ma per cosa? Per poi vedere che la Chiesa si abbassa davanti agli idoli pagani? Questo è il mio dolore…

Ho letto molto in questi giorni quello che è stato scritto sulle statue della pachamama, che sono state gettate nel Tevere pochi giorni fa. Dalla “richiesta di perdono” di papa Francesco ai commenti degli amici di Facebook e i vari articoli scritti, a favore e non. Ho persino letto i tweet di sacerdoti che hanno fatto di tutto per difendere la presenza in chiesa di queste statue. I loro argomenti hanno creato un’enorme confusione nella mente di molti cattolici che ora – a quanto si legge sui social – non sono più in grado di distinguere tra una statua della Madonna e dei santi e gli idoli pagani.

Questa situazione mi fa molto male e voglio spiegare il perché. Sono una cristiana pachistana. Dal paese da cui provengo, come cristiani siamo appena l’1% della popolazione totale. Un numero così piccolo che fa impressione. E quell’1% è sempre a rischio di riduzione in un numero ancora inferiore a causa della persecuzione che ci circonda.

Dal paese da cui provengo, ogni cristiano è pronto a morire per la sua fede. Nessuno di noi ci penserebbe nemmeno una volta a dare la sua vita per ciò in cui crede. Insegniamo persino ai nostri bambini lo stesso amore per la nostra fede e di essere pronti a morire per essa, perché questo è ciò che rischiano ogni volta che vanno alla Messa con la loro famiglia. Lo so che è difficile pensare di dire una cosa del genere ad un bambino, ma lo facciamo. Anche io l’ho dovuto dire alla mia sorellina, e non una sola volta mi ha chiesto: «Ma perché devo morire?»

Noi cristiani stiamo morendo da anni difendendo la nostra fede in Cristo, ma per cosa? Il sangue versato dai martiri per difendere la propria fede, ma per cosa? Per poi vedere che la Chiesa si abbassa davanti agli idoli pagani?

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LA STATUA DI UNA MADONNA CIRCONDATA DA BAMBINI MAI NATI FA GRIDARE ALLA CENSURA La Francia permette alle Femen atti osceni e blasfemi, ma vuole vietare le statistiche sugli aborti compiuti e punisce con il carcere il reato di ”intralcio all’aborto”

Mentre a Parigi sfilano seicentomila persone per dire no alla Pma senza padre e alla sofferenza dei bambini privati di un genitore, la Francia si scorna sui bambini di bronzo ai piedi di una statua della Vergine Maria. Si chiama Notre-Dame des Innocents, è stata installata sul piazzale dell’Hotel des Ambassadeurs a Mentone, dove si svolgerà fino al 31 ottobre la prima Biennale di Arte Contemporanea Sacra (Bacs).
E fin qui nulla di strano, la mostra, un’Ode à la Vie, vuole esaminare «come gli artisti contemporanei stanno rispondendo, attraverso la loro arte, ad alcune delle principali sfide che la vita rappresenta, come registrano il cambiamento e come immaginano il futuro», ha spiegato Liana Marabini, presidente della Biennale. Il problema è che l’opera sacra, istallata in uno spazio pubblico e scelta anche per la copertina del catalogo, rappresenta la Madonna inchinata verso sette piccolini mai nati, alcuni ancora attaccati al cordone ombelicale, altri intenti a proteggersi il volto con le mani.

PICCHETTO ABORTISTA INTORNO ALLA MADONNA Continue reading

L’Onu prima fa danni, poi anche…

E poi c’è chi vuol far credere che siano tutte fantasie della Destra, magari estrema, di Salvini e dei soliti sovranisti… Tutt’altro! A parlare di «sostituzione di massa» è un rapporto dell’Onu intitolato «Replacement Migration», recentemente diffuso. Ciò che vi si legge, è molto chiaro: «Le proiezioni delle Nazioni Unite – è scritto – indicano che, nei prossimi cinquant’anni, le popolazioni di quasi tutti i Paesi europei e del Giappone dovranno affrontare l’invecchiamento della popolazione ed il declino demografico», fenomeni che lo stesso studio definisce ormai «impressionanti e critici».

«Queste nuove sfide – aggiunge – richiederanno una revisione globale di molte delle politiche e dei programmi esistenti, compresi quelli sulle migrazioni internazionali».
Perciò la relazione prende in considerazione «l’immigrazione di sostituzione» o «Grande sostituzione» o «sostituzione etnica», comunque la si voglia chiamare, come risposta a tale emergenza «per otto Paesi a bassa fertilità (Francia, Germania, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Federazione russa, Regno Unito e Stati Uniti)», nonché, più in generale, per l’ambito europeo. L’idea è vecchia: in pratica si propone di risolvere i problemi generati dai «bassi tassi di fertilità e di mortalità» non, come vorrebbe il buon senso, dando il massimo sostegno a nuove politiche familiari, che incentivino la natalità, bensì ricorrendo agli stranieri ed “importando” in massa immigrati, senza tener conto dei costi sociali e del caos culturale intrinseco ad un simile azzardo. Tale processo viene anzi definito come «l’unica opzione a breve-medio termine», per dar apparente soluzione ad un problema che le stesse Nazioni Unite hanno contribuito a provocare, sostenendo per decenni ed ancora oggi favorendo sterili campagne abortiste ed eutanasiche, tutte protese ad una progressiva ed inarrestabile desertificazione demografica del mondo. Continue reading

MUORE A 12 ANNI DOPO 3 GIORNI DI AGONIA (MA I GIORNALI HANNO DIMENTICATO DI DIRE CHE…) Sofia è stata dichiarata cerebralmente morta e i genitori hanno dato l’assenso per l’espianto degli organi (quindi… non è morta per l’incidente, ma per la sospensione dei sostegni vitali)

«Sofia muore a 12 anni dopo tre giorni di agonia», titolano le cronache in relazione al tragico incidente occorso ad una ragazza di Parma rimasta intrappolata sul fondo della piscina di uno stabilimento balneare della Versilia, per cause ancora in via di accertamento. Sofia era stata soccorsa, rianimata e portata in gravissime condizioni all’ospedale Opa di Massa dove i medici hanno fatto tutto il possibile per salvarle la vita. In seguito, si è verificato un peggioramento delle condizioni cliniche della paziente per cui l’equipe medica ha deciso di avviare la procedura per la dichiarazione della morte cerebrale, come prescritto dalla legge. Dopodiché Sofia è stata dichiarata cerebralmente morta e i genitori hanno dato l’assenso per l’espianto degli organi ma la procura ha acconsentito solo al prelievo delle cornee (ilmessaggero.it, 17 luglio 2019). Continue reading

NEI GULAG NORDCOREANI 50 MILA CRISTIANI Sotto Kim Jong-un la repressione è aumentata, specie nell’ultimo anno (e intanto in Africa i jihadisti si stanno concentrando sulla pulizia religiosa)

«Quest’anno la persecuzione religiosa in Corea del Nord è aumentata. Sembra che sia in atto una massiccia campagna di ricerca per scovare i cristiani». È quanto dichiarato da Lee (il nome è omesso per motivi di sicurezza), fuggito dalla Corea del Nord e oggi impegnato nella missione tra i nordcoreani, al sito specializzato Daily Nk.
L’ultimo caso di cui è venuto a conoscenza è quello di «una famiglia cristiana arrestata a Hyesan, nella provincia di Ryanggang, dopo essersi convertita. La madre è sparita e nessuno sa cosa le sia successo, mentre i due figli e la nipote sono stati rilasciati dopo aver pagato 5.000 dollari di multa». Continue reading

PATTO UE Sull’immigrazione Conte vende fumo

Il premier Conte parla di accordo Ue per la ridistribuzione dei clandestini, ma per ora è un sogno irrealizzabile. In compenso apertura dei porti e meccanismi di ridistribuzione faranno solo il gioco dei trafficanti di esseri umani e delle coop nostrane che su questo traffico ci guadagnano lautamente. Come le cifre dimostrano.

L’accordo per la ridistribuzione dei clandestini per ora non c’è, ma annunciarlo serve al premier Giuseppe Conte per accreditarsi come l’uomo che può fare incassare il pieno supporto dell’Unione Europea anche sul fronte dei migranti illegali.

L’Ue è «pronta a sostenere» un meccanismo temporaneo per la ripartizione dei migranti salvati nel Mediterraneo centrale «sia dal punto di vista finanziario che operativo attraverso le sue Agenzie», ha detto ieri la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud che ha ricordato come l’esecutivo comunitario «solleciti da tempo un sistema temporaneo di ripartizione dei migranti che vengono salvati in mare».
Un accordo in tal senso che però non è mai stato raggiunto anche perché la Ue accetta il principio di condividere l’accoglienza di quanti hanno diritto all’asilo, cioè meno del 10%, mentre gli altri dovrebbero restare nel paese di sbarco in base agli accordi di Dublino che nessuno a nord delle Alpi vuole davvero modificare.

Le nazioni del Gruppo di Visegrad si sono sempre rifiutate di accogliere clandestini ma anche Francia, Germania e altri Stati nord europei non hanno mai accolto il numero previsto di migranti sbarcati in Italia. Anzi, molti partner Ue devono ancora portarsi a casa qualche centinaio di migranti giunti in Italia durante il governo Lega-M5S, il cui sbarco è stato autorizzato solo dopo l’impegno europeo a condividerne l’accoglienza.
Quindi le possibilità che si raggiunga un accordo, anche solo temporaneo, per la condivisione dei clandestini sono davvero poche. Continue reading

L’ANTICRISTO E’ TRA NOI… MA POCHI SE NE ACCORGONO – C’è chi lo immagina con un’ascia in una mano e una bomba atomica nell’altra, ma in realtà è molto più attraente e falsamente buono (facciamo alcuni esempi)

L’Anticristo gode di una spettacolare mitologia. Lo immaginiamo con le zanne che grondano sangue, una via di mezzo tra Hitler e Gengis Khan; anzi una somma dei due, e con una pennellata di Pol Pot a completare, un’ascia bipenne in una mano e il pulsante della bomba atomica nell’altra. In realtà, in tutto il Nuovo Testamento l’unico punto in cui troviamo la parola Anticristo, declinata sia al singolare sia al plurale, è nelle prime due lettere di Giovanni: «Figlioli, questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi… Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’ anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. …ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo» (1Gv 2,18.22s. 4,2-3). «Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo!» (2Gv 1,7).
Accanto all’Anticristo e al suo servizio operano “molti seduttori”. Con questi termini Giovanni, l’evangelista, indica coloro che ri-nati in Cristo nella Chiesa, hanno finito per negare la divinità di Cristo. Continue reading

USA Inchiesta-choc: i cattolici non sanno cosa sia l’Eucaristia

Un rapporto del Pew Research Center rivela che solo un terzo dei cattolici americani crede che la comunione sia il Corpo e Sangue di Cristo. Il 69% ritiene invece che pane e vino siano solo simboli, e molti sono anche convinti che questo sia l’insegnamento della Chiesa. Dati inquietanti, che non riguardano soltanto gli Stati Uniti, anzi: ci sono diversi elementi per ritenere che in Europa, e anche in Italia, i risultati sarebbero anche peggiori. È questa la vera emergenza per la Chiesa, di cui dovrebbero preoccuparsi i pastori. Tutto il resto viene molto dopo.

Da qualche anno, pare che il problema numero uno della Chiesa sia fare in modo che tutti, indistintamente, possano fare la comunione, nessuno escluso. D’accordo, ma quanti fedeli sono oggi consapevoli del valore e del significato del sacramento dell’Eucaristia? Ha senso chiederselo dato che già padre Pio di Pietrelcina (1887-1968), presagendo una certa ignoranza al riguardo, aveva a suo tempo sentenziato che, se si sapesse del reale valore della Santa Messa, ci vorrebbero i carabinieri per coordinare le folle che vi accorrerebbero.

Una battuta, quella del santo, che inquadrava una situazione allarmante già decenni or sono, figurarsi oggi. Chi non si è fatto troppi pensieri e ha provato a scrutarla, la situazione odierna, è stato il Pew Research Center che dal 4 al 19 febbraio di quest’anno ha effettuato una rilevazione proprio sulla conoscenza religiosa nel popolo americano, condensando quanto scoperto nelle 70 pagine di un report poi eloquentemente intitolato What Americans Know About Religion (Cosa sanno gli americani della religione). Continue reading

LA TESTIMONIANZA – Famiglia, quella di Wojtyla era una “pastorale integrale”

Le radici dell’Istituto Giovanni Paolo II, ora soppresso, affondano nel cammino che il giovane prete Karol Wojtyla ha fatto insieme alle giovani coppie a lui affidate, condividendo la loro stessa vita. È lì che ha imparato ad “amare l’amore umano”, un confronto continuo fra dottrina e vita, per condurre l’uomo a Dio. La sua pastorale non era la traduzione nella pratica di un progetto elaborato a tavolino, e sono stati proprio gli sposi – lui diceva – ad insegnargli che l’amore puro, l’amore per sempre è possibile. È da questa esperienza feconda, e di fronte agli attacchi al matrimonio e alla famiglia, che nacque l’esigenza di un istituto che aiutasse pastori e laici a realizzare l’insegnamento della Chiesa. E in 39 anni in tanti ne hanno sperimentato l’utilità. Una testimonianza esclusiva.

Pubblichiamo in esclusiva per l’Italia un testo preparato dai professori Stanislaw e Ludmila Grygiel, una testimonianza personale che ben spiega il retroterra culturale ed ecclesiale da cui nascono l’amore e l’impegno di san Giovanni Paolo II per la famiglia. Ed è quindi fondamentale per comprendere il senso che san Giovanni Paolo II ha dato al Ponitificio Istituto per gli studi sul matrimonio e la famiglia, ora rivoluzionato dal nuovo Gran Cancelliere monsignor Vincenzo Paglia, in attuazione del Motu Proprio di papa Francesco Summa Familiae Cura.

Per capire bene l’identità dell’Istituto soppresso bisogna conoscere la sua origine e la sua storia.

L’Istituto è frutto della sollecitudine del suo santo Fondatore per le sorti del matrimonio e della famiglia oggi e domani. La sua genealogia comincia alla fine degli anni ’40 del secolo scorso, quando il giovane sacerdote Karol Wojtyla, nominato il vicario della parrocchia di San Floriano a Cracovia, incontrò dei giovani che gli posero domande fondamentali sull’amore dell’uomo e della donna. Wojtyla, parlando e pregando con loro, ha imparato ad “amare l’amore umano” e così ha elaborato le risposte alle loro domande, risposte che si trovano nel libro “Amore e Responsabilità”, nell’altro libro “Persona e Atto” e poi nei suoi documenti pontifici. Continue reading