XVII Domenica ordinario A – Il vero tesoro …

Anche questa Domenica, il Signore, attraverso tre brevi parabole, in cui, in due, vi è un cercare e un trovare ci parla e vuole descriverci il regno di Dio. Vorrei, allora, come prima cosa che ci ponessimo veramente la domanda c’è in noi questo desiderio di ricerca del Signore, di adempiere e fare la sua volontà, di essere cercatori instancabili di Lui e del Regno? Mettendo davanti a noi la figura del mercante che va in cerca della pietra preziosa.

Io vivo a Spilamberto e prima dell’ epidemia del covid ogni mese vi era quello che veniva definito mercatino dell’ antiquariato … Quello che aveva  merce da offrire arrivava ben prima di giorno, ma nello stesso tempo anche persone in ricerca di questo o quello si aggiravano, ben prima che albeggiasse fra i banchi che si stavano allestendo, in cerca di qualcosa a cui tenevano e speravano di trovare, di un pezzo prezioso e importante per loro.

La nostra vita è, dunque, alimentata vissuta in questa tensione di ricerca di Dio. Per tanti non è così e sembra proprio che Dio non interessi, salvo poi cercarlo in momenti di gravi difficoltà per implorare il suo aiuto o anche per  arrabbiarsi e imprecare contro di Lui.

Può darsi che ci accada di trovare il Signore e con lui il Regno, di renderci conto che veramente vale la pena fare di tutto per lui e con lui. Accade di riuscire anche ad essere disposti a rinunciare a tutto per non perdere questo grande tesoro che si è scoperto, perché lo abbiamo cercato, perché abbiamo bisogno di dare un senso alla nostra vita e di dare una risposta alle domande che risuonano nel nostro cuore di fronte alla nostra esistenza, al nostro destino, alla meta finale.  Può anche darsi che ci accada come è successo all’ agricoltore di scoprire il regno quasi per caso perché esso non è lontano. Gesù dice:  «Il regno di Dio non viene in modo da attirare gli sguardi; né si dirà: 21 “Eccolo qui”, o “eccolo là”; perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi». (Lc 17)

Il Regno di Dio è mescolato alla vita del mondo non è qualcosa che è fuori dal mondo e non riguardi il mondo. Lo riguarda e lo coinvolge, come riguarda e coinvolge la vita e l’esistenza di tutti noi. Certo si può anche fare finta che non sia cosi, ma la parabola della rete e dei pesci che vengono scelti o scartati è un avvertimento severo.

La parabola del tesoro nel campo, e della perla ci dicono una realtà molto semplice, ma che richiede da parte nostra disponibilità, volontà, impegno e una ricerca costante: mettere  il Signore e il Regno di Dio, che significa poi mettere Gesù al primo posto, senza reticenze, compromessi, con il Signore non si bara.

Mettere il Signore prima … prima di tutto. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.” (Mt 10), dice Gesù. Così hanno fatto i santi. Ricordiamo S. Francesco che si spoglia di tutto e rimane nudo sulla piazza di Assisi, S. Chiara e tanti altri santi che ci dicono che è possibile vivere mettendo il Signore al primo posto. La cosa essenziale credere e fidarci di Lui.

Gesù al primo posto non è una scelta che riguarda solo i religiosi o il clero, ma che vale per tutti noi che siamo battezzati, molto spesso distratti e impegnati in tanto altro da scordarci del Signore oppure, come fa il giovane ricco, di fronte a un Gesù che viene a destabilizzare le sue e le nostre sicurezze, (aveva molti beni), diciamo no grazie, non ci interessa.

Il risultato è quello disastroso dell’ultima parabola, che ci richiama il giudizio che avverrà alla fine, quando saremo tratti fuori dal grande mare di questo mondo.“Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.”  Ciò che attende i pesci cattivi è una fine terribile e speriamo di non essere tra quelli, anche perché il Signore continua ad operare anche oggi nella nostra storia attraverso i sacramenti e attraverso l’ Eucaristia in cui ci dona la forza di cercare il regno di Dio, e di accoglierlo con le sue esigenze ogni giorno, affinché anche noi diventiamo i pesci buoni della parabola.

Facciamo nostra la preghiera di Salomone, nella prima lettura, per avere quella sapienza di cercare sempre il regno di Dio e di agire conseguentemente, per essere a nostra volta dei veri sapienti.

 

Deo gratias, qy diacdon

 

 

 

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