Unioni civili, da Bagnasco uno schiaffo alla “Cirinnà”

 

Riportiamo uno stralcio dell’ articolo a firma Riccardo Cascioli apparso su La Nuova Bussola Quotidiana quotidiano on line, su quanto detto dal cardinal Bagnasco nella sua prolusione alla 69 assemblea generale dei Vescovi italiani

«La recente approvazione della legge sulle Unioni civili sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia, anche se si afferma che sono cose diverse: in realtà, le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale – così già si dice pubblicamente – compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà».    

Queste parole pronunciate ieri dal cardinale Angelo Bagnasco in apertura dell’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (CEI) non possono passare inosservate.
Si tratta di un giudizio estremamente duro, soprattutto dopo che per mesi e mesi, durante l’infuriare della battaglia per il disegno di legge sulle Unioni civili, il presidente della CEI aveva tenuto un profilo molto basso. Si era fatto notare solo una volta dando “imprudentemente” pubblico ed entusiastico appoggio al secondo Family Day, ma poi aveva dovuto subito rientrare nei ranghi. Evidentemente doveva obbedire a logiche superiori.

Con questa uscita sembra invece voler regolare i conti: smentisce clamorosamente Angiolino Alfano e Maurizio Lupi che ancora in questi giorni rivendicano a sé il merito di una legge “moderata” rispetto all’originale; ma smentisce anche la linea di Avvenire, il quotidiano della CEI, il cui direttore da giorni discetta di «legge sbagliata ma non ingiusta», a dire che si poteva fare di meglio ma che tutto sommato non è neanche da buttare via. Uno schiaffo ai politici di Area popolare dunque; e un sassolino che si toglie dalla scarpa nei confronti del segretario della CEI, monsignor Nunzio Galantino, il vero ispiratore della linea di Avvenire.”

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