Sarà un tempo di angoscia … – XXXIII Domenica del tempo ordinario B

“Sarà un tempo di angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni …
Dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce …. le stelle cadranno …”

È la fine del mondo diciamo subito … Assistiamo ormai sempre di più a fenomeni atmosferici catastrofici, guerre, massacri, uccisioni figli che uccidono i genitori, madri che uccidono i propri figli … se poi la nostra mente va a quello che è accaduto stanotte questa affermazione si consolida ancora di più. La storia umana, purtroppo è piena di queste mostruose assurdità.

Ai tempi della guerra fredda, negli anni sessanta quando vi fu la crisi fra Stati Uniti e Russia, fu calcolato che una guerra lampo di tre giorni dalla scadenza dell’ ultimatum avrebbe portato alla vittoria limitando le perdite umane a solo, si fa per dire, poco più di due miliardi di persone.       Ma è solo questo, la “fine del mondo”,  oppure il cammino verso una nuova realtà, quella di “un cielo nuovo e una terra nuova: ( perché)il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più.” che il Signore ci vuole annunciare nel vangelo?

Attraverso la parabola del fico il Signore ci invita ad essere vigilanti, a cogliere i segni della sua presenza nelle e oltre le vicende umane, anche se terribili come quelle che stanno accadendo.
Siamo chiamati capitalizzare il tempo, che è dono di Dio, vivendolo bene! Il tempo della nostra vita, il tempo della storia umana, perché il Signore è entrato nella nostra storia e non certo per renderla tragica, per renderla una storia di morte, ma per salvarla e condurla a quella pienezza che Dio ha pensato per l’ uomo fin dall’inizio. Viverlo bene significa portare poi nella nostre vite, nelle vicende umane la presenza di Gesù, la luce del Vangelo.

Vedete molti sono portati a pensare che per Dio e per le cose di Dio vi sia sempre tempo … domani … questa è la grande illusione.
Vivere bene il tempo che ci viene concesso significa iniziare decisamente un cammino di conversione seguendo il Signore senza rimandare oltre.

Gesù ci invita a vivere questo tempo come il tempo della vigilanza

Della vigilanza contro il peccato che avvelena i nostri cuori e semina odio, divisioni, invidie, gelosie, maldicenze e qualsiasi tipo di malvagità nei confronti dell’altro, e questo possiamo farlo solo vivendo in Grazia di Dio, attraverso la preghiera e i sacramenti, ma anche rimanendo saldi nella fede e alimentando la speranza, operosi nella carità.

Occorre trasformare il nostro tempo in opere di bene, bene di quell’amore che Gesù ci ha insegnato vivendolo concretamente fino al dono totale di sé sulla croce. Tutto questo non sottraendoci al mondo, ma capendo ciò che accade, intuendo la direzione degli accadimenti, pronti ad affrontarli orientati verso quel futuro di Dio che ci è stato dato di conoscere, curando il momento presente.

Un Futuro che non è utopia, ma che è una realtà già viva e presente in mezzo a noi, come ci ricorda l’ evangelista Luca: “ Il regno di dio non viene in modo d’attirare l’ attenzione, e nessuno dirà: “ eccolo qui” oppure eccolo là”. Perché, ecco il Regno di Dio è in mezzo a voi”.

Fra i tragici avvenimenti che ci stanno segnando alziamo lo sguardo per intravvedere questo nuovo orizzonte, facendo nostri i sentimenti di dolore per chi è stato colpito. Il Signore lenisca i cuori martoriati, ma non offuschiamo la speranza. Nonostante tutta questa distruzione, l’ultima parola sarà di Dio, della sua potenza e della sua gloria. Salvezza per coloro che da tutte le quattro parti del mondo hanno risposto sì all’ unico vero Dio dell’ amore. Anche se il Signore stesso rispetterà la decisione di qualcuno che vorrà intimamente rimanere legato al male.

Vorrei pregare in questo momento per tutti coloro che sono nel dolore, si sentono smarriti, confusi con le parole di don Tonino Bello:

Coraggio, fratello che soffri.
C’è anche per te una deposizione dalla croce.
C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua…
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

Soli Deo gloria qydiacdon

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