Il giudizio divino e la punizione dei peccatori

In ogni cosa tieni l’occhio fisso al termine finale; tieni l’ occhio, cioè, a come comparirai dinanzi al giudice supremo; al giudice che vede tutto, non si lascia placare con doni, non accetta scuse, e giudica secondo giustizia (cfr. Is 11,4).Oh sciagurato e stolto peccatore come potrai rispondere a Dio, il quale conosce tutto il male che hai fatto; tu che tremi alla vista del solo volto adirato di un uomo? Perché non pensi a quello che avverrà di te nel giorno del giudizio, quando nessuno potrà essere scagionato e difeso da altri, e ciascuno costituirà per sé stesso un peso anche troppo grave? È adesso che la tua fatica è producente; è adesso che il tuo pianto e il tuo sospiro possono piacere a Dio ed essere esauditi; è adesso che il tuo dolore può ripagare il male compiuto e renderti puro. (…)

Stroncate ora i vizi e purgarsi ora dai peccati è miglior cosa che lasciarli da purgare in futuro. Invero noi facciamo inganno a noi stessi amando le cose carnali, contro l’ ordine stabilito da Dio. Che altro divorerà quel fuoco se non i tuoi peccati? Perciò quanto più indulgi a te stesso quaggiù seguendo la carne, tanto più duramente pagherai poi, preparando fin d’ora materiale più abbondante per quelle fiamme. (…)

Devi darti da afre adesso, e piangere i tuoi peccati, per poter essere senza pensiero nel giorno del giudizio.

Dall’ Imitazione di Cristo

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