Cristianofobia: In Spagna è caccia al cardinale

 

Il 13 maggio il cardinal Antonio Cañizares, arcivescovo di Valencia, ha detto in un’omelia che “ci sono leggi contrarie alla famiglia, l’azione ostile di forze politiche e sociali, alle quali aderiscono i movimenti dell’impero gay, di ideologie come il femminismo radicale o la più insidiosa di tutte, l’ideologia di genere. Questa situazione è grave, e ha conseguenze tali per il futuro della società, che si può senza dubbio considerare la stabilità del matrimonio e della famiglia, insieme al suo sostegno e al riconoscimento pubblico, come il primo problema sociale, di attenzione ai più deboli e alle periferie esistenziali.”

Dopo questa omelia, e altre affermazioni simili dei giorni successivi, si è scatenata una vera e propria “caccia all’uomo” da parte della sinistra radicale laicista. La lobby gay ha presentato una denuncia in procura, che fortunatamente è stata archiviata. Anche il presidente della comunità di Valencia, Ximo Puig, si è schierato contro il cardinale. Il vice presidente Monica Oltra parla addirittura di “incitamento all’odio” e “messaggi misantropi che umiliano le donne”.

I partiti di estrema sinistra hanno tentato di ottenere una dichiarazione ufficiale del Parlamento valenciano contro il cardinale. Per l’opposizione di altri partiti, la proposta dovrà ora essere ripresentata. Se il cardinale sarà riconosciuto colpevole di crimini d’odio, rischia fino a tre anni di carcere.

La decisione delle autorità valenciane è attesa nei prossimi giorni. In questo mondo alla rovescia occorre ribadire con forza: che difendere la famiglia secondo la dottrina cattolica non è certo un crimine d’odio.

Matteo Cattaneo e tutto il team di CitizxenGO

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