Forse non tuti conoscono la Beata Giacinta Marto, pastorella di Fatima

 

Una figura di straordinaria Fede, esempio di totale affidamento alla Vergine Maria: la Beata Giacinta Marto, pastorella di Fatima.

Elevata all’onore degli altari da Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000 insieme al fratello Francesco, Giacinta nacque l’11 marzo 1910 e a soli sette anni ricevette la visita della “bianca Signora” che cambiò per sempre la sua breve vita.

Suor Lucia ricorda che a volte Giacinta, «quella a cui la Vergine Santissima ha comunicato maggior abbondanza di grazie e maggior conoscenza di Dio e della virtù», recitava tutta l’Ave Maria, pronunciando la parola seguente soltanto quando l’eco riproduceva per intero quella precedente.

Questo esempio mirabile di fede e di affidamento alla volontà della Vergine Maria deve essere per tutti noi un modello di una vita pienamente cristiana.   

La Madonna scelse proprio Giacinta, suo fratello e la cugina Lucia per rivelare a Fatima, nel 1917, i rimedi che l’umanità e la Chiesa avrebbero dovuto prendere per combattere errori e guerre: la recita del Santo Rosario, la lotta contro il peccato, la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria per arrestare l’ideologia comunista.
Elevata all’onore degli altari da Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000 insieme al fratello Francesco, Giacinta nacque l’11 marzo 1910 e a soli sette anni ricevette la visita della “bianca Signora” che cambiò per sempre la sua breve vita.

Suor Lucia ricorda che a volte Giacinta, «quella a cui la Vergine Santissima ha comunicato maggior abbondanza di grazie e maggior conoscenza di Dio e della virtù», recitava tutta l’Ave Maria, pronunciando la parola seguente soltanto quando l’eco riproduceva per intero quella precedente.

Questo esempio mirabile di fede e di affidamento alla volontà della Vergine Maria deve essere per tutti noi un modello di una vita pienamente cristiana.

La Madonna scelse proprio Giacinta, suo fratello e la cugina Lucia per rivelare a Fatima, nel 1917, i rimedi che l’umanità e la Chiesa avrebbero dovuto prendere per combattere errori e guerre: la recita del Santo Rosario, la lotta contro il peccato, la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria per arrestare l’ideologia comunista. .

Giacinta era insaziabile nella pratica del sacrificio e delle mortificazioni. E proprio questo laPreghiera e penitenza furono i due tratti distintivi della vita di questa giovane pastorella portoghese; non perdeva mai l’occasione per offrire sacrifici in riparazione alle offese fatte al cuore immacolato della Vergine Maria e per la salvezza delle anime peccatrici dal’Inferno.

Il profilo che Lucia tratteggia della cuginetta è straordinario: è il ritratto dei puri di cuore, i cui occhi parlano di Dio!
E proprio questo la porterà ad sopportare e offrire con sentimento di sacrificio la prova estrema della malattia. Il 23 dicembre 1918, 14 mesi dopo l’ultima apparizione, lei e Francesco infatti vennero colpiti dalla “spagnola”, epidemia che colpì l’intera Europa in quegli anni.
Con pazienza sopportò il tormento della malattia e testimoniò con fervore fino alla fine la sua devozione alla beata Vergine Maria.

La Madre di Dio prese con sé la piccola pastorella il 20 febbraio 1920, come aveva promesso, consegnando al mondo intero un esempio luminoso di santità e di virtù.

Nelson Fragelli

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