Annunciare Gesù, buona notizia per tutti, anche per gli adolescenti (3 incontro con i genitori dei cresimandi)

L’ ultima volta, se ricordo bene abbiamo parlato dell’ importanza del gruppo dei pari, nell’ esperienza di crescita che  fa l’ adolescente nel suo percorso oggi vorrei iniziare il nostro incontro con un immagine, che dice bene quale sia il difficile compito educativo del genitore.

E una donna che stringeva un bambino al seno disse: Parlaci dei figli

 

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la vita ha di sé.
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi.
E benché vivano con voi, ciò nonostante, non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete dare alloggio ai  loro corpi, ma non alle loro anime.
Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che
neppure in sogno potrete visitare.
Potete cercare di essere simili a loro,
ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non si attarda  sopra il passato.

Voi siete gli archi da cui i figli come frecce vive  sono scoccati.
L’arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e con la Sua

forza vi tende perché le frecce vadano veloci e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’ Arciere;

poiché Egli, come ama la freccia che vola,così ama l’ arco che è saldo.

 ( da: Il profeta di Kahlil Gibran)

 

L’ immagine dei figli come “frecce” è  descritta anche nella Bibbia al salmo 127: “ Ecco dono del Signore sono i figli è sua grazia il frutto del grembo. Come frecce in mano a un eroe sono i figli della giovinezza. Beato l’ uomo che ne ha piena la faretra …”

 Perché ho voluto mettere il testo di Gibran all’ inizio del nostro incontro? 

 Innanzitutto per ricordare un fattore importante, di cui già altre volte abbiamo parlato, i figli non sono nostri e non sono neppure  un prolungamento di noi stessi. Oggi, anche con le norme che si stanno discutendo nell’ ambito della  fecondazione assistita si sta facendo sempre più strada l’ idea di un figlio che possa rispondere a quelle che sono i “desiderata” dei genitori.

A questo proposito riporto un articolo apparso su: Tempi. it

Se i genitori sono liberi di produrre embrioni in laboratorio, scartando quelli superflui, perché non dovrebbero decidere anche il sesso del nascituro? Il ragionamento del principe della fecondazione assistita Daniel Potter, che a Newport Beach (California) guida una delle più grandi cliniche di fertilizzazione in vitro americane, non fa una piega. L’esperto, come riporta il Daily Mail, ha di recente visitato la Gran Bretagna, dove la pratica di selezione del sesso è illegale, per sensibilizzare la popolazione.

«VOLEVO ESSERE SICURA». 

«Sono qui per educare gli inglesi alla selezione di genere», ha affermato Potter spiegando che da quando ha cominciato, nel 1997, ha già consegnato a 750 coppie inglesi il figlio del sesso preferito, nell’80 per cento dei casi femmina e nel 20 per cento maschio. Il medico ha aiutato anche Hayley e Greg ad ottenere ciò che volevano. La coppia, volata in California per avere una femmina dopo due figli maschi, ha raccontato di aver «saputo della selezione di genere da un programma tv» e di essersi recata a Cipro per un primo tentativo, poi fallito. Grazie a Potter, però, ora Hayley è incinta di sei mesi e aspetta una bambina. «Ho sempre voluto una figlioletta, ma mio marito mi aveva detto che se volevo potevo farne solo un altro. Allora dovevo essere sicura» che fosse una femmina, così «abbiamo scelto questo percorso».

UNA VERA EMOZIONE.

 Alla modica cifra di 28 mila euro sono stati “prodotti” «sei embrioni sani – tre femmine e tre maschi». Cinque sono stati scartati, mentre un embrione femmina è stato impiantato e tra poco vedrà la luce. Hayley si dice molto emozionata: «Non ci posso ancora credere. Ci crederò quando sarà qui».

E gli embrioni scartati che fine hanno fatto? Si comincia con il sesso, poi sarà il colore degli occhi, dei capelli,  e chissà dove si andrà a finire!

Gilbran dice che vi è un individualità, una personalità che comunque deve essere rispettata e che non va né cancellata, né dimenticata, anzi mette in guardia  dal “volerli rendere simili a noi”

Ma a me piace molto l’ immagine dell’ arco e della freccia. L’ arco è il genitore, che attraverso quello che è il suo ruolo e il suo compito, quello di educare, si tende perché la freccia, che è il figlio possa andare veloce e lontana, raggiungere il bersaglio, che è la propria realizzazione, ma né la freccia, né l’ arco possono fare niente senza l’ arciere che lo tende, e tutti e due sono amati da quell’ arciere. Quell’ arciere con la A maiuscola  che è qualcuno che è più grande, che vede quell’ infinito che noi desideriamo perché Lui è l’ infinito stesso: Dio.

Allora come poter educare, parlare di Dio, della fede, di Gesù ai nostri figli, ai nostri ragazzi? Occorre riflettervi assieme.

Farò alcune premesse.

Il primo aspetto è considerare il CONTESTO attuale.

 

  • Individualismo .Oggi la tendenza è, a mio avviso, l’ oscillazione tra due estremi. Da una parte quello di stimolare una grande sensibilità collettiva di fronte alle grandi questioni di uguaglianza, dignità, giustizia sociale, povertà; dall’ altra la crisi economica con tutte le difficoltà che ne conseguono, il concetto stesso di meritocrazia quando non è coniugato con la solidarietà, i messaggi proposti dai vari personaggi del mondo sportivo o dello spettacolo ai nostri ragazzi porta e generare il mito del primo, del vincente a tutti i costi … e a sviluppare una mentalità fortemente egocentrica.
  • L’emergere sempre di più di nuove povertà e disuguaglianze, che alimentano anche il conflitto sociale e che è avvertito dai pre e dagli adolescenti
  • L’ aumento della violenza fra gruppi di adolescenti, pensiamo al fenomeno del bullismo, anche di recente le cronache ne hanno riportati
  • Una disarmonia nel rapporto con l’ uso dei beni, spesso considerati come fini, e con il creato stesso, pensiamo a tutto il discorsi che riguarda l’ ambiente, l’ ecologia, ecc.
  • Una società che sarà chiamata ad essere pluriculturale e religiosa.
  • Il modo di concepire la famiglia come tale. ( vari tipologie)
  • La difficoltà che i giovani hanno a compiere scelte stabili ( es. le convivenze) . Una delle più grandi carenze dei giovani d’oggi sembra essere quella di rimandare le scelte definitive così da poter sempre fare ‘esperimenti’ con la vita, con se stessi, con gli altri. Questo atteggiamento denota una ‘fuga dalla libertà’, porta alla banaliz­zazione della vita. Occorre dunque valorizzare presto di fronte agli adole­scenti le grandi scelte qualificanti dell’esistenza. Che nella visione cristiana sono quella del matrimonio o quella della vita consacrata religiosa o sacerdotale. (L’ adolescente chiama la comunità cristiana risponde- Chiesa Cattolica.it)

Oggi il genitore/educatore deve avere chiaro che questo è il quadro, malamente e genericamente abbozzato in cui è chiamato ad educare alla fede e all’ incontro con Gesù Cristo.

A questo punto è necessario imparare a volgere lo sguardo .    Che significa allora ricominciare mettendo al centro dell’attenzione ciò che più conta: le attese profonde e spesso inespresse dei giovani da un lato, l’invito di

Gesù a divenire suoi discepoli dall’altro. Non è sempre facile nei nostri cammini tenere nella giusta tensione queste due polarità. Spesso rischiamo di appiattirci sui bisogni dei ragazzi senza riuscire a dar loro ali, o, viceversa, di  presentare un Gesù disincarnato, distante, che sembra non riguardarli e non intercetta la loro vita.

Un’altra cosa è prendere consapevolezza che voi genitori siete  una buona notizia per i vostri figli, che il Signore vi ha affidato, quel Signore che si propone Lui come l’ unica vera buona notizia per ogni uomo, per ciascuno di noi.

«Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace, messaggero di bene, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: “Regna il tuo Dio!””» (Is 52,7).

Nel misterioso disegno di Dio siete stati chiamati da Cristo,  per essere messaggeri di lieti annunzi  per i vostri figli.

La mia esperienza nel mondo della scuola mi chiedeva di essere in aula, sui corridoi, in sala insegnanti, con i genitori  con i ragazzi una presenza dialogante, attenta in ascolto .  Ogni volta che varcavo la porta della scuola dovevo lasciare fuori tutte le altre cose. Qualcuno ha scritto: “Se tutto è un peso, se tutto è una noia, una cosa in più da fare, i ragazzi non ci percepiscono come una buona notizia per loro. Siamo una bella notizia quando sappiamo di esserlo.”

 Consapevolezza, quindi, e prima di tanti annunci essere noi stessi “pagine di Vangelo” per i figli. Non dobbiamo dimenticare che noi, però,  non siamo chiamati ad annunciare noi stessi, ma Gesù!

“Questo è il nostro compito: essere adulti che con gioia annunciano e vivono l’incontro e l’ascolto di una bella notizia, la bella notizia: Gesù di Nazareth e il suo Vangelo. Dire con la propria vita che l’incontro con il Nazzareno non mi ha lasciato indifferente. Che la sua Vita e la sua Parola sono per me una bella notizia da condividere.

Che cosa del Vangelo, del tuo incontro personale con il Signore, non ti ha lasciato indifferente? Quali sono le parole, gli incontri di Gesù che parlano alla tua Vita?

Questo è quello che possiamo narrare. Solo quello che vivo io, solo quello che ho vissuto. Abbiamo spesso “imbrogliato” i ragazzi raccontando loro cose alle quali forse nemmeno noi del tutto ci crediamo.” (“È BELLO CON TE!” Narrare il volto di Dio ai preadolescenti DON VINCENZO LUPOLI)

 

«Quello che abbiamo udito, quello che abbiamo visto con i nostri occhi, quello che abbiamo

contemplato e che le nostre mani hanno toccato della Parola della vita… noi lo annunciamo

anche a voi» (1Gv 1,1‐10).

 

Proviamo ad immaginare un attimo  quale Gesù presenterò a mio figlio/a, quale Dio?

Ai miei alunni ho sempre cercato di presentare un Gesù amico, al quale puoi porre domande e cercare assieme a Lui le risposte. Un Gesù che ti trova importante e interessante e che le proposte che fa sono perché la tua vita non sia banale, ma ben riuscita! E siccome una vita “ben riuscita” è una cosa grande, come tutte le conquiste delle cose grandi e importanti è impegnativa.

Nella mia carriera di insegnante una delle gratificazioni che mi ha colpito di più è stata quella che mi riferì un genitore che parlando a casa con i suoi genitori degli insegnanti disse di me: “il prof è severo, ma è anche giusto”. Non temiamo allora a proporre mete alte, ed essere cristiani che ce la mettono tutta per essere veri è una meta alta.

Noi  mettiamocela tutta e il Signore farà poi il resto, non dimentichiamolo.

Spesso noi siamo in difficoltà a parlare di Gesù ai figli perché  forse tutto sommato pensiamo che non c’entri molto con la vita. O forse dobbiamo ancora scoprirlo anche noi, perché nessuno ci ha aiutato o non vi abbiamo dedicato tempo e volontà oltre che cuore. Trasmettere un Gesù che parli alla loro vita, perché ha parlato alla nostra vita. Come dice qualche studioso un Gesù che faccia percepire ai ragazzi: “ È bello con te”.

Cosa può dire quindi Gesù a degli adolescenti?  Alcune indicazioni :

I ragazzi non sopportano i giri di parole, i discorsi altisonanti che mai arrivano al dunque infatti non si fidano di chi parla ma poi non sa accompagnare con i fatti le parole… ebbene tutto il parlare di Gesù è stato estremamente chiaro e concreto… di Lui si diceva che non parlava come gli scribi e i farisei…

 I ragazzi, tengono molto all’amicizia, stanno male perché non trovano amici… basta sfogliare le pagine dei Vangeli per renderli partecipi di quanto Gesù teneva all’amicizia… è stato perfino tradito da amici e a Giuda nell’orto degli Ulivi si rivolge chiamandolo amico…

Quando ai ragazzi capita di sbagliare li vedi subito che vorrebbero poter azzerare tutto e cominciare da capo…tra i migliori amici di Gesù ci sono uomini e donne che hanno sbagliato; non è un problema per lui il fatto che uno sbagli.

Se c’è una cosa che i ragazzi fanno fatica a digerire in questo momento sono i giudizi… sarebbe bello che ci fosse qui l’adultera a raccontar loro la meraviglia e la gioia che ha provato nel sentire Gesù che le dice “donna io non ti condanno”.

 Ai ragazzi piace trovare qualcuno con cui sfogarsi e a cui raccontare la loro vita, qualcuno che li ascolti… Gesù ha passato moltissimo tempo ad ascoltare e a raccogliere le confidenze della gente…

Spesso i ragazzi si lamentano perché gli adulti non si fidano di loro e non gli danno responsabilità o gliele tolgono al primo sbaglio… sarebbe bello ci fosse Pietro a raccontargli quello che è passato nel suo cuore quando sul lago di Tiberiade a lui che aveva abbandonato il maestro, sente che gli viene affidata la Chiesa!                                

(“È BELLO CON TE!” Narrare il volto di Dio ai preadolescenti DON VINCENZO LUPOLI)

 Un Ultimo aspetto è attenzione a cogliere l’ attimo, che non sia fuggente, ma che sia proficuo, non perdiamo le occasioni e le opportunità, che possono essere le più varie. Allora pregare come genitori di avere anche sotto questo aspetto il dono del discernimento.

 

qydiacdon

 

 

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