Iniziare con il piede giusto! 

Non sono il tipo da buoni propositi per il nuovo anno, non lo sono mai stato. Tuttavia è innegabile che l’inizio di un nuovo anno interroga la nostra vita… sulle cose belle, quelle brutte, e cosa vorremmo assolutamente cambiare! Bene, ma come si fa? Come si prende una nuova attitudine e come si fa a portarla avanti?
Non so voi, ma a me quando si parla di buoni propositi mi si arriccia la pelle e mi viene sempre in mente il detto popolare: la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni … e si perchè nuovo anno, nuovi propositi e tante tante buone intenzioni. Quante buone intenzioni ho avuto nella mia vita! Ma a dire il vero pochissime di queste iniziative sono andate a buon fine, anzi! Spesso sono state fonte di grande frustrazione e fallimento… Sembra quasi un paradosso: se non ci metti le buone intenzioni, sei un pigro che non vuole cambiare la sua vita, se ce le metti, il fallimento è dietro l’angolo!Ci sarà pure un’attitudine positiva.

Tu sei benedetto

C’è una storia su San Francesco che racconta che nei primi tempi della sua nuova vita, quando il papà di Francesco lo incontrava, incominciava ad insultarlo e a maledirlo. Deve essere stato terribile! Pensate… mentre Francesco cercava di vivere qualcosa di totalmente nuovo e che sentiva come vero e autentico, suo padre, colui che lo aveva cresciuto e che (dolente o nolente) era stato un suo punto di riferimento, lo insultava per questo cambiamento. La storia racconta che Francesco cedeva la sua elemosina ad un povero del paese affinchè lui, ogni volta che il padre lo insultava, lo bene-dicesse, cioè dicesse bene della sua vita e di quanto Dio lo amasse. Stupendo!

Tutti abbiamo bisogno che qualcuno faccia il tifo per noi! Tutti abbiamo bisogno di essere supportati nelle scelte di vita che facciamo. È talmente importante che la prima lettura, del primo giorno dell’anno, della prima messa, la chiesa propone questo brano del libro dei Numeri:

Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio, rivolga su di te il suo volto e ti conceda la pace Num6,22-27

Capisci? La cosa più importante che la chiesa vuole dirti il primo dell’anno è che tu sei benedetto. Che la tua vita vale, che i tuoi desideri contano. Che non importa quante volte hai fallito, perchè la tua vita vale la pena! Questo passo è stato talmente caro a Francesco che benediceva i suoi frati proprio con queste parole…

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Epifania del Signore: cercatori di Dio

Epifania festa della manifestazione del Signore Gesù a tutti i popoli, festa di luce, come ci ricorda l’evangelista Giovanni nel suo prologo, quando descrive così il mistero dell’incarnazione: “9Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.” (Gv 1,9).

Come l’alba di un nuovo giorno in cui la luce inizia a brillare piccola per diventare sempre più forte fino ad avvolgere ogni cosa così Dio si fa piccolo come il bimbo di Betlemme per diventare poi luce per ogni uomo che si pone in cammino per incontrare veramente Dio e accoglierlo in se.

Allora, come i magi anche noi dobbiamo alzarci e metterci in cammino per trovare quella luce che è Gesù nella ferialità della nostra vita quotidiana. Il cammino dei magi, diventa così l’immagine del nostro cammino. I magi sono passati dalla contemplazione di un evento naturale, la stella, alla Scrittura, fino all’ incontro con Gesù, riconoscerlo per ciò che è, il Figlio di Dio e adorarlo, si perché l’adorazione è dovuta solo a Dio, l’unico davanti al quale l’uomo deve prostrarsi. Anche noi possiamo intuire la presenza di Dio nella creazione, ma assieme a questo occorre che l’incontriamo nella Scrittura, in cui il Signore inesauribilmente ci parla e si fa conoscere per poi arrivare all’ incontro personale con Lui e lì riconoscerlo come veramente il Signore, la luce della mia vita, che mette in risalto ogni cosa non ultimo il nostro peccato, e consapevole della mia pochezza senza Lui che è la luce, il Salvatore, l’Emmanuele e adorarlo. Continue reading

Meditazione per i primi giorni dell’anno

 

Vangelo di S. Luca capitolo 2

“16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.” (Vangelo della Solennità di Maria SS. Madre di Dio)

Siamo già proiettati nel nuovo anno, che si apre davanti a noi, che avviene sempre durante il tempo di Natale.
Ecco davanti a noi la figura di Maria che, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. Ma cosa vuol dire quel custodiva?” È
l’atteggiamento di chi avendo scoperto qualcosa di grande, di prezioso, lo vuole proteggere, vegliandolo” Nello stesso tempo è anche un fare memoria di quello che le sta accadendo, medita sugli avvenimenti per penetrarli, capirne senso e significato richiamandoli alla propria mente. Maria ricorda con tutto sé stessa, non solo con la mente, ma con il cuore, cioè con la totalità della sua persona, senza avere la pretesa di comprendere tutto, ma abbandonandosi a Dio. Continue reading

Meditazione nella festa della Santa Famiglia 2018 – ciclo C

Famiglia, una realtà che ci coinvolge tutti. Una realtà variegata quella della famiglia, oggi. Famiglie mono genitoriali, famiglie cosiddette allargate, famiglie con problemi nelle relazioni fra genitori e figli e viceversa, famiglie che si sfasciano dopo un congruo numeri di anni di vita matrimoniale con i figli che, comunque, inevitabilmente, porteranno in sé questa frattura, fino ad arrivare a definire famiglia quella che famiglia non è quelle in cui non vi è la presenza maschile e femminile.

La festa di oggi, ci chiama a confrontarci con la famiglia come ci è consegnata nel progetto di Dio, come l’ha pensata Dio mettendoci davanti una famiglia particolare,, perché va contro corrente con la mentalità mondana sulla famiglia di oggi, che non si apre al mistero di Dio. Stiamo ancora contemplando il mistero del Natale, bene il Figlio di Dio che viene nel mondo ha scelto di venire in una famiglia. Poteva scegliere tanti altri modi, perché no? Del resto Dio è Dio! Continue reading

SANTO NATALE 2018 Accogliamo il Signore che viene. Buon Natale

Il Natale è fermarsi a contemplare quel Bambino, il Mistero di Dio che si fa uomo nell’umiltà e nella povertà, ma è soprattutto accogliere ancora di nuovo in noi stessi quel Bambino, che è Cristo Signore, per vivere della sua stessa vita, per far sì che i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni, siano i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre azioni. 
Celebrare il Natale è quindi manifestare la gioia, la novità, la luce che questa Nascita ha portato in tutta la nostra esistenza, per essere anche noi portatori della gioia, della vera novità, della luce di Dio agli altri.

(Benedetto XVI, Udienza Generale, 4 gennaio 2012)

Giorgione, L'adorazione dei pastori

L’immagine: Giorgione, L’adorazione dei pastori, 1500-1505

Il Natale è fermarsi a contemplare quel Bambino, il Mistero di Dio che si fa uomo nell’umiltà e nella povertà, ma è soprattutto accogliere ancora di nuovo in noi stessi quel Bambino, che è Cristo Signore, per vivere della sua stessa vita, per far sì che i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni, siano i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre azioni.

Celebrare il Natale è quindi manifestare la gioia, la novità, la luce che questa Nascita ha portato in tutta la nostra esistenza, per essere anche noi portatori della gioia, della vera novità, della luce di Dio agli altri.

(Benedetto XVI, Udienza Generale, 4 gennaio 2012)

Ecclesia in La NBQ

Meditazione sul Natale – 2018

E’ Natale, ma siamo proprio sicuri? Sì perché grazie alla tecnologia andando nella rete e cercando delle immagine per fare gli auguri di Natale ho trovato solo immagini di alberi di Natale, palline colorate, babbi natale, ma quasi nessuna che rappresentasse la nascita di Gesù, poi andando nella voce natività allora ho trovato le immagini classiche, tradizionale artistiche della nascita di Gesù. Allora mi veniva spontaneo riflettere, ma il Natale è questo? Solo luci, alberi addobbati, palline colorate e luccicanti, babbi natale con slitta e renne e pacchetti in carta colorata e patinata da aprire. Oppure stiamo veramente perdendo quella che è l’essenzialità del Natale, trasformando questa festa, essenzialmente cristiana, in una festa che di cristiano non ha un granché.

Natale è la contemplazione di un evento e di un mistero allo stesso tempo. Un evento che avviene nella notte, nel silenzio, nell’ umiltà, lontano da tutte quelle luci che si accendono in questo periodo e che dovrebbero rimandarci ad un’altra luce: “la luce vera, quella che illumina ogni uomo”, come scrive l’ Evangelista Giovanni all’inizio del suo Vangelo. Continue reading

IV Domenica di Avvento – si mise in viaggio in fretta …

“Eccomi sono la serva del Signore”, dice Maria all’ angelo nell’ annunciazione. Maria avrebbe potuto rimanere tranquillamente a casa a ripensare, meditare quanto le stava accadendo, ne avrebbe avuto tutte le ragioni, invece: “In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.”.

“ in fretta”… Va in fretta perché l’ angelo le ha annunciato un segno, che Ella da credente va a contemplare… non per avere una verifica di quanto le è stato annunciato!

“ in fretta”… perché vi una lieta notizia da comunicare e una speranza da annunciare!  Continue reading

IV Domenica di Avvento: La visitazione

Due donne si incontrano, mio Dio, due donne si testimoniano l’un l’ altra qualcosa di grande che sta accadendo nella loro esistenza. E il protagonista sei tu: tu che hai donato la gioia di essere madre ad una donna sterile come Elisabetta, già avanti negli anni, perché veda la luce l’ ultimo dei profeti dell’Antico Testamento: Giovanni il Battista; tu che hai chiesto a Maria la vergine promessa sposa a Giuseppe, di diventare la madre del Messia, di Gesù il tuo Figlio..

Due donne si incontrano, mio Dio, e dalla loro bocca sgorga la meraviglia e la gratitudine, la gioia e la speranza. Si tu stai operando in loro e la vita che abita il loro grembo è un dono inestimabile affidato alle loro cure perché si possa realizzare il tuo progetto di salvezza.

Come sarebbe bello mio Dio, se anche noi cristiani, incontrandoci, potessimo provare le stesse sensazioni di Elisabetta e di Maria. Come sarebbe bello se anche noi accettassimo di lasciare cadere tante parole inutili per diventare i testimoni della tua presenza nella nostra vita, in questa storia abitata dal tuo spirito.

R. Laurita

Risultati immagini per IV domenica di avvento anno C

 

III domenica di Avvento anno C – 2018- «E noi, che cosa dobbiamo fare?».

Abbiamo incontrato, in questo percorso di Avvento, Domenica scorsa, Giovanni Battista, che” percorrendo la regione del fiume Giordano”, predicava un Battesimo di conversione per accogliere il Signore che viene. La sua predicazione ha un forte impatto sulle folle che accorrono chiedendo: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Io concludevo la mia riflessione sulle letture dicendo che ciascuno di noi deve diventare e assomigliare al Battista, ad essere un po’ questa voce che grida in un mondo che oscilla fra l’ indifferente, il materiale, ma anche angosciato per i tanti segni di violenza, di male, di solitudine, di smarrimento di valori e di verità.
Verrebbe da chiedersi se i cristiani assolvendo alla loro missione di testimoni e di annunciatori e di testimoni sappiano ancora suscitare una domanda simile nelle coscienze degli uomini e delle donne di oggi o se non siano come il sale che sta perdendo il sapore … terribile se il sale perde il sapore, non serve più a nulla!
Chiederci se le nostre vite sono impregnate di Cristo e se lo porgiamo agli altri, con molta umiltà, ma anche con tanta chiarezza oppure se gli altri si allontano perché non riescono a cogliere in noi questa trasparire Gesù. Continue reading

Cosa dobbiamo fare – meditazione III Domenica di Avvento

Tu lo sai Signore, non è facile cambiare. Così noi spesso ci limitiamo a restauri di facciata, a qualche operazione di abbellimento, a qualche intervento di poco conto. Ma non è questo che ci chiedi attraverso il tuo profeta, Giovanni Battista. 

Tu domandi una trasformazione che raggiunge il profondo del nostro cuore e si manifesta in scelte e comportamenti nuovi, che toccano da vicino i nostri interessi, il nostro conto in banca e il nostro portafoglio. Tu ci chiedi di operare per una società più equa rinunciando al superfluo, a quello che abbiamo in più, per dare a chi manca del necessario.

Ci chiedi di vivere nell’onestà, praticando la legalità, nel rispetto delle regole, senza approfittare delle occasioni buone per aggiudicarci in poco tempo proventi e ricchezze spropositati.

Ci chiedi di rinunciare alla violenza, alle estorsioni e alle pressioni, e di accontentarci di quello che abbiamo, senza voler vivere a tutti i costi al di sopra delle nostre possibilità. E’ una buona novella, Signore, quella portata dal tuo profeta Giovanni, ma che non lascia le cose come stanno. Esige la decisione seria di cambiare la rotta della nostra esistenza per volgerci verso Dio e il suo progetto d’amore.

E’ difficile abbandonare il vecchio, Signore, ma se lo facciamo diventeremo cittadini del mondo nuovo che stai preparando.

R. Laurita