Guardarsi dall’ indagare curiosamente la vita degli altri

Figlio mio, non essere curioso; non prenderti inutili affanni, Che importa di questo e di quello? “Tu segui me” (Gv 21,22). Che ti importa che quella persona sia di tal fatta, o diversa, o quell’altra agisca e dica così e così? Tu non dovrai rispondere per gli altri; al contrario renderai conto per te stesso. Di che cosa dunque ti vai impicciando?
Ecco, io conosco tutti, vedo tutto ciò che accade sotto il sole e so la condizione di ognuno: che cosa uno pensi, che cosa voglia a che cosa miri la sua intenzione. Continue reading

Quaresima:Il rimedio di San Basilio per eliminare il peccato dalla propria vita

La medicina può essere dura da mandare giù, ma la sua efficacia è sorprendente

Vivendo in un mondo caduto, sperimentiamo tutti gli effetti del peccato. Molti di noi sono limitati da una schiavitù nei confronti del peccato a cui è difficile sfuggire.Qualunque sia la mancanza in questione, San Basilio ha un rimedio che crede ci libererà da ogni attaccamento al peccato nella vita.
In un’omelia ha scritto: “Sii gioioso, perché il medico ti ha dato una medicina che distrugge il peccato… il digiuno – un rimedio veramente degno del suo nome – quando introdotto nell’anima elimina il peccato in agguato in essa”. Continue reading

Con quale cuore stai affrontando la tua vita?

È quello che capita nel cuore la vera svolta di tutto. L’igiene del cuore dovrebbe essere la nostra prima vera preoccupazione. È lì che si gioca veramente il nostro destino.
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo».

Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo». (Mc 7, 14-23)

“Poi, chiamata la folla a sé, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete: non c’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; sono le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. [Se uno ha orecchi per udire oda.]»”. La rivoluzionaria considerazione che Gesù pronuncia nel Vangelo di oggi è come una sorta di rivoluzione copernicana nella visione religiosa non solo di Israele ma anche di ciascuno di noi. Infatti Gesù afferma che la vita non è buona o cattiva a seconda di ciò che c’è fuori di noi e che entra in noi. Continue reading

“Tutto è possibile per chi crede” dice Gesù. Ci credi veramente?

Nel Vangelo di oggi assistiamo al dialogo tra la disperazione della preghiera di un padre e la misericordia di Gesù che dice “tutto è possibile per chi crede”. Ma allora il problema è un altro: ci credo veramente?

E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro. Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». Gli rispose uno della folla: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e non vi rientrare più». E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi. Continue reading

VII Domenica ordinario C – “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano”

Già Domenica scorsa la Parola che il Signore ci rivolgeva era particolarmente forte con le contrapposizioni benedetti- maledetti, poveri beati e ricchi che hanno guai, oggi il testo del Vangelo ci lascia senza fiato, quasi sgomenti! Gesù sta come dipingendo la figura del discepolo ideale e

l’immagine che sta facendo ci appare, a un primo approccio anacronistica, fuori dal mondo, o almeno dal mondo con il quale noi dobbiamo fare i conti tutti i giorni. Non possiamo certamente dire che, anche se vi sono segni di bontà, di interesse per l’altro, il contesto nel quale viviamo non si possa catalogare come un contesto violento, dove le relazioni, anche quelle che non sfociano apertamente nell’ odio, non siano sempre facili e a volte segnate da un sentimento di astio, di ostilità. Continue reading

Siate misericordiosi, come il padre vostro è misericordioso. (Lc 6,36)

Mi hanno detto che i cristiani sono quelli che porgono l’ altra guancia, che fanno del bene a chi li odia, non prestano, ma regalano, pregano per i propri nemici. Mi hanno detto che lo devo fare perché lo vuole Gesù, e la Chiesa che trasmette la sua volontà. Mi hanno detto che un giorno avrei ricevuto un premio, se non prima in Paradiso. Venivo da te con l’ orgoglio di essere a posto. Credevo di sentirti e tu ti nascondevi. Ma un giorno il salto è stato troppo difficile, il mondo mi ha detto: “Stupido” ed io ci ho creduto. Continue reading

VI Domenica Ordinario C – 2019 – Gesù disceso con i Dodici si fermò in un luogo pianeggiante…

Se vi è una caratteristica nella Parola del Signore che abbiamo ascoltato oggi sono le contrapposizioni. [Voi ragazzi sapete cosa sono le contrapposizioni?
Vi faccio un esempio: bianco-nero; sano-malato]

Allora abbiamo ascoltato nella prima lettura questa contrapposizione: maledetto- benedetto. Benedetto è l’uomo che si compiace della legge del Signore e l’empio è colui che non la segue. Anche nel Vangelo da una parte vi sono i beati e quelli che, ahimè, hanno i guai i ricchi, i gaudenti, chi si diverte senza pensare e cercare niente altro di ciò che possa dargli piacere, gli spensierati.

Sono parole molte forti quelle che Gesù pronuncia!

Vediamo la prima lettura, quella del profeta Geremia. Da una parte abbiamo i maledetti e i benedetti. Chi è benedetto? La persona che confida nel Signore, cioè che ha fiducia in Lui e non nelle proprie ricchezze, che non ha fiducia solo nelle proprie forze, solo in sé stesso, ma che si abbandona nelle mani del Signore, consapevole che quanto ha è dono di Dio e non solo delle capacità e delle forze umane. In Dio trova consistenza, fondamento stabilità.

Coloro che vivono questo atteggiamento sono quei poveri di cui parla Gesù nel Vangelo, in Matteo quando dice: “Beati i poveri in Spirito”, ma che sono anche quei poveri di cui parla Luca in questo discorso di Gesù. Continue reading

Beati … – Lc 6, 17. 20-26 – 6 domenica ordinario anno C

Questo Vangelo di oggi, Gesù non posso proprio digerirlo così com’è. Vorrei poter prendere dal mio tavola la boccetta della scolorina e stenderla a profusione su tutto quello che non mi piace. Perché sono contento quando mi sento dire “Beato”, quando mi sento promettere la felicità, quando mi si annuncia  che Dio prende a cuore la sorte della mia vita.

Ma non posso accettare che ci siano anche dei “guai”, degli avvertimenti che incombono come delle minacce. Non posso accettare che si metta in discussione la mia situazione di benessere la mia tranquillità e la mia sicurezza, la mia sazietà ed i miei agi. Continue reading

V Domenica ordinario C – 2019: “Eccomi Signore … manda me”

“Eccomi Signore manda me” è la risposta del profeta Isaia che ha visto la grandezza di Dio e, come accade sempre, quando l’uomo fa questa esperienza scopre tutta la sua inadeguatezza, la sua piccolezza e fragilità. Nello stesso tempo è anche consapevole di vivere “in mezzo a un popolo dalle labbra impure”. Un popolo dove dilaga la corruzione e che non ha più punti di riferimento.

Ecco, quindi, che alle parole: “chi manderò, chi andrà per noi”, dichiara di essere pronto ad andare. Il cristiano è un mandato un inviato come il profeta nel mondo per essere testimone della fede aderendo al Vangelo, annunciando che siamo in cammino verso un futuro che va oltre il tempo e oltre la storia e che è pienezza di vita. Per tanti aspetti sembra che il mondo di oggi non sia poi così dissimile da quello di Isaia. Il cristiano è chiamato a confrontarsi con un contesto difficile dove la fede viene confusa in una Babele di linguaggi e di proposte che riducono l’uomo a quello che non è, lo riducono solo alla dimensione umana, terrena, materiale, preda e vittima di passioni e istinti insensati. Linguaggi che negano la trascendenza e la dimensione interiore, spirituale che è presente in ciascuno di noi. Continue reading

IV Domenica tempo ordinario C

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». 
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

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Questo Gesù, dovevi prevederlo … Com’era possibile che accettassero una realtà  così sconvolgente! Il Messia, dunque, sarebbe uno di loro, un abitante di questa Galilea delle genti, l’artigiano di un povero villaggio, il “figlio” di Giuseppe? Continue reading