IL CORONAVIRUS E I MERCENARI CHE ABBANDONANO LE PECORE Per la prima volta in duemila anni l’Italia, il centro della Cristianità, resterà totalmente senza le Messe con partecipazione di popolo (stiamo vicini ai tanti buoni pastori, che pure ci sono, pronti a dare la vita)

Si dicevano rivoluzionari e si sono svelati tanti pavidi don Abbondio. Niente più ponti, ma muri e molto alti, invalicabili. […]
Non si vede in giro nessun san Carlo Borromeo. Tutti rintanati nelle Curie. I “medici” che avrebbero dovuto curare le anime hanno abbandonato il gregge, addirittura aderendo senza nulla obiettare al decreto governativo che sospende in tutta Italia, fino al 3 aprile, le messe con la presenza di fedeli. Un fatto senza precedenti. […]
Per la prima volta in duemila anni il paese che è il centro della cristianità resterà totalmente, e per giorni, senza messa.
Un evento che potrà lasciare indifferenti atei e agnostici, ma per milioni di cattolici è un vero choc. Non solo perché vengono privati del sacrificio eucaristico proprio in una tragica situazione epidemica, nella quale più si avverte il bisogno di pregare, ma anche per quello che la messa è di per sé. Padre Pio da Pietrelcina diceva: “il mondo potrebbe stare senza sole, ma non potrebbe stare senza la Santa Messa”.
Un paradosso con cui il santo mistico intendeva far capire l’infinito potere di intercessione e protezione che è – per l’umanità intera – il rinnovarsi quotidiano del sacrifico di Cristo sulla croce: il grande esorcismo che protegge il mondo dal male e dall’autodistruzione.

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Gli angeli, don Marcello: “Esistono, ecco le prove”. Padre Pio e Natuzza Evolo, cosa nasconde la Chiesa

“Gli angeli esistono, io ho le prove”. L’intervista di Don Marcello Stanzione al Quotidiano nazionale è, come minimo, spiazzante. Definito “il più grande studioso delle figure celesti” e in prima linea nella lotta a sette, magia e occultismo, il fondatore della Milizia di San Michele Arcangelo vuole riportare sulla retta via i giovani che “attratti da esperienze soprannaturali e dalla new age, si lasciano irretire dall’astuto diavolo”. Gli angeli, spiega, don Marcello, “sono esseri soprannaturali immortali, impegnati costantemente nella lotta invisibile contro i demoni, gli angeli malefici, che abitano i principati e le potestà dell’aria”.

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Arcangeli: chi sono e qual è la loro funzione?

 

La Chiesa cattolica riconosce l’esistenza di soli tre Arcangeli, ovvero i tre citati nelle Scritture: Michele (“chi è come Dio?”), Gabriele (“forza di Dio”) e Raffaele (“medicina di Dio”).

Questa precisazione è doverosa, perché si potrebbe obiettare che nei testi del passato sono citati altri arcangeli, fino ad arrivare al numero di sette nel Libro di Enoc: Uriel, Raffaele, Raguel, Michele, Sariel, Phanuel e Gabriele. Il sistema di sette arcangeli è infatti una antica tradizione di matrice giudaica.

La Chiesa cattolica, tuttavia, ha ritenuto doveroso porre un freno a interpretazioni arbitrarie e troppo fantasiose di testi non appartenenti alle Sacre Scritture canoniche. Ricordiamo infatti che tutte le singole tradizioni devono essere vagliate e verificate in accordo con quanto riportato nella Sacra Scrittura canonica, unica vera Rivelazione.

Dunque, riguardo agli Arcangeli, si è stabilito in epoca Medioevale, che fossero resi leciti il culto e la venerazione dei soli tre arcangeli citati dalla Bibbia. Michele, Gabriele e Raffaele, appunto. Anche in passato, nella Chiesa primitiva, fu grande l’impegno per impedire che il culto degli angeli, influenzato da pratiche eterodosse e dalle tradizioni pagane dei messaggeri divini, potesse sfociare in una forma di idolatria.

Nel 1992 il decreto Litteris Diei ha sancito che “è illecito insegnare e utilizzare nozioni sugli angeli e sugli arcangeli, sui loro nomi personali e sulle loro funzioni particolari, al di fuori di ciò che trova diretto riscontro nella Sacra Scrittura; conseguentemente è proibita ogni forma di consacrazione agli angeli ed ogni altra pratica diversa dalle consuetudini del culto ufficiale.”

Chi e cosa sono gli arcangeli?

L’esistenza degli angeli è una verità di fede. La loro presenza nella Bibbia ne è la testimonianza più inoppugnabile. Si tratta di esseri incorporeispiritualiperfetti, creati da Dio all’inizio dei tempi con lo scopo di farne i suoi servitori e messaggeri. Essi contemplano da sempre e per sempre il volto di Dio, pronti ad accorrere a ogni suo comando, attenti ascoltatori ed esecutori della Sua parola. Continue reading

I SETTE ARCANGELI O SETTE SPIRITI ASSISTENTI

I SETTE ANGELI NEL PANORAMA CATTOLICO
• Nel capitolo 12 del Libro di Tobia, l’Angelo Raffaele rivelandosi al giovane protagonista del racconto e al di lui padre, così disse: «Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono al servizio di Dio e hanno accesso alla maestà del Signore» [Nuova Edizione San Paolo 2014] .
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• Molti autori e ancor più numerosi Santi ritengono che di questi Sette, vi sia menzione specifica in diverse parti dell’ Apocalisse di San Giovanni, specialmente al capitolo 1 allorché si dice: “Grazie a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai Sette Spiriti che stanno innanzi al suo Trono”.
• Ma è soprattutto nell’ 8 capitolo che, il testo greco dell’ Apocalisse recita:« εἶδον τοὺς ἑπτὰ ἀγγέλους οἳ ἐνώπιον τοῦ θεοῦ ἑστήκασιν» cioè a dire: « ho visto i Sette Angeli che sono ritti davanti a Dio»; ciò a indicare che, San Giovanni allude ad un gruppo reale di Spiriti Celesti, dotati di grande dignità innanzi all’ Eterno, che lo assistono particolarmente, e non sono soliti, se non in qualche rara circostanza, essere da Dio inviati per opere e ministeri esteriori (diremmo anche minori).
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• Non è un caso che a Maria Vergine sia stato inviato proprio uno di questi, come tramandatoci dall’Evangelista Luca: “Sono Gabriele che sto al cospetto di Dio”.
• Tale sentimento trovasi presente nel libro di Daniele Dn 10,13 ove si fa cenno a “primi principi”, che vengono in soccorso dell’umanità, tra i quali Michele è il Principe Massimo Dn 12,1.
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• Non è un caso altresì che, due tra le più straordinarie Sante del Cattolicesimo, abbiano goduto della protezione salvifica di uno dei Sette Spiriti.
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• Uno dei Sette Angeli fu infatti il custode di Santa Faustina Kowalska, la meravigliosa e straordinaria propagatrice della Divina Misericordia, alla quale questo Spirito ebbe a rivelarle: “Sono uno dei Sette Spiriti (c.f.r. Ap. 1,4) che stanno giorno e notte davanti al Trono di Dio e l’adorano senza posa…” .
Uno dei Sette Angeli fu inoltre il custode di Santa Maria Margherita Alacoque, la Beata divulgatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù Cristo, cui il custode rivelò quanto segue: “Voglio dirti chi sono ,cara sorella, affinché tu sappia quanto amore ha per te il tuo Sposo. Sono uno dei sette spiriti (c.f.r. Ap. 1,4) più vicini al trono di Dio e che più partecipano alle fiamme del Sacro Cuore di Gesù Cristo….” .

Alla visitandina suor Maria Amodea Blonè i Sette Angeli apparvero fisicamente dicendole: “Quando voi verrete alla Patria nostra vi ringrazieremo della carità, che ci avete usata. Siate divota de’ Sette Spiriti Beati, che assistono al Trono dell’Agnello Divino & abbiate fiducia in essi, perché non mancheranno di proteggervi in ogni bisogno”.

Alla Suora Maria Geltrude del Monastero di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, di Firenze, maestra di Novizie, uno dei Sette apparve fisicamente inducendola ad abbracciare la mistica Croce che le indicava Cristo: « Dai chi fosse; ed Essa : e: non temere: non ti è concesso saperlo: molte cose Ti mancano: abbassa la fronte: più obbedienza» Allora io che ne avevo l’obbedienza, le dimandaiSe fosse o no uno Spirito Celeste, ed Essa rispose: non è ancor tempo di saperlo, non Lo meriti ancora. Nuovamente mi fu imposto di ripetere questa domanda alla opportunità in nome Sacerdotale. In breve tornei di fatto’ a vederla avente in mano unaCroce, ed io ripetei nel modo prescrittomi la domanda; allora udii dirmi : « Io sono uno degli Assistenti al Trono di Dio: guarda questa Croce: qui consiste tutto: volgi la mente a questa: conserva la parità del cuore: rassegnati ai Divini voleri. Passai molti giorni in gravissimo abbattimento per la forza delle gravissime tentazioni sopra indicate, così che mi credeva cadere nell’ Inferno. Avvenne intanto che nel solito smarrimento de’ sensi (mi sembra di poter dire) veddi la solita Persona (la quale or si dirà uno de’ sette beati Spiriti, che assistono al trono di Dio) con molte Croci in mano; mi diè la più grande dicendomi non temere del peso= qui sta collocata la tua sal vezza: non rigettarla: prendila con prontezza: ne sentirai ogni conforto: è volere di Dio: no non temere: non resistere».

A Suor Maria Lataste proprio Nostro Signore fece vedere in estasi: « nove gradoni o nove gradinate sovrapposte…Al di sopra di queste gradinate… un magnifico trono, fatto dell’oro più fine e più brillante…Attorno al trono… prosternati in ginocchio, sette giovani, più brillanti rispetto a quelli delle gradinate, perché erano più vicini al trono di luce» rivelandole che «… i sette giovani uomini intorno al trono, i sette angeli che sono sempre davanti al Padre mio… che rimangono sempre in adorazione davanti a lui e ai quali affida l’esecuzione dei suoi ordini …».

Clamorosa l’apparizione di uno dei Sette Angeli a suor Angela Teodora Parra y Carvajal, venerabile Madre, della Villa de Aunon, dell’Arcivescovato di Toledo. Si racconta, in un capitolo della sua vita, della presenza dell’Angelo Custodeche le trapassò il cuore con una saetta con la punta infiammata. Questo Angelo le si rivelò in un momento di particlare difficoltà: «Quando questa serva di Dio sopportava queste tribolazioni, o molte altre volte senza tenerle, erasolita tenere consolazione dal Santo Angelo che la confortava e l’aiutava,apparendole in vista interiore, consolandola e animandola a soffrire per l’onore e la Gloria di Gesù Cristo. Le disse che era di Gerarchia Superiore: uno dei Sette Arcangeli, che la Scrittura riferisce assistere al Trono di Dio».

La amorosa manifestazione dei Sette Angeli fu per nostro insegnamento non solo visibile ma anche mirabile e stupenda nella vita di Santa Ludovina. “Un giorno fu tratta a contemplare il suo Sposo Divino, che stava tra Sette Angeli più rispettabili di ogni altro, ed era ossequiato da moltissimi altri, il quale dirigendo verso di lei amorosi sguardi e mostrandole le sue ferite divine come sposo del SS. Sangue, le infuse il sentimento doloroso delle sue stesse ferite” – (in La divozione ai Santi Angeli Custodi, del P- Pasquale de Mattei della Compagnia di Gesù).

Sette Angeli si manifestarono per come raccontano alcuni biografi a Santa Caterina da Bologna, a circondare la Vergine dei dolori

Maria Valtorta, la straordinaria veggente di Caserta, contemplò in estasi i Sette Arcangeli, – QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 119 / 13 settembre 1943 sotto la croce, chini sul dolore di Gesù e Maria, e fra essi intravide S.Michele e S. Gabriele: “ L’arcangelo Michele, che voi invocate nel Confiteor, ma secondo la vostra abitudine, con l’anima assente, era presentealla mia morte in Croce. I Sette Grandi Arcangeli che stanno in perenne davanti al Trono di Dio, erano tutti presenti al mio sacrificio (..) Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce, tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato a Me, Giudice supremo e Re altissimo”.

Ma è la Venerabile Maria D’ Agreda ad aver profetizzato il futuro riconoscimento dei Sette Arcangeli. Tra le varie informazioni rese su di loro, nel Capitolo 2, del primo settimo Mistica Città di Dio, dal titolo: Si spiega il modo in cui il Signore manifesta all’anima mia i misteri e la vita della Regina del cielo nello stato in cui sua Maestà mi ha posto, ella dice: «Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello». Conobbi che tale angelo e gli altri sei erano tra i più vicini al trono della Trinità e che era stata data loro la potestà speciale di castigare l’ardire di chi si fosse macchiato dei suddet¬ti misfatti dopo che si era manifestato il mistero salvifi¬co con le opere, l’insegnamento e il sacrificio di Cristo»
• Tuttavia i nomi dei Sette Angeli furono rivelati , tutti per intero, soltanto nella seconda metà del ‘400 al Beato Amadeo da Sylva, frate francescano, confessore di Papa Sisto IV, affinché tale conoscenza, un giorno, fosse definitivamente celebrata nella cristianità, quando un nuovo pastore, un secondo Pietro, avrebbe rifondato la Chiesa, e unito le confessioni cattoliche, eliminando errori dottrinali e false credenze. Condotto in estasi dall’Arcangelo Gabriele, Amedeo apprende finalmente per bocca del medesimo Santo Nuncio diverse verità rimaste misconosciute: – “Sette Angeli siamo, che veneriamo la Genitrice del nostro Dio, superiamo tutti gli altri del vostro genere” — “non indico con il nome di Arcangelo il secondo Coro che sale verso l’alto ma tutti quegli Spiriti che sono chiamati Angeli Superiori: tuttavia questa sentenza non fu impressa negli ecclesiastici: infatti oggi voi continuate a preporre i Santi uomini a tutti noi Angeli” – “Non ho enumerato i sette nomi di costoro, imparali ora: Michele è il primo, io sono il secondo, Raffaele mi segue, a lui, in vero, segue Uriele, tuttavia ad Uriele segue Sealtiele, allo stesso Geudiele, il settimo è Barachiele” .
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• In seguito, un sacerdote siciliano, Antonio lo Duca, tornato a Palermo per insegnare canto liturgico, scoprirà in una chiesetta situata a pochi passi dalla cattedrale, sotto cumuli di polvere e cianfrusaglie, antichi affreschi, nei quali si notavano raffigurati i Sette Angeli dell’Amodeo, con nomi e motti identificativi. Da qui riuscirà a promuovere, anche mediante eventi straordinari la costruzione di una Chiesa loro dedicata nel centro della Cristianità: la odierna Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dopo che i Sette Angeli lo trassero in estasi, rivelandogli il luogo esatto ove costruire il tempio.

Più recentemente il Beato Bartolo Longo, il Beato Giustino Maria Russolillo, il Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, e i Santi Annibale Maria di Francia e San Leonardo Murialdo, ripresero la tradizione dei Sette Arcangeli, finanche quella onomastica, adoperandola per l’accrescimento della Chiesa; dando vita pure a importanti ordini religiosi.

Da: i sette arcangeli avv. Carmine Alvino

 

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I nomi dei Sette Arcangeli, i loro compiti e il loro significato

I sette Arcangeli che stanno dinnanzi al trono di Dio sono Michele, Gabriele, Raffaele, Varachiele, Gudiele, Salatiele e Uriele. Tutti i nomi degli arcangeli finiscono in “-ele” (in ebraico: il): perché? Nella lingua ebraica, questi nomi sono dei composti che contengono tutti la parola “Dio” (-Il).

Michele in Italiano viene erroneamente tradotto come interrogativo “chi è come Dio?” mentre in ebraico Miha significa “forza”: il suo vero significato è “Potenza di Dio”. Quando preghiamo san Michele Arcangelo? Per tutte le battaglie del corpo e dello spirito, per rimanere saldi nelle tentazioni e nei digiuni.

Gabriele significa “Uomo di Dio” e non è un caso che l’Arcangelo Gabriele fu mandato da Dio alla santissima Vergine Maria per annunciare il suo parto: il nome era indicativo della sua missione. L’Arcangelo Gabriele aveva inoltre già svolto la funzione di messaggero presso altri grandi personaggi della storia biblica, come al profeta Daniele e a Zaccaria. Viene dunque pregato per i viaggi (in quanto messaggero).

Raffaele significa “Comandante Divino” ed è famoso per aver protetto Tobia e Sara nella loro notte di nozze, e per aver guarito il padre di Tobia dalla cecità: viene invocato per la guarigione dell’anima e del corpo.

Varachiele significa “Benedizione Divina” e nel Terzo Libro di Enoch viene descritto come comandante di 496’000 angeli e appartiene al coro dei Serafini. Viene ritenuto dalla Tradizione ortodossa come comandante degli Angeli delle case, coloro che proteggono le nostre abitazioni.

Gudiele è l’Angelo del Pentimento, colui che motiva gli esseri umani a pentirsi e a cercare Dio. Sebbene non sia molto conosciuto, la tradizione lo identifica come uno degli Arcangeli più potenti, con miriadi di angeli al suo comando.

Salatiele significa “Il più alto servo divino” ed è l’Arcangelo responsabile di raccogliere le preghiere degli uomini e portarle a Dio. E’ quindi un arcangelo dal ruolo importantissimo: ricordiamocelo quando preghiamo. Viene menzionato nel Libro di Ezdra.

Uriele, il cui nome significa “Luce divina”, è l’angelo che spiegò al profeta Ezdra i misteri di Dio, ed è responsabile di gestire la luce e le energie create da Dio, secondo la Tradizione ortodossa.


 

PER LA PONTIFICIA ACCADEMIA BIBLICA I SODOMITI NON PRATICAVANO L’OMOSESSUALITA’, MA ERANO POCO ACCOGLIENTI (UN’ PO’ COME SALVINI) L’omosessualità, che per la Chiesa è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio, oggi è riabilitata dai biblisti (che si sono dimenticati la dottrina della Chiesa)

Una corposa e sistematica revisione della dottrina cattolica sull’omosessualità partendo da una lettura per lo meno parziale della Scrittura. E’ quanto emerge dalla sezione dedicata ai rapporti tra persone dello stesso sesso contenuta nel libro Che cosa è l’uomo? redatto dalla Pontificia Accademia Biblica (PAB). Come già scritto il testo viene presentato come una «lettura antropologica sistematica della Bibbia», commissionata «dal Papa in persona».
Indagheremo qui la sezione dedicata all’omosessualità che occupa circa lo spazio di dieci pagine.
Evidenziamo innanzitutto il seguente passaggio: «Va subito rilevato che la Bibbia non parla di inclinazione erotica verso una persona dello stesso sesso, ma solo degli atti omosessuali» (n. 185). Sul piano scritturistico si potrebbe però citare San Paolo: «Né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio» (1 Cor 6, 10).

NÉ EFFEMINATI, NÉ SODOMITI
Questa citazione si offre a due riflessioni. La prima: per sodomiti Paolo potrebbe intendere sia coloro che compiono atti di sodomia, sia coloro vivono una condizione di omosessualità. Non si può escludere quindi che il testo si riferisca anche all’inclinazione omosessuale. Continue reading

Critiche alla statua pro-life, ecco chi c’è dietro

La cristianofobia non è solo jihad, leggi liberticide, ideologie disumanizzanti… La cristianofobia parte dal giardino di casa propria. Come a Mentone, dove abortisti e femministe si sono letteralmente scagliati con i propri strali contro una statua sistemata nel giardino dell’Hôtel des Ambassadeurs, sede della prima Biennale d’Arte Contemporanea Sacra, che ha come tema «Ode alla vita». L’importante manifestazione ha un respiro internazionale, riunisce oltre 200 artisti provenienti da tutto il mondo. Ma questo a molti, a troppi non interessa.

 

Loro si sono fissati su quella scultura monumentale in bronzo, realizzata dalla nota artista Daphné du Barry; scultura, divenuta simbolo dell’importante manifestazione e raffigurante la Vergine Maria piangente, china nell’atto di raccogliere sette feti abortiti, per terra, ai suoi piedi. Per questo è stata intitolata «Notre-Dame des Innocents», Nostra Signora degli Innocenti. Appena installata, è divenuta subito bersaglio di feroci proteste da parte dei gruppi pro-choice, scatenatisi anche via social: han definito l’opera d’arte «brutale», il suo messaggio «choccante», forti pressioni sono state subito esercitate sul Sindaco affinché la rimuova o quanto meno la faccia sparire dalla vista dei passanti.

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LA TESTIMONIANZA Tutti per la pachamama. E noi cristiani perseguitati?

Nel mio Paese, come cristiani siamo appena l’1% e perseguitati. Noi stiamo morendo da anni difendendo la nostra fede in Cristo, ma per cosa? Il sangue versato dai martiri per difendere la propria fede, ma per cosa? Per poi vedere che la Chiesa si abbassa davanti agli idoli pagani? Questo è il mio dolore…

Ho letto molto in questi giorni quello che è stato scritto sulle statue della pachamama, che sono state gettate nel Tevere pochi giorni fa. Dalla “richiesta di perdono” di papa Francesco ai commenti degli amici di Facebook e i vari articoli scritti, a favore e non. Ho persino letto i tweet di sacerdoti che hanno fatto di tutto per difendere la presenza in chiesa di queste statue. I loro argomenti hanno creato un’enorme confusione nella mente di molti cattolici che ora – a quanto si legge sui social – non sono più in grado di distinguere tra una statua della Madonna e dei santi e gli idoli pagani.

Questa situazione mi fa molto male e voglio spiegare il perché. Sono una cristiana pachistana. Dal paese da cui provengo, come cristiani siamo appena l’1% della popolazione totale. Un numero così piccolo che fa impressione. E quell’1% è sempre a rischio di riduzione in un numero ancora inferiore a causa della persecuzione che ci circonda.

Dal paese da cui provengo, ogni cristiano è pronto a morire per la sua fede. Nessuno di noi ci penserebbe nemmeno una volta a dare la sua vita per ciò in cui crede. Insegniamo persino ai nostri bambini lo stesso amore per la nostra fede e di essere pronti a morire per essa, perché questo è ciò che rischiano ogni volta che vanno alla Messa con la loro famiglia. Lo so che è difficile pensare di dire una cosa del genere ad un bambino, ma lo facciamo. Anche io l’ho dovuto dire alla mia sorellina, e non una sola volta mi ha chiesto: «Ma perché devo morire?»

Noi cristiani stiamo morendo da anni difendendo la nostra fede in Cristo, ma per cosa? Il sangue versato dai martiri per difendere la propria fede, ma per cosa? Per poi vedere che la Chiesa si abbassa davanti agli idoli pagani?

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LA STATUA DI UNA MADONNA CIRCONDATA DA BAMBINI MAI NATI FA GRIDARE ALLA CENSURA La Francia permette alle Femen atti osceni e blasfemi, ma vuole vietare le statistiche sugli aborti compiuti e punisce con il carcere il reato di ”intralcio all’aborto”

Mentre a Parigi sfilano seicentomila persone per dire no alla Pma senza padre e alla sofferenza dei bambini privati di un genitore, la Francia si scorna sui bambini di bronzo ai piedi di una statua della Vergine Maria. Si chiama Notre-Dame des Innocents, è stata installata sul piazzale dell’Hotel des Ambassadeurs a Mentone, dove si svolgerà fino al 31 ottobre la prima Biennale di Arte Contemporanea Sacra (Bacs).
E fin qui nulla di strano, la mostra, un’Ode à la Vie, vuole esaminare «come gli artisti contemporanei stanno rispondendo, attraverso la loro arte, ad alcune delle principali sfide che la vita rappresenta, come registrano il cambiamento e come immaginano il futuro», ha spiegato Liana Marabini, presidente della Biennale. Il problema è che l’opera sacra, istallata in uno spazio pubblico e scelta anche per la copertina del catalogo, rappresenta la Madonna inchinata verso sette piccolini mai nati, alcuni ancora attaccati al cordone ombelicale, altri intenti a proteggersi il volto con le mani.

PICCHETTO ABORTISTA INTORNO ALLA MADONNA Continue reading

L’Onu prima fa danni, poi anche…

E poi c’è chi vuol far credere che siano tutte fantasie della Destra, magari estrema, di Salvini e dei soliti sovranisti… Tutt’altro! A parlare di «sostituzione di massa» è un rapporto dell’Onu intitolato «Replacement Migration», recentemente diffuso. Ciò che vi si legge, è molto chiaro: «Le proiezioni delle Nazioni Unite – è scritto – indicano che, nei prossimi cinquant’anni, le popolazioni di quasi tutti i Paesi europei e del Giappone dovranno affrontare l’invecchiamento della popolazione ed il declino demografico», fenomeni che lo stesso studio definisce ormai «impressionanti e critici».

«Queste nuove sfide – aggiunge – richiederanno una revisione globale di molte delle politiche e dei programmi esistenti, compresi quelli sulle migrazioni internazionali».
Perciò la relazione prende in considerazione «l’immigrazione di sostituzione» o «Grande sostituzione» o «sostituzione etnica», comunque la si voglia chiamare, come risposta a tale emergenza «per otto Paesi a bassa fertilità (Francia, Germania, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Federazione russa, Regno Unito e Stati Uniti)», nonché, più in generale, per l’ambito europeo. L’idea è vecchia: in pratica si propone di risolvere i problemi generati dai «bassi tassi di fertilità e di mortalità» non, come vorrebbe il buon senso, dando il massimo sostegno a nuove politiche familiari, che incentivino la natalità, bensì ricorrendo agli stranieri ed “importando” in massa immigrati, senza tener conto dei costi sociali e del caos culturale intrinseco ad un simile azzardo. Tale processo viene anzi definito come «l’unica opzione a breve-medio termine», per dar apparente soluzione ad un problema che le stesse Nazioni Unite hanno contribuito a provocare, sostenendo per decenni ed ancora oggi favorendo sterili campagne abortiste ed eutanasiche, tutte protese ad una progressiva ed inarrestabile desertificazione demografica del mondo. Continue reading