Veglia Pasquale nella notte Santa* , notte di gioia, notte di speranza, notte di salvezza! omelia.

La notte è una realtà polivalente. Realtà che si carica di significati diversi.

Vi sono notti cattive, ostili all’ uomo, in cui all’ orizzonte della mente si affacciano pensieri bui e  immagini tenebrose, che ci intimoriscono e ci fanno paura. Riaffiorano colpe ed episodi che pensavamo di avere rimosso da sempre!

Vi sono le notti dello sballo per fuggire dal vuoto profondo che invade il cuore dell’ uomo alla ricerca di significato.

Notti in cui insegui un sogno che vorresti vedere realizzato e che insegui una speranza.

E quante notti di sofferenza e di solitudine nella vita dell’ uomo.

Non mancano, neppure, le notti  del tradimento, del peccato, che spezzano il nostro legame con il Signore, che comunque non smette di amarci.

Vi è la notte in cui le tenebre regnano nel cuore di questo mondo, la notte della persecuzione dell’ innocente, (cfr. Lc 22,53), che ancora oggi si compie, la notte di colui che è perseguitato e ucciso senza colpa.

La notte, questa realtà  che sembra così lontana dalla luce si può riempire di luce…  quando essa diventa un tempo privilegiato di rivelazione in cui Dio si fa vicino all’ uomo, si fa conoscere a lui e alla sua coscienza. E allora la notte si riempie di verità su Dio e sull’ uomo!

Una notte come questa, luminosa riempita della presenza di Dio, esattamente come la luce si è diffusa prima dal cero e poi alle candele che ognuno di noi portava fino a riempire tutta la chiesa.

Luce di quella fede nel risorto che deve possedere ciascuno di noi, i nostri cuori che faticano tante volte ad aprirsi, fede che a volte è tremula e vacillante, ma che può ricevere energia nuova dal Signore stesso e dai fratelli che con noi sono in cammino. Luce di fede che deve  infiammare sempre di più le nostre comunità in questo tempo difficile di martirio, in cui tanti fratelli versano il sangue perché non hanno paura di confessare Cristo.

In questa notte Dio ci parla. Attraverso la sua Parola siamo stati condotti alle origini della nostra esistenza, un’ origine  che va oltre la storia, oltre il tempo, che è collocata nella volontà, nella libertà e nell’ amore di Dio.

Attraverso questa parola abbiamo ripercorso un cammino, ma non un qualunque cammino, un cammino di salvezza in un susseguirsi di eventi uniti fra loro fino a giungere a questa santa notte. Notte di luce,  notte di gioia, in cui abbiamo cantato la Risurrezione, il trionfo della vita sulla morte, dell’ amore sul peccato e sulle sue terribili conseguenze nel cuore e nella vita dell’ uomo. Nella vita personale di ognuno, e in quella collettiva dell’ umanità, che ancora, troppo spesso, troppe volte, continua a rifugiarsi nelle tenebre, a rifiutare la luce della verità del Risorto perché “le sue opere malvagie” non vengano conosciute.

Lasciamoci illuminare da questa luce. Scaldare il cuore dalla speranza. Considerare l’evento che è la chiave di volta della storia dell’ umanità e che, per gli animi che l’ accolgono, diventa realtà di salvezza.

Se la nostra risposta è affermativa, se accettiamo di credere nel Risorto, la nostra vita, questa che vivo qui adesso, è fondata su una certezza che è speranza e allarga l’ orizzonte della nostra esistenza oltre tutto ciò che “noi possiamo vedere, misurare, dimostrare”.

Abbiamo sentito il Vangelo che ci parla delle donne che vanno al sepolcro e alle quali viene affidato un compito, una missione …  ma hanno paura, sono piene di timore e di spavento.

Noi dobbiamo sostituire le donne del Vangelo ed annunciare a tutti che è possibile incontrare Gesù, vivo, risorto, nella “Galilea” di questo mondo, incrocio di etnie, di religioni, di culture, di ideologie e pregiudizi duri a morire. Mondo di desiderio di libertà, ma dove nello stesso tempo si creano e crescono nuove schiavitù, mondo di desiderio di verità e coerenza, ma dove si continua ad essere sballottati dall’ errore e dalla mistificazione, dove si desidera la vita ma nello stesso si nega e cresce una cultura di morte.

Non abbiamo paura, riprendendo le parole di S Giovanni Paolo II, di cui abbiamo celebrato il decennale anniversario del suo ritorno al Padre, non abbiamo paura ad annunciare: Cristo è risorto, è veramente risorto e vuole incontrarti:“adesso qui, nella tua vita, nella tua storia, nelle tue fatiche, nelle speranze e nelle ansie di oggi” .

Cristo è veramente risorto e con Lui la vita, la speranza, la gioia! Buona Pasqua.

 Deo Gratias, qydiacdon. * 2015

 

 

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