“Talità Kum …” “ Talità … alzati “: Dio è il Dio dei vivi e non dei morti. XIII Domenica annoB

Domenica scorsa mentre i discepoli attraversavano il “mare” ,si scatenava la tempesta. Essi, presi dalla paura di morire chiedevano a Gesù: ” Signore non t’ importa che siamo perduti?”. A noi e a loro egli poneva questa domanda: “Non avete ancora fede?”

Oggi il Vangelo ci mette di fronte a due situazioni che sono davvero quelle tempeste che appaiono nella vita degli uomini. Questa donna che da dodici anni è affetta da questa malattia.
Proviamo a pensare: una lunga malattia che non comporta solo una sofferenza fisica, ma anche la sofferenza di un’ esclusione  dalla vita sociale e religiosa, perché  chi fosse venuto in contatto con quella donna diventava impuro egli stesso.
Poi Giairo, un padre  che ha la figlia che sta morendo. Quale tempesta  si abbatte nella vita di questo padre. Difficile parlarne, perché non vi sono parole … quale dolore più grande da parte di un genitore!

Ricordo  di un genitore che purtroppo, passato attraverso la perdita del figlio,

.   Non aveva tolto il crocifisso, ma lo aveva girato al contrario, con il corpo rivolto verso il muro, come un muto grido di rimprovero al Signore che aveva rivolto la faccia dall’ altra parte.

Attraverso la vicenda di questa donna e di questo padre il Signore oggi ci richiama quelle che sono una grande realtà, ma nello stesso tempo anche un grande mistero che fanno parte della vita dell’ uomo: la malattia, la morte. Realtà  che sentiamo profondamente come una violenza che viene inflitta a quel desiderio di vita che vorremmo per noi stessi e per i nostri cari. Mistero perché se Dio è buono, e lo è, perché permette che ciò accada?
Ecco, quindi come dobbiamo capire bene questi segni che Gesù compie andando al di là di quello che è il fatto in se, straordinario che va oltre quelle che sono le leggi della natura, ma che ci fa conoscere chi è Gesù e chi in lui è Dio. Nello stesso tempo comprendiamo meglio  anche chi siamo noi!

Leggiamo così questi due segni.

Essi annunciano un  intervento straordinario di Dio che ci dice, ci fa intravvedere un oltre infinito perfetto che risponde alle nostre attese di vita e di felicità. Un intervento di Dio che irrompe nella nostra vita umana, segnata dal peccato, limitata, fragile, a termine  che ci rassicura dicendoci che Dio non vuole la morte, ma è il Dio della vita.

È stupendo il testo della prima lettura, un testo che dovremmo rileggere spesso e non solo in occasione dei funerali:

“Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano…
Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità …
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.”

Infatti la morte vera avviene quando noi con il peccato ci separiamo da Dio con il peccato, perché senza Dio, senza la fede non vi è speranza. Tutto di noi si arresta di fronte al portale nero della morte che pone fine ad ogni cosa: affetti, sogni, desideri, risposte che vorremmo avere e che non avremo mai. Tutto relegato solo al rimpianto, tutt’al più al ricordo, ma per quanto?
Simile la situazione della donna afflitta da questa malattia che non solo le procura sofferenza, ma che la emargina, la esclude. Non vi è ancora la morte fisica, ma vi è la morte sociale e religiosa. Dal versante delle possibilità umane non vi è ormai nulla che si possa fare! Eppure ha il coraggio di osare: ha il coraggio di osare la fede, di credere che Gesù possa operare ciò che nessun’altro può fare e tocca il lembo del mantello, forse non se ne accorgerà, pensa, ma sappiamo che non succede così!  Rileggiamo la risposta di Gesù, alla donna che confessa di avere osato tanto, contravvenendo anche quelle che erano le regole sulla purità:“ Figlia la tua fede ti ha salvata. Va in pace e sii guarita dal tuo male”. La fede le dà ragione, credere in Gesù dona la salvezza e la vita. Solo nella salvezza che Gesù ci dona, salvezza dal peccato, dal maligno si è veramente vivi.

L’ incontro con Gesù ha interrotto il cammino che Gesù stava facendo verso la casa di Giairo … un contrattempo, ormai è troppo tardi, la bambina è morta! Anche in questo caso non vi sono soluzioni umane possibili, tutto è finito, anche la speranza di una guarigione ad opera del “profeta” di Nazareth.
Gesù chiede a Giairo di continuare ad avere fede!
Quel: “Continua ad avere fede” è anche una richiesta che il Signore chiede a noi oggi! Di fronte ai nostri drammi personali, di fronte a quelli del mondo, che in questi giorni sembrano indicare orizzonti bui e senza speranza. Orizzonti di morte e di terrore in nome di un Dio che non è misericordia e perdono, che non è padre e ammette la disuguaglianza per arrivare alla morte dell’ infedele.

“Continua ad avere fede!” “Tua figlia non è morta, ma dorme”
“Continua ad avere fede” , “Dio non è estraneo alla storia dell’ uomo”
“ Continua ad avere fede”, “ la morte non è l’ ultima parola sul nostro destino”.

Continua ad avere fede tu che soffri perché sei solo e abbandonato.
Continua ad avere fede anche se stai lottando contro la malattia
continua ad avere fede anche se ti è caro non è più accanto a te … continua …
Quante innumerevoli situazioni di umano dolore e sofferenza potremmo ancora elencare  …

Nella casa di Giairo, Gesù compie un gesto: prende la mani della bambina …  e le dice: “ Alzati”. Un gesto semplice, niente di strabiliante, ma in quel gesto Gesù afferra tutte quelle mani che tendiamo verso di Lui in cerca di aiuto. In quella parola: alzati  vi è l’ annuncio della vita, vi è la forza della speranza che ci risolleva quando tutto viene meno e, non trovando nulla sulla terra volgiamo lo sguardo al “cielo” e il “cielo”, Dio risponde. Accettare la risposta significa accettare la grande battaglia della fede in Gesù che afferra la nostra mano per strapparci all’ angoscia, alla sofferenza, alla morte.

Ecco che la Parola che il Signore ci rivolge oggi è una grande parola di speranza,  un grande inno che grida : la vita è dono, Dio è il Signore della vita e vuole per noi la vita …

Continuiamo solo ad avere fede … e il Signore non ci deluderà! Avremo il coraggio di osare?

 Qydiacdon: Soli Deo Gloria

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.