Sulle unioni civili non solo la stepchild adoption.

Si dibatte in questi giorni sulle cosiddette Unioni Civili, e tutta l’attenzione sembra spostarsi sulla stepchild adoption . In realtà il problema non è solo questo, ma il fatto del riconoscimento delle Unioni Civili in se, che vanno ad intaccare il concetto stesso di famiglia sancito anche dalla nostra costituzione., che recita: Art. 29.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
Come cattolici l’ unica forma di famiglia che si può riconoscere ed accettare è quella che ci viene consegnata dalla Rivelazione e dalla Scrittura, come leggiamo nel libro della Genesi: “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.” (Genesi 2,24).
Spesso sembra  ci si scordi anche  l’ insegnamento della Chiesa, che più volte si è espressa su questo tema. In questi giorni sarebbe interessante riprendere la lettura del Catechismo della Chiesa Cattolica, del documento sulla Cura Pastorale delle persone omosessuali e la nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2003.

Propongo come anticipazione un breve stralcio dell’ articolo di Riccardo Cascioli: Quelli che fanno finta di difendere la famiglia, apparso ne: La Nuova Bussola Quotidiana l’ 8-1-2016. (dqy)

“Viene da chiedersi – è una domanda non polemica – in che modo ci si possa definire cattolici quando non si prende neanche in considerazione ciò che la Chiesa sull’argomento dice non certo da oggi. Oltre ai principi generali enunciati nel Catechismo infatti, la Congregazione per la Dottrina della Fede, nel 2003 è intervenuta con precisione sull’argomento con la Nota «circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali», che ovviamente ha valore universale. È una nota – controfirmata da papa Giovanni Paolo II – che è rivolta a tutti ma in modo particolare ai politici cattolici che si trovano davanti a questo fenomeno «preoccupante».

La Nota afferma intanto che «La coscienza morale esige di essere, in ogni occasione, testimoni della verità morale integrale, alla quale si oppongono sia l’approvazione delle relazioni omosessuali sia l’ingiusta discriminazione nei confronti delle persone omosessuali». Il rispetto delle persone dunque non può tradursi in riconoscimento di unioni che – dice la Nota – «contrastano con la legge morale naturale». Per questo, ed essendo il matrimonio santo, «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia».

Dopo aver spiegato il significato biologico, antropologico, sociale e giuridico del matrimonio, la Nota afferma con chiarezza che: «Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale». Nessuno spazio dunque per qualsivoglia riconoscimento di unioni gay.

La conclusione riguarda tutti, politici, vescovi, laici:

«La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all’approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l’unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società».

Parole semplici e chiare che fanno piazza pulita di tante discussioni sentite in questi mesi a proposito di male minore, inutilità delle leggi, inefficacia di un impegno pubblico per la famiglia. Parole semplici e chiare che però continueranno ad essere ignorate.” 

Riccardo Cascioli

 

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