SS. Trinità – Anno B – 2021

Oggi celebriamo Dio, come ogni Domenica, come ogni Eucaristia, fermandoci a riflettere su una dimensione particolare. Non un Dio chiuso in se stesso, un’entità unitaria, semplice, indivisibile ma un Dio che è comunione di persone, Trinità, appunto.

La Trinità è la dottrina fondamentale e più importante delle chiese cristiane, quali la cattolica e quelle ortodosse, oltre che delle Chiese riformate storiche come quella luterana, quella calvinista e quella anglicana. Tale dottrina non viene comunque presentata in modo univoco.

Allora alla base della meditazione che vorrei fare insieme a voi, come colonne portanti vorrei mettere tre parole: amore e mistero, famiglia

Amore
I giorni della nostra vita ci sono dati perché noi possiamo scoprire e fare esperienza dell’amore. Quando questa esperienza manca nella nostra vita essa ci sembra inutile e anche noi sembriamo tali. Niente acquista più importanza e valore nel nostro cuore dell’amore, a meno che non ricorriamo a surrogati quali inseguire successo, denaro, piacere, anche quello che coinvolge la nostra dimensione fisica e il grande fascino del potere in tutte le sue forme.
Questi surrogati alla fin fine non ci soddisfano e sentiamo che qualcosa alla nostra vita manca.

Proviamo a pensare quando pensiamo alla parola amore qual’ è la prima immagine che ci viene in mente. Potrebbe essere quello di una mamma che stringe teneramente il suo bambino mentre lo allatta; quella di un papà che gioca con il suo bambino, quella di due innamorati che si stringono la mano camminando assieme scambiandosi sguardi luminosi; quella di due sposi che hanno appena coronato il loro sogno d’amore e hanno accettato di vivere un grande progetto che hanno appena iniziato a costruire.

Vi sono forme molteplici di amore, come molti sono i rivoli di una sorgente che poi arriveranno a formare prima un ruscello, poi un torrente e poi un fiume. L’ elenco che mi piace ricordare non è esaustivo. Amore coniugale, amore paterno, amore materno, amore fra i fratelli, che c’è anche se a volte vi sono contrasti; amore verso tutti coloro che in qualche modo ci sono cari, vi è anche un amore che dobbiamo a noi stessi, e un amore aperto a tutti, disponibile verso coloro che incontriamo nelle nostre relazioni. Un grande amore è quello di amicizia, quando vera e autentica.

La Bibbia con l’evangelista Giovanni ci presenta un Dio che è amore: Ma amore non significa chiusura, ma apertura, dialogo, relazione, soprattutto vita.
Vi è un bellissimo aneddoto. “«HO DETTO AL MANDORLO: “FRATELLO, PARLAMI DI DIO” E IL MANDORLO È FIORITO» (NIKOS KAZANTZAKI)
L’ amore è sempre aperto alla vita, e chi ama lo sa. Vita in tutte le sue accezioni, ecco perché il credente non potrà mai assecondare opzioni di morte.
Mistero
Vi è una dimensione dell’amore che è più grande di noi, che va oltre, oltre il nostro tempo, la nostra storia, il nostro limite e che sentiamo ogni volta quando una persona che abbiamo conosciuto viene meno. A me piace dire è andata avanti.
Le filosofie e le religioni hanno cercato a definire i confini di questo essere chiamato Dio e per tanto tempo hanno pensato a vari spiriti poi all’idea di un Dio unico. Questo Dio unico non è come vuole affermare il sincretismo un Dio di cui ognuno ne vede un pezzo e tutti hanno lo stesso valore, ma è per noi credenti un Dio che è comunione. Questo implica da parte  nostra una grossa responsabilità perché se è un Dio Comunione ciascuno di noi deve essere persona di comunione, che la promuove, la favorisce e la testimonia nonostante le difficoltà del nostro tempo.
Si racconta l’episodio di S. Tommaso che voleva comprendere il mistero di Dio, passeggiando in riva al mare incontrò un bambino che pazientemente prendeva l’acqua del mare e la versava in una buca. Tommaso gli chiese cosa stesse facendo. Il bambino con naturalezza rispose: “Sto svuotando il mare” E Tommaso, con garbo: “Ma non è una cosa possibile” Il bambino soggiunse:” Anche tu stai facendo una cosa impossibile”
Dio è mistero e realtà allo stesso tempo.
Pensare a Dio come comunione di persone, come Trinità mi porta sempre a pensare alla famiglia, che deve essere comunione, pure con le sue fragilità, le sue debolezze, ma che è il primo luogo dove sull’ esempio dei coniugi i figli imparano a sostenersi, a soccorrersi se necessario, ma soprattutto ad amarsi.
La SS. Trinità, dio amore e comunione di persone che oggi celebriamo aiuti e sostenga le nostre famiglie ad essere testimonianza d’amore

Deo Gratias qydiacdon

 

Santissima Trinità

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