Solennità di tutti i Santi – 2021

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore
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Celebriamo oggi questa bella solennità di tutti i Santi. Gesù ha detto: “2 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; 3 quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. 4 E del luogo dove io vado, voi conoscete la via». (Gv 14)
In questa solennità noi guardiamo a coloro che hanno già raggiunto quel posto di cui Gesù parlava.

Ma che idea abbiamo noi dei santi, cosa pensiamo di loro che la chiesa ci propone, di fronte alle immagini o alle statue davanti alle quali ci fermiamo per una preghiera, per una richiesta? Quando pensiamo ai santi vi è un rischio molto grosso quello di pensare che un santo sia estraneo alla vita normale, che si sia estraniato un po’ dal mondo e allora si tende ad esaltare le qualità, che indubbiamente anno, facendoli diventare come dei supereroi, delle star, dimenticandoci di Gesù. Come quella vecchietta che candidamente confessava: “Ho chiesta a Gesù che interceda presso santa Rita perché mi ottenga la grazia”. Il santo curato d’Ars ha avuto grossi problemi con gli studi per diventare sacerdote, eppure è diventato quel santo che conosciamo.

Qualcuno ha scritto: “Guardate il povero Padre Pio: fatta salva la devozione popolare di molte persone, come non si fa oggi a infastidirsi per certi personaggi dello spettacolo che vanno a S. Giovanni Rotondo con videocamera al seguito e manifestano la loro grande devozione al Santo? Se sapessero! Fossero andati a confessarsi dal Frate, piuttosto burbero e scontroso, sarebbero stati cacciati via a male parole” (Curtaz)

Quando pensiamo ai santi dobbiamo cercare di non stravolgere quello che sono stati e quello che sono, a non pensarli come sacerdoti dell’ invisibile o dei feticci da usare a nostro consumo.

I santi ci ricordano almeno due cose:
1. Che è possibile vivere il Vangelo in ogni momento della storia umana. Di essere fedeli e innamorati di Cristo nelle innumerevoli situazioni che fanno parte della vita. Ma soprattutto che il Vangelo non è una cosa dell’altro mondo, ma di questo mondo, da vivere per noi qui ed ora in un mondo che non è disponibile ad ascoltare, ma soprattutto a vivere la Parola di Gesù, quella che abbiamo ascoltato nelle Beatitudini.
2. Che vi è una storia alternativa da quella che costruiscono gli uomini che si dimenticano di Dio. Vi è una storia ben diversa quella di Dio, del suo Regno che Gesù è venuto a inaugurare e che ci è stato donato e deve intessere il nostro quotidiano, deve essere reso presente, testimoniato in una logica assolutamente diversa da quella del mondo, quella dei miti, dei pacifici, dei puri di cuore, quella dei misericordiosi, di coloro che lottano per la giustizia.

I santi e la santità ci invitano inoltre a guardare l’esistenza in modo positivo se fondata sull’ amore di cui ci parlava Gesù ieri. In questa solennità chiediamo a questi nostri fratelli maggiori di guardarci e sostenerci nel nostro cammino di santità.

Deo gratias, qydiacdon

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