Natale del Signore, Messa dell’aurora: Oggi su di noi splenderà la luce

Non so se è vero che questo Natale che noi celebriamo in condizioni diversissime da quelle che gli anni precedenti ci hanno accompagnato sia a livello sociale, comunitario, personale e religioso più vero, come molti affermano, perché se anche le situazioni esterne influenzano cuore e sentimenti occorre andare a visitare il nostro cuore per vedere se l’avvenimento che ha cambiato il corso della storia sia così veritiero per noi da cambiare il corso della nostra esistenza, della mia esistenza.

Nel Natale vi è, però, una grande rassicurazione e una grande speranza per tutti noi e per i momenti difficili che stiamo vivendo, di fronte ai quali anche chi dovrebbe a cuore il bene comune si muove per tentativi e soluzioni che rendono difficili le nostre esistenze.

Nella lettera ai Galati: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna”. Questo tempo della pienezza non è l’età
dell’oro, né quello del trionfo della scienza, né delle grandi capacità umane che esistono e riconosciamo è: “il tempo favorevole dalla parte di Dio; cioè il momento nel quale Dio non ha più potuto resistere ed è esploso in un gesto di amore che ancora oggi ci fa piangere di commozione” (card. A. Comastri)

Di fronte a questa esplosione dell’amore di Dio quali sentimenti?

Proviamo a riflettere un momento sgombrando la nostra mente di tanti luoghi comuni e soffermandoci di fronte al mistero. Chi i cieli dei cieli non possono contenere viene portato in braccio dalla Vergine Madre, viene deposto in una mangiatoia e lì riposa. Chi può liberarci da ogni male e da quello più grande del peccato viene avvolto in fasce. La Parola di Dio si fa silenzio in un bambino.

Ci viene annunciato un grande evento e anche noi come i pastori, dopo
l’annuncio, vogliamo andare a vedere, cosa ci vuole fare conoscere Dio?
Andiamo e che cosa troviamo? Ci è stato annunciato un Salvatore e troviamo un bambino inerme. C’è da tornare indietro proprio delusi. Come può essere quel bambino, che dipende in tutto e per tutto come gli altri bambini un Salvatore grande che può cambiare la storia del mondo, la nostra storia. Essere colui che porta una nuova prospettiva nella vita degli uomini?

Noi uomini di questo tempo che non siamo capaci di meraviglia a meno che accada qualcosa di eclatante o catastrofico, permeati razionalismo ed anche di cinismo non è improbabile che ragioniamo così.

Non così per i pastori e Maria. I pastori davanti al mistero si stupiscono e “se ne tornano, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’ era stato detto loro”. Hanno creduto all’ annuncio degli angeli, hanno permesso al mistero di un Dio che si fa uomo di pervadere il loro animo.
Noi in questo Natale permetteremo a Dio di fare questo miracolo in noi?

Maria: “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Il silenzio delle labbra non è il silenzio del suo cuore. Lì avrà ripercorso quanto avviene a cominciare dalle parole dell’angelo. Avrà ricomposto tutto, come in un puzzle di quanto stava avvenendo consapevole che i disegni di Dio sono sempre più grandi di noi, che richiedono un sì che va oltre alla comprensione razionale per abbandonarsi alla fede

Tutto quello che stiamo contemplando non è stata la gioia di un momento, ma avuto delle conseguenze. Queste conseguenze sono gli innumerevoli santi. Grandi santi di ogni età e d’estradizione. Quelli che la Chiesa ci propone come modelli, ma anche tanti altri, tante persone che in silenzio senza fare rumore sulle cronache dei giornali si adoperano per alleviare, sostenere coloro che non ce la fanno o per malattia o per indigenza.
Per una povertà che sta crescendo a dismisura e che purtroppo, spero non accada, sembra destinata ad ampliarsi.
Ecco Natale, accorgersi di Gesù, riconoscerlo in quel bambino, nell’ Eucaristia, nei Sacramenti, negli altri.
Dice papa BenedettoXVI “il limite tra prima- di- Cristo e il dopo-Cristo non è un confine tracciato nella storia o nel calendario, ma è un segno interiore che attraversa il nostro cuore. Finché viviamo nell’ orgoglio e nell’egoismo, siamo ancora oggi coloro che vivono prima-di-Cristo”

Buon Natale

Deo gratias, qydiacdon

 

La settimana del Natale – A Torre d'Isola

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