Domenica fra l’Ottava di Natale – Santa famiglia di Gesù, Giuseppe, Maria

La festa di oggi, che celebriamo nell’ ottava del Natale, questo periodo che ci permette di prolungare la gioia del Natale ci offre un’occasione importante.
Non è casuale che Dio per venire in mezzo noi abbia scelto di incarnarsi in una famiglia dove vi è un padre e una madre. Dio poteva scegliere molti modi, ma ha voluto fare quella che dovrebbe essere un’esperienza comune per ogni bambino che viene al mondo.
Cogliamo l’opportunità, quindi, per fare alcune riflessioni.

Un papa, Leone XIII ha detto: “La famiglia è la cellula della società: se essa è sana tutto l’organismo prospera; se essa è malata l’intera comunità deperisce”. Oggi la famiglia è insidiata da molti virus il cui vaccino si può trovare solo in quello che il Signore Gesù ci è venuto a donare la liberazione dal peccato e dall’ incapacità di amare veramente come ha fatto Lui.

 

Alcune considerazioni sulla famiglia oggi

1. La famiglia viene considerata come un bene di consumo al pari di tanti altri generi che quando sono stati usati e non servono più possono essere gettati, creando così lacerazioni, rancori, che possono sfociare anche in tragedia. Purtroppo la cronaca non è avara di questi casi. Finché la famiglia è funzionale a noi la teniamo, quando non lo è più si può anche buttare e lo si fa, spesso, senza pensare a quali situazioni di difficoltà si possono creare per i figli.
2. Non volersi assumere la responsabilità di un vincolo a lungo termine con responsabilità di impegni, doveri, sacrifici. Spesso ci si accosta al matrimonio con immaturità essendo incapaci di donazione perché si vede l’altro solo come non tanto qualcuno, ma qualcosa in funzione di noi stessi. Narcisisti di sé e incapaci di aprirsi all’ altro e di donarsi veramente. Accoppiarsi è abbastanza facile, amare non è così semplice.
3. Si è dato spazio a una mentalità sempre più edonistica un cui tutto viene misurato in base a godimento- capriccio. (L’edonismo è quella concezione filosofica secondo cui il piacere è il bene sommo dell’uomo e il suo conseguimento il fine esclusivo della vita.) In base a questo si sono costruite anche nuove forme di convivenze che non hanno nulla a che vedere con la famiglia naturale –tradizionale e con quella famiglia che oggi contempliamo. In questa concezione è palese che termini come indissolubilità e fedeltà non trovano accoglienza.
4. La famiglia dovrebbe essere luogo di accoglienza della vita, dei figli, non frutto di elaborazione strumentali, ma come dono d’ amore. Accogliere dei figli, richiede, però dedizione, sacrificio, fedeltà parole un po’ vintage oggi. Purtroppo scelte legislative hanno contribuito a non favorire l’ accoglienza della vita anche nell’ambito familiare, soprattutto quando richiedono scelte difficili e un supplemento d’amore

Di fronte a questa situazione le famiglie cristiane devono proporre la testimonianza di una famiglia costruita su Dio e riscaldata dalla sua presenza, così come lo è la Santa Famiglia.
Famiglia come luogo di educazione umana e di fede.
Quella che abbiamo di fronte non è un bel quadretto ieratico, ma una famiglia vera, autentica alle prese con l’imprevedibilità di un adolescente che sparisce per tre giorni. Gesù pur vivendo una relazione familiare con Maria e Giuseppe vive anche la relazione al Padre che è nei cieli.

Contempliamo questa famiglia normale e speciale allo stesso tempo e chiediamo per le nostre famiglie quei valori profondi che la animano: l’amore che unisce, la fede, la preghiera, la propensione al servizio e l’essenzialità, non dimentichiamo che Maria e Giuseppe portano a Gerusalemme l’offerta dei poveri.

Ricordiamo e raccomandiamo nella preghiera alla S. Famiglie tutte le famiglie frantumate, che portano un dolore grande, ma che il Signore conosce e sa!

Deo gratias, qydiacdon

Natale | Cantalavita

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