Maria SS, Madre di Dio – Un nuovo tempo per sperare…

Arcano mistero il tempo! Propizio, sfavorevole, buono, cattivo … inafferrabile il tempo. Ci volgiamo indietro vediamo eventi, persone, luoghi che suscitano ora gioia, ora paura, si riaffacciano alla mente pensieri tristi o felici.

Guardiamo avanti a noi e sogniamo il futuro che vorremmo, ma che non sappiamo come sarà! Eppure nel tempo è apparsa la benedizione di Dio. L’ uomo è in difficoltà a comprendere il tempo e la storia. Fu così anche per Maria che comparava ( non meditava) la memoria degli avvenimenti e di quanto le accadeva, non solo nella sua storia personale, ma anche nella storia di Israele.
Chiedeva, cioè, che la Parola di Dio illuminasse e portasse luce.
“ E il verbo si è fatto carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi”    

La Parola è venuta in mezzo a noi per portare chiarezza e verità, ma molti di noi non si lasciamo più interpellare da questa e non sanno più comparare gli accadimenti che avvengono, nel nostro vissuto personale e collettivo, da questa Parola. Gli uomini continuano a scrivere una storia che si dimentica di Dio, vogliono fare da soli, pensando ancora una volta di dare la scalata al cielo come ai tempi della Torre di Babele.

Vi è, però, una realtà con cui l’ uomo deve fare i conti e non può prescindere, quella che ci ricorda S. Paolo: “Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.”
Questo attraverso la disponibilità e il sì di Maria! Attraverso Maria quel Dio, “ che nessuno ha mai visto”; si è reso visibile assumendo in sé tutto quello che è tipicamente nostro – ad eccezione del peccato- per trasformarlo, trasfigurarlo,
renderlo bello e gradito ai suoi occhi.

Dire che Maria è Madre di Dio significa riconoscere tutto questo ed accoglierlo comparando, rileggendo tutta la nostra vita, tutto quello che ci accade in questa nuova luce. Dio riempie, così, la mia storia, la nostra storia, quella dell’ intera umanità della sua Benedizione. Noi non siamo dei dimenticati da Dio, ma siamo sotto il suo sguardo, il suo volto è rivolto su di noi, come ci ricorda la formula di benedizione della prima lettura.

Allora il tempo nuovo, questo futuro che ci attende, pur nella sua incertezza, nelle sue ombre, con le sue contraddizioni, ancora attraversato dalla tragica realtà del peccato, non può non essere illuminato dalla luce, anche se tenue, se tremolante, se piccola della speranza; questa virtù che ci permette di credere che domani andrà meglio e che dà una forza inesauribile.

“Che questi poveri figli vedano come vanno le cose e credano che domani andrà meglio.
Che vedano come vanno le cose oggi e credano che andrà meglio domattina.(…)
Una fiamma tremolante ha attraversato la profondità dei mondi.
Una fiamma vacillante ha attraversato la profondità delle notti.(…)
Questa piccola speranza che sembra una cosina da nulla.
Questa speranza bambina.
Immortale(…)”, dice Peguy.

Ma qual è la sorgente della nostra speranza?

È quel bimbo che contempliamo come fanno i pastori, che è Dio fatto uomo che venendo in mezzo a noi inizia a far crescere quel mondo nuovo, quell’ umanità nuova che tutti attendiamo, che tutti desideriamo.

La storia dell’ uomo, ma anche la mia, la nostra apparentemente sembra non cambiare mai, ripetendo anche gli errori del passato, ma … “ Dio ha posto la sua tenda in mezzo a noi” , per questo la nostra speranza non è utopia, non è una favola e nemmeno un sogno, ma realtà in divenire giorno dopo giorno nella risposta quotidiana di tante donne e uomini che credono, amano quel Dio che volgendo il suo sguardo su di noi ci sorride e ci benedice.

La Vergine Maria è lì accanto, lei che nell’ umiltà lo ha accolto solo come una madre può accogliere il figlio, quella vita che nasce in lei.
Chiediamo anche noi, per l’ intercessione di Maria, in questo tempo nuovo che ci attende, il dono silenzioso dell’ umiltà.

“ O Maria, fa’ che possiamo deporre un po’ del nostro orgoglio!
Guardando Te, fà che possiamo balbettare qualche sì obbediente
Per rimuovere il macigno della nostra disobbedienza!
[Così], quando il silenzio dell’ umiltà si è lasciato riempire
della presenza di Dio, allora potremo parlare:
allora le nostre parole potranno essere davvero dono di qualcosa
e non vane e inefficaci chiacchere”
( Card. A. Comastri: Maria SS. Madre di Dio – Una buona notizia per te, ciclo A)

Deo gratias,qydiacdon.

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