III Domenica di Quaresima A – Omelia con i genitori e i ragazzi del catechismo: Sete!

Gesù e la Samaritana, Gv 4,5-42

 

Il cielo e l’inferno

Un uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano accanto a un albero gigantesco, si abbatté un fulmine e morirono tutti fulminati.
Ma l’uomo non si accorse di avere ormai lasciato questo mondo e continuò a camminare con i suoi due animali. A volte occorre del tempo perché i morti si rendano conto della loro nuova condizione.
Era una camminata molto lunga, su per la collina, il sole era forte e loro erano tutti sudati e assetati. Avevano disperatamente bisogno di acqua. A una curva della strada, avvistarono un magnifico portone, tutto di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale c’era una fontana da cui sprizzava dell’acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.
– Buongiorno.
– Buongiorno – rispose l’uomo.
– Che posto è mai questo, così meraviglioso?
– Qui è il Cielo.
– Che bello essere arrivati nel cielo, abbiamo molta sete.
– Lei può entrare e bere a volontà.
E il guardiano indicò la fontana.
– Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete.
– Mi spiace molto, ma qui non è permessa l’entrata di animali.    

L’uomo ne rimase assai deluso, perché aveva molta sete, ma non avrebbe mai bevuto da solo. Ringraziò e proseguì. Dopo aver camminato a lungo, ormai esausti, arrivarono in un luogo la cui entrata era segnata da una vecchia porta, che si apriva su di un sentiero sterrato, fiancheggiato da alberi.
All’ombra di uno degli alberi, c’era un uomo sdraiato, con il capo coperto da un cappello, che probabilmente stava dormendo.
– Buongiorno – disse il viandante.
L’uomo fece un cenno con il capo.
– Abbiamo molta sete, il mio cavallo, il mio cane e io.
– C’è una fonte tra quelle pietre – disse l’uomo indicando un posto. – Potete bere a volontà.
L’uomo, il cavallo e il cane si avvicinarono alla fonte e ammazzarono la sete. Poi, l’uomo tornò indietro per ringraziare.
– A proposito, come si chiama questo posto?
– Cielo.
– Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era là!

Succede così anche a noi! Abbiamo sete dentro di noi e non solo di acqua! Ad esempio chi è solo ha sete di qualcuno che gli faccia compagnia, gli stia vicino, chi si sente in pericolo ha sete di qualcuno che lo protegga, sete di essere accolti, sete di coccole, di amicizia, di amore, di speranza… insomma tante sono le seti che abbiamo e spesso ci troviamo come se fossimo nel deserto sotto il sole che batte a picco e non riusciamo più a trovare un’oasi dove vi sia una sorgente che possa soddisfare la nostra sete.

Spesso più che andare a cercare una sorgente d’acqua fresca che disseti ci fermiamo presso distributori di acqua inquinata, di bibite che ne fanno venire ancora di più, come una bibita troppo dolce, che, fresca, magari lì per sembra ristorarci poi in realtà ha l’effetto contrario!

Sono un po’ tutte quelle cose che sentiamo oggigiorno che ci propongono una vita facile, la felicità a buon mercato, false come quella pubblicità che dice: mangia questo e dimentica la dieta, 3 chili in meno in tre settimane, oppure che la nutella è anticellulite.

Allora andiamo anche noi con la Samaritana, questa donna che ha avuto cinque mariti e che ora vive con uno che non è suo marito, presso questo pozzo dove Gesù, assieme a lei attende anche noi.

Sembra proprio che Gesù abbia sete e chiede da bere a questa donna che si stupisce, per due motivi almeno.
1. Un rabbì non si sarebbe mai rivolto ad una donna …
2. È una samaritana, un’eretica e i giudei evitano ogni relazione con loro.

Qual è il messaggio per noi?
Anche noi spesso, troppo spesso creiamo degli steccati, delle divisioni, delle separazioni. Anche voi ragazzi, se vi è da fare un gioco di squadra, non sempre accettate, tutti nella vostra squadra prima si cerca di prendere i migliori, meglio se sono simpatici, poi i nostri amici, poi magari qualcun altro scuotendo la testa, si arriva infine a quello che è rimasto per ultimo e che prendiamo per rassegnazione, c’è anche lui … ma che poi mettiamo ai margini del gioco, in realtà fa’ solo numero!
Quante volte ho visto questo. Quante volte mi è successo di assistere a questo nei campeggi che facevo.

La risposta la conosciamo tutti, ma intriga un po’ perché portarla nella realtà non è così facile …. Gesù dice: supera quelle divisioni che nascono da un cuore che ha bevuto l’ acqua inquinata del peccato. Io non ho paura di andare con quegli eretici di samaritani, non ho paura neanche dei nemici, dei persecutori, dei traditori, Giuda è con me e li aspetto qui vicino al pozzo per dargli un ‘acqua che se vorranno bere soddisferà tutta la loro sete. È l’ acqua dell’ amore di Dio che risana, pulisce, disseta davvero la sete d’ amore dell’ uomo e quando l’ uomo, ogni uomo si sente amato è felice … e Io amo tutti.

Interroghiamoci allora come ci comportiamo verso chi è il nostro prossimo, lasciamo che questa domanda entri in noi, non abbiamo fretta di rispondere e rendiamoci disponibili a farci dissetare da Gesù, che è la sorgente di quest’ acqua viva, fonte di ogni bene, di pace, di speranza, di vita. Questo è solo l’inizio del Vangelo che abbiamo ascoltato, vi sarebbe tanto altro da dire, ma qui mi fermo.

Vorrei però dire la fine del racconto ai ragazzi:

– Quello non è il cielo, quello è l’inferno. (Disse l’ uomo con il cappello)
Il viandante rimase perplesso.
– Voi dovreste evitarlo! Una tale informazione falsa causerà grandi confusioni!
L’uomo sorrise:
– Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché laggiù rimangono tutti quelli che sono capaci di abbandonare i loro migliori amici.
(Paolo Coelho)

Gesù non ci abbandona mai, perché ci ha chiamato amici e non servi, è sempre seduto accanto a noi presso il grande pozzo della nostra vita per dissetarci e sostenerci con l’acqua viva che è Lui stesso. Come la samaritana andiamo anche noi ad indicare a tutti dove possono soddisfare la loro sete di amore, di verità, di bellezza, di gioia, di pace, di vita: di vita eterna!

Deo gratias, qydiacdon.(017)

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