Festa del Battesimo di Gesù ciclo C – meditazione con i ragazzi

Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore.

Cari ragazzi abbiamo celebrato l’ altro ieri l’ Epifania, da poco il Natale e oggi siamo qui a celebrare, meglio a rivivere la festa del Battesimo di Gesù. Sono passati diversi anni dal giorno in cui Gesù è nato proviamo ad immaginare la scena, diversi pittori lo hanno fatto!

Le rive del fiume Giordano, Giovanni Battista, che ha iniziato la sua severa predicazione per richiamare la gente a cambiare vita ed accogliere il Messia, la gente si fa battezzare!
Ma come mai anche Gesù? Gesù non ne ha bisogno, non ha dei peccati, mettendosi, però, in fila assieme a tutti gli altri, con i peccatori ci vuole fare capire una cosa importante che Lui è davvero quell’ Emmanuele che è il Dio con noi, quello che è venuto nel Natale. Dio è entrato nella storia degli uomini e ci vuole dire che quel bellissimo disegno che Dio ha, che è la nostra salvezza dal peccato, dall’ infelicità, da tutto ciò che rende brutto l’ uomo e la sua storia è presente, anche se la sua presenza è una presenza che non fa’ chiasso, è umile, discreta, semplice, rispettosa, ma è piena di amore. E, siccome è l’ amore di Dio, non vi è un amore più grande … più grande di quello che ci può dare qualsiasi persona umana, più grande di quello dei genitori, che è un amore grandissimo.

Quella frase che è scritta nel Vangelo, quella che dice Dio Padre: “ Tu sei il mio figlio amato” è stata pronunciata anche su ciascuno di noi. Sapete quando? Nel giorno del nostro Battesimo, anche se il Battesimo che noi abbiamo ricevuto è diverso da quello di Giovanni.

Allora, ripensando al mio Battesimo ho immaginato un sogno:
Mi sembrava di essere in una grande biblioteca, enorme, con un tavolo lunghissimo. Mi venne incontro una persona con un grande libro, non ero spaventato perché mi sembrava di averla conosciuta da sempre. Mi fece accomodare e allora vidi che sul libro vi era scritta questa dicitura: Libro della vita!
Cominciammo a sfogliare le pagine e con mia grande sorpresa in ogni pagina vi era scritto un nome e da ogni pagina cresceva come una specie di pianta!
Alcune erano piccole, poco più che arbusti, altre invece erano decisamente più alte e robuste, altre erano nel pieno della fioritura, altre ancora piene di frutti maturi.
Altre pagine però mi fecero venire le lacrime agli occhi perché le piante o non erano spuntate, oppure ad un certo punto si erano fermate, non crescevano più, altre si erano proprio seccate, rami secchi, vuoti.
Allora lo strano personaggio mi disse: “ Hai capito”, gli risposi: “sì” e lo pregai di farmi vedere la pagina con il mio nome, ma sorridendomi dolcemente mi disse: La puoi vedere solo alla fine … e a questo punto mi sono svegliato!

Ma ho capito che nel giorno del mio Battesimo mi è stato fatto il dono della vita di Dio in me, che questa deve crescere, come un seme; deve crescere e diventare una pianta robusta che deve fiorire e portare frutti di amore e di santità.
Ma ho anche pensato che tanti che hanno ricevuto questo seme non lo stanno facendo crescere, che vi è il pericolo che alla fine si ritrovino come dei rami secchi, vuoti, che non servono a niente se non ad essere gettati via … nel fuoco, e non delle piante che dopo la fioritura sanno dare frutti belli, gustosi saporiti, come hanno fatto tanti … sono i santi. Persone che hanno permesso che la loro vita diventasse straordinaria perché sulla stessa frequenza di quella di Gesù, si sono fidati  e si sono lasciati guidare da Lui.

Io non so a che punto della crescita sia il seme che è stato messo nel giorno del mio Battesimo, ma certo voglio che cresca e per questo faccio il possibile perché sia irrigato dalla preghiera, nutrito dai Sacramenti,( Tutti, e in particolare Messa, Confessione), accetto anche le potature, perché sapete che le piante vanno curate, i rami tagliati, affinché la pianta mantenga forza e vigore. Anche se le potature fanno male, e non sono così piacevoli e ancora vivere l’ amore con gesti concreti nei confronti di tutti. Spero, se il Signore mi prenderà con se in Paradiso, di sentirmi dire quelle parole che sono state dette nel Vangelo a Gesù:
“  [Anche] in te ho posto il mio compiacimento”.

Una parola agli adulti. Quanto ho detto ai ragazzi vale certamente per tutti noi, con una responsabilità in più perché i ragazzi potranno crescere solo se avranno davanti a se dei testimoni credibili, in modo particolare la famiglia che proponga quotidianamente con l’ esempio la bellezza della vita cristiana e non come un peso.
Questa responsabilità si allarga poi alla comunità, alla parrocchia, comunità di famiglie con le quali condividiamo la fede, l’ ascolto della Parola, la partecipazione all’ Eucaristia e cresciamo in quella fede in cui siamo stati battezzati!

Deo gratias, qydiacdon

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