Dio non è dei morti, ma dei viventi

Voglio lodare il Dio dei vivi,
esplodere di gioia davanti a Lui,
correre incontro al sole
raccontando a tutti la bellezza del mio Dio.
Voglio celebrare la mia vita,
accarezzare un filo d’ erba,
danzare con la musica del vento,     
ubriacarmi di abbracci e di sorrisi,
fermarmi a contemplare
le emozioni di un bambino.
Voglio stringere con forza nuove mani,
ascoltare parole dimenticate o desuete,
incontrare il profondo di chi soffre,
spendere quest’ esistenza fino all’ ultimo
meravigliandomi dell’ immensità
che mille vite non basterebbero ad esplorare.
Voglio dipingere i colori del coraggio, raccogliere gli indizi della sapienza,
sopportare l’ esigenza della fatica
ed esaltarmi per la gioia della meta.
Voglio liberare il turbinio della fantasia,
incastonare i brillanti del tuo universo,
cogliere le palpitazioni di ogni cuore,
cercare le pagliuzze d’oro delle grandi idee.
Voglio percorrere strade nuove,
stupendomi di ogni quadro
che mi si presenta innanzi.
Voglio innamorarmi
Di ogni istante del presente,
nutrirmi della gioia che contiene
e respirare quella certezza di futuro
che la tua Grazia porta con sé.
Voglio imparare a superare le salite
Sull’ onda dell’ entusiasmo della pianura,
sul gusto della sfida e della ricerca,
sulla consolazione di chi
condivide le difficoltà assieme a me.

Voglio vivere, Signore dei Viventi,
vivere per te, in te e con te.

Da: Suo Padre uscì a supplicarlo – ed. Effatà

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