IV Domenica tempo ordinario anno B – Un’ autorità nuova … Omelia con ragazzi e genitori del catechismo

Dal Vangelo secondo Marco

31 | enero | 2015 | MISAL DIARIO

 

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

Nel Vangelo, Gesù, è nella sinagoga. La sinagoga è il luogo dove si prega, dove gli scribi commentano e spiegano la Bibbia, sono i maestri. Anche Gesù è maestro e si presenta come tale. Insegna anche Lui, ma il suo insegnamento ha qualcosa di particolare, di diverso da quello degli scribi e la gente lo intuisce.
La sua è una parola diversa.
Diversa da tutte le altre. Proviamo a pensare per un attimo quante parole ascoltiamo in un giorno. Quante parole diciamo in un giorno. Continue reading

III Domenica ordinario B: tempo, chiamata e conversione – omelia per i ragazzi e i bambini del catechismo e loro genitori

Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini:Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino”

Nel vangelo di oggi il Signore ci parla del tempo. Ma ci siamo fermati mai a riflettere sugli aspetti che ha il tempo?
Vi è un tempo trascorso, quello passato, quello di ieri, quello di quando ero bambino, ma ora sono adulto, quello di domani quando spunterà un nuovo giorno. Questi tre aspetti del tempo ci coinvolgono tutti, voi bimbi, gli adulti e noi che abbiamo i capelli e la barba bianca.

Siamo all’inizio del Vangelo di Marco e Gesù parla di un tempo compiuto. Ma qual è questo tempo di cui parla Gesù? É il tempo dell’Antico Testamento, il tempo delle promesse, degli annunci dei profeti. Anche in questo tempo Dio ha parlato e chiamato. Domenica scorsa abbiamo sentito come Dio chiami Samuele che risponde” Eccomi, Signore, il tuo servo ti ascolta”. Continue reading

Nella ricchezza

“Nella ricchezza
sorge l’illusione di essere padroni
del proprio fato e quindi
di non avere più bisogno di un Dio
che provvede per noi”
(Roger Scruton)

Commercialista Telematico

Vivere

L’ uomo di oggi si impegna così tanto a vivere che non si domanda mai perché si vive.
(Card. Giacomo Biffi)

 

vita frenetica - Coach del Benessere

II Domenica tempo ordinario B : “…Chiamate…” omelia con ragazzi e genitori del catechismo

 

Il Signore in queste due domeniche ci inviterà a riflettere sulla “chiamata”. Proprio come quando vi chiamate fra voi amici, a volte anche in un modo molto rumoroso, irruento. Vedremo le risposte e le caratteristiche di queste chiamate e come avvengono.

Le letture di oggi ci presentano una chiamata più antica che è quella di Samuele, la prima lettura e poi quelle di Andrea, Giovanni e Pietro.

Samuele

Samuele era stato molto desiderato dai suoi genitori, che avevano pregato il Signore per averlo e lo avevano consacrato al suo servizio. Sta nel tempio certo, ma quando il Signore lo chiama subito non riconosce la voce di Dio. Anche lui ha bisogno di qualcuno che glielo indichi. Crede che sia Eli, ma non è così. Eli gli dirà quali sono le parole che dovrà dire: “«Parla, perché il tuo servo ti ascolta».

“Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.”
Rispondere al Signore che chiama cambia e trasforma la vita di chi risponde sì, come hanno fatto i Santi. Continue reading

Battesimo del Signore: “Viene dopo di me colui che è più forte di me:.. egli vi battezzerà in Spirito Santo”

 

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il periodo natalizio termina oggi, un periodo breve per capire il grande evento che è avvenuto a Betlemme. Cosa rimane del Natale che abbiamo celebrato in modo poi così inusuale quest’anno? Speriamo almeno la nostalgia di un altro Natale.

Chiediamoci quali sentimenti sono rimasti in noi, se in noi rimane lo spirito di Betlemme! L’ umiltà di fronte a un mistero più grande di noi. La stessa sollecitudine dei magi che cercano il “Re” dei giudei. La semplicità dei pastori. L’inamovibilità dei sacerdoti e degli abitanti di Gerusalemme… spero nessuno abbia i sentimenti di Erode. E’ importante chiedercelo per comprendere il grande evento e mistero allo stesso tempo che abbiamo vissuto.

Oggi, dopo trent’anni di silenzio ritroviamo Giovanni e Gesù adulti al Giordano. Un Giovanni che battezza, richiama alla conversione, ma nello stesso tempo annuncia: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Continue reading

I DOCUMENTI PROVANO CHE GESU’ E’ NATO IL 25 DICEMBRE Oggi è possibile affermare con certezza (anche grazie ai documenti di Qumran) che Cristo nacque realmente il 25 dicembre: vediamone le importanti conseguenze

Padre Antonio Spadaro, intervenendo sul Fatto quotidiano del 1° dicembre a proposito della Messa di Natale, osserva che ciò che conta a livello simbolico non è «l’orario esatto – che sia la mezzanotte o qualunque altra ora – ma il fatto che si celebri quando non c’è luce, quando è buio. E questo proprio per rendere evidente il senso simbolico della festa. Tuttavia la Messa non è la “Messa di mezzanotte”, ma “della notte”. Se si comprende il ragionamento, si comprende pure che la celebrazione della notte che dovesse svolgersi quando è buio, ma in un orario precedente alla mezzanotte, non fa di certo “nascere” Gesù in anticipo».
Tutto giusto. A patto però di non ridurre la celebrazione del Natale ad un qualcosa di meramente simbolico. E questo perché con buona pace del “fastidio” di san Clemente Alessandrino citato in apertura da padre Spadaro, oggi possiamo affermare che la festa, anzi la solennità del Natale ha un fondamento storico sicuro. Che poi questo al semplice credente importi poco o nulla ai fini di ciò che il Natale significa, può anche essere. Ma, intanto, è tutto da dimostrare che le cose stiano effettivamente così; inoltre, e cosa più importante, in questa come in altre occasioni bisogna fare attenzione a maneggiare con estrema cura la materia del contendere onde evitare di far passare il messaggio – caro a certa esegesi che fin troppi danni ha fatto avendo voluto distinguere tra il “Gesù della storia” e il “Cristo della fede” – che il cristianesimo sia ultimamente basato sull’aria fritta, che non abbia cioè alcun fondamento storico. Il che, tanto per essere chiari, è falso.

IL CULTO PAGANO DEL NATALIS SOLIS INVICTI
Tornando al Natale, la vulgata – confermata dallo stesso padre Spadaro – vuole che tale festa fosse in origine un culto pagano, quello del Natalis Solis Invicti, che cadendo in coincidenza col solstizio d’inverno celebrava la nascita del nuovo corso solare. Solo in seguito la Chiesa sostituì il culto pagano del sole nascente con la festa della nascita del nuovo sole dell’umanità, cioè Gesù. Questa, ridotta all’osso, la “storia” del Natale che ci è stata insegnata.
In realtà, come documentò per primo il grande liturgista Tommaso Federici che ne scrisse sull’Osservatore Romano alla vigilia di Natale del 1998, le cose stanno diversamente; ed oggi, anche grazie ai documenti di Qumran, è possibile affermare che Gesù nacque realmente un 25 dicembre. La scoperta si deve soprattutto ai lavori di due specialisti, Annie Jaubert e Shemariahu Talmon. In breve: se Gesù è nato il 25 dicembre, il concepimento deve essere avvenuto, ovviamente, nove mesi prima. E non a caso il calendario cristiano pone al 25 marzo l’Annunciazione a Maria. E l’evangelista Luca ci dice anche che giusto sei mesi prima era stato concepito Giovanni Battista, il precursore. Quel concepimento, che non viene ricordato nella Chiesa d’Occidente, le antiche Chiese d’Oriente lo celebrano solennemente tra il 23 e il 25 settembre, appunto sei mesi prima dell’Annunciazione a Maria.
Ci sarebbe dunque una successione di date logica, e in effetti è giusto dal concepimento di Giovanni che bisogna partire. Il Vangelo di Luca si apre con la storia di Zaccaria ed Elisabetta, ormai rassegnata alla sterilità. Sempre da Luca sappiamo che Zaccaria apparteneva alla classe sacerdotale di Abia, e che quando ebbe l’apparizione «officiava nel turno della sua classe». Ora si ha che i sacerdoti nell’antico Israele erano divisi in ventiquattro classi le quali, dandosi il turno con una cadenza fissa, prestavano servizio liturgico nel tempio per una settimana, due volte l’anno. Si sapeva anche che la classe di Zaccaria, quella di Abia, nell’elenco ufficiale era l’ottava, senza conoscere però quando cadevano i suoi turni di servizio.

E QUI ENTRA IN GIOCO IL PROFESSOR TALMON
Utilizzando anche studi e ricerche di altri specialisti, e lavorando, soprattutto, sui testi esseni di Qumran, lo studioso ebreo è riuscito a precisare in quale ordine cronologico si susseguivano le ventiquattro classi sacerdotali. A quella di Abia toccava, come le altre, il servizio liturgico al Tempio due volte l’anno, ed una di quelle volte capitava proprio nell’ultima settimana di settembre: le Chiese orientali avevano dunque ragione a celebrare tra il 23 e il 25 settembre l’annuncio a Zaccaria. Ragione che presto è diventata certezza, perché in seguito gli studiosi, sulla scia delle scoperte di Talmon, hanno saputo ricostruire la genesi di quella antica tradizione giungendo alla conclusione che essa proveniva direttamente dalla Chiesa giudeo-cristiana di Gerusalemme. Continue reading

Lo tsunami Lgbt sta travolgendo etica e diritto

L’ideologia gender dilaga ormai nel mondo, esonda violenta come un fiume in piena, incontenibile, inarrestabile, sempre più spavalda, sempre più autoritaria, sempre più liberticida, a qualsiasi latitudine. Con un solo obiettivo: reprimere qualsiasi opinione contraria, soprattutto se cattolica, possibilmente rinchiudendola in galera. Lo provano le notizie di questi giorni. Ancora Biden non si è insediato alla Casa Bianca e già gli Stati Uniti sembrano tornati indietro di tre anni, all’era Obama: lo scorso 7 dicembre la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sentenziato la possibilità per gli studenti transgender di condividere anche con persone del sesso opposto spazi quali servizi igienici e spogliatoi. Secondo i giudici, insomma, sarebbe l’«identità di genere» a prevalere sul sesso biologico. Da qui, la decisione di respingere il ricorso presentato dall’associazione «Parents for Privacy» , che aveva accusato il distretto scolastico n. 2 di Dallas di violare il diritto alla privacy degli altri allievi. Secondo la magistratura, anzi, mancare di assistenza agli studenti transgender equivarrebbe a causare una discriminazione illegale nei loro confronti. Una decisione analoga è stata assunta anche dal Dipartimento per l’Educazione dello Stato del Massachusetts: la normativa specifica prevede sanzioni e provvedimenti disciplinari verso gli studenti, che si opponessero o che fossero anche solo in disaccordo col provvedimento, ed intima agli insegnanti di non comunicare ai genitori le scelte espresse dai loro figli circa la propria identità gender. Se da una parte il Massachusetts Transgender Political Coalition ha plaudito alle nuove regole, dall’altra il Massachusetts Family Institute le ha definite una violazione del diritto alla privacy per gli alunni legati al proprio sesso biologico. Continue reading

LA SVOLTA Inquietante spinta della Chiesa agli obiettivi ONU

Abbandonando definitivamente la sua presenza a difesa dell’uomo e dei princìpi non negoziabili, la Chiesa ha accettato l’agenda delle Nazioni Unite per il 2030 con obiettivi a favore di contraccezione, aborto e promozione di un’educazione contraria alla natura umana. La pressione nemica e la debolezza del Vaticano spiegano la svolta cominciata nel 2015.

Non ci sono dubbi: la Chiesa cattolica partecipa con convinzione al perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU per il 2030. Il 15 ottobre 2020 Papa Francesco ha lanciato il suo Patto Globale per l’Educazione e Il 17 dicembre 2020 ha detto di vedere “con soddisfazione che i governi si sono impegnati nuovamente a mettere in pratica queste idee mediante l’adozione dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, in sinergia con il Patto globale sull’educazione”.

Già nel settembre 2015, in occasione dell’approvazione da parte dell’Assemblea generale dell’ONU degli Obiettivi 2030, papa Francesco aveva descritto l’adozione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile come un “importante segno di speranza, se questa verrà effettivamente implementata a livello locale, nazionale ed internazionale”. L’8 marzo 2019, parlando ad una conferenza in Vaticano, papa Francesco notava che “l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, approvati da oltre 190 nazioni nel settembre 2015, sono stati un grande passo avanti per il dialogo globale, nel segno di una necessaria nuova solidarietà universale”.

La Chiesa è quindi pienamente in partita. Però in quegli Obiettivi molte cose non vanno né per la morale naturale né per quella cattolica. Lasciando stare molte cose importanti ma non centrali, come per esempio il clima o le migrazioni, soffermiamoci su quanto dice il punto 3.7 dell’obiettivo salute: “Garantire l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, inclusa pianificazione familiare, l’informazione, l’educazione e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali”. L’Obiettivo è poi ripetuto al punto 5.6 sull’uguaglianza di genere.

Sappiamo tutti che dietro queste melliflue parole c’è l’aborto universalizzato, la contraccezione finanziata o imposta, la negazione della vita e della famiglia. Quest’ultima parola – famiglia – non appare mai in tutti i 169 Traguardi ONU. Come è possibile, allora, che la Santa Sede ne sia entusiasta e vi collabori? Continue reading