Arriva lo Tsunami- Pentecoste 2016 anno C – Meditazione con i cresimandi

 

Domenica scorsa Gesù diceva ai suoi: “ Andate in tutto il mondo, annunciate il Vangelo ad ogni creatura … battezzate, chi crederà sarà salvo, chi non crederà …” Brutta cosa non credere, perché quando l’ uomo non crede, cioè non accetta di vivere nella fede combina un sacco di pasticci.

La prima lettura della messa della vigilia ce lo ricorda.
… Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Quando l’ uomo non crede da un “po’ di matto,” pensa di essere come Dio, esattamente come fanno quegli uomini nell’ episodio della torre di Babele. Vogliono fare una grande torre per scalare il cielo e sappiamo che nella Bibbia il cielo indica non tanto un luogo, ma contrapposto alla terra, indica quella realtà dove è Dio, ( la “dimora” di Dio). Vogliono prendere il posto di Dio! E guardate i risultati … non ci si capisce più. Viene una grande confusione, un grande caos. L’ uomo non capisce più il suo prossimo. È quella grande tentazione che è sempre presente nella storia degli uomini, quella che sta all’ inizio della Bibbia: quella dell’ uomo che vuole mettersi al posto di Dio. Tutti noi lo facciamo, prendiamo il posto di Dio quando non ascoltandolo, non accogliendolo vogliamo fare di testa nostra, decidere da soli.

Gesù ci dice: Ama Dio, ama il prossimo! Io invece amo solo me stesso, degli altri non mi importa nulla, del Signore ancora meno! Gesù ci dice non vendicarti, perdona, ma noi non solo non perdoniamo, ma ci vendichiamo abbondantemente.
Allora vi è bisogno di parlare un linguaggio nuovo, diverso, che è quello che ci ha insegnato Gesù, ma per fare questo abbiamo bisogno di un maestro, di un maestro speciale, questo maestro è lo Spirito Santo.

È Lui che ci insegna il linguaggio del saperci donare come …. In quell’ episodio in cui …   

Il santo era giunto in prossimità del villaggio e si stava sistemando sotto un albero per la notte, quando un abitante del villaggio arrivò correndo da lui e disse: <<La pietra! La pietra! Dammi la pietra preziosa!>>.
<<Quale pietra?>>, domandò il santo.
<<La notte scorsa il Signore mi è apparso in sogno>>, disse l’abitante del villaggio al crepuscolo, avrei trovato un santo che mi avrebbe dato una pietra preziosa che mi avrebbe reso ricco e tirò fuori una pietra preziosa che mi avrebbe reso ricco per sempre>>.
Il santo rovistò nel suo sacco e tirò fuori una pietra.
<<Probabilmente intendeva questa>>, disse porgendo la pietra all’uomo. <<L’ho trovata su di un sentiero nella foresta qualche giorno fa. Puoi tenerla senz’altro>>.
L’uomo osservò meravigliato la pietra. Era un diamante. Probabilmente il più grosso diamante del mondo perché era grande quanto la testa di un uomo!
Prese il diamante e se ne andò. Tutta la notte si rigirò nel letto, senza poter dormire. Il giorno dopo alla spuntar dell’alba svegliò il santo e disse: <<Dammi la ricchezza che ti permette di dar via così facilmente questo diamante!>>.

La ricchezza che ci permettere di essere così liberi dalle cose, liberi dal nostro egoismo, dalla nostra incapacità di mare come Gesù ci ha insegnato, che nasce dal peccato è in realtà una persona: lo Spirito santo che ci conduce sulle strade dell’ amore, dell’ incontro con l’ altro che è prima di tutto Dio e in Lui, ogni persona.

È quella lingua nuova che pure nella diversità di ogni persona è compresa da tutti e che proclama le grandi opere che Dio fa a favore dell’ uomo se lo accoglie e lo fa abitare in se, nella sua vita, nei suoi gesti, nelle sue azioni.

Luca negli Atti, descrivendo proprio la Pentecoste, dice che: “Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: «Che cosa significa questo?.
Subito dopo aggiunge: “Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di vino dolce”.

Già perché, allora come oggi, non tutti sono disposti ad ascoltare la voce dello Spirito, che giunge a noi attraverso la Chiesa, attraverso la testimonianza dei cristiani e allora ci vuole quel coraggio, quella fortezza che è dono dello Spirito. Gli apostoli stavano chiusi per paura, come fanno tanti cristiani oggi che hanno paura di farsi vedere cristiani, dimenticandosi di avere ricevuto lo Spirito Santo. Dopo il dono dello Spirito Pietro e gli altri non hanno più paura di parlare che Gesù è il Signore, crocifisso e risorto e che solo in Lui noi possiamo avere una vita piena, nuova, salvata.

Allora coraggio, buttiamoci in questa avventura, lasciamoci travolgere da quello tsunami che viene a sconvolgere le nostre vite e incamminiamoci, guidati da lui su quella via della santità a cui siamo stati chiamati dal giorno del nostro Battesimo, che è possibile percorrere perché i santi “ non sono quelli che sono nati perfetti, sono come noi …, ma quando hanno conosciuto l’ amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni o ipocrisie
(Francesco). Lo Spirito Santo, che è Spirito di santità, ci prende per mano e ci conduca.

Deo Gratias, dqy

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