Ascensione del Signore – Una nuova presenza…

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore
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Il Signore è risorto dopo la tragedia della crocifissione e quello che sembrava essere il suo fallimento non si è rivelato tale perché il Nazareno è il volto, la presenza di Dio in mezzo a noi. Forse gli apostoli avranno pensato: “è giunto il momento di raccogliere il frutto di quello che sono stati questi tre anni assieme al Maestro”. Come sempre, però, il Signore stravolge quelli che sono i nostri pensieri e le nostre congetture umane. Gesù promette il dono dello Spirito Santo e torna al cielo, questa realtà che le categorie umane non riescono a descrivere. Quindi che succede?

Inizia una nuova fase di una storia, che nonostante quanto possano fare anche di terribile gli uomini è una storia di salvezza. Leggiamo negli Atti degli Apostoli che due uomini in bianche vesti appaiono dicendo agli Apostoli «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Inizia il tempo della testimonianza e della missione della Chiesa. Scrive un commentatore: “Con l’Ascensione di Gesù accade ciò che avviene ad ogni bambino, quando la mamma improvvisamente stacca le sue braccia e lo lascia camminare da solo”.

Andate, siate testimoni … Dio non è un Dio che vuole risolvere tutto con la bacchetta magica spianando i problemi e le difficoltà che inevitabilmente fanno parte della nostra vita. Al contrario è un Dio che si fida di noi, (è coraggioso), fa strada con noi e affida il cammino del Vangelo a noi, battezzati, che siamo la Chiesa, con tutte le nostre fragilità.
Inizia per noi, che siamo qui a celebrare l’Eucaristia il tempo della responsabilità, il tempo dell’annuncio con le parole e con la vita in un mondo che se da una parte parla di grandi valori spessissimo disattesi, dall’ altra è refrattaria al Vangelo, e al messaggio cristiano.

Coraggio, allora, buttiamo via ogni incertezza, ogni pigrizia, armiamoci di volontà e di coraggio. La missione che il Signore affida ad ogni battezzato può sembrare superiore alle nostre forze, come fare quindi?
Non vi è altra strada che seguire quella strada che il Signore ci ha tracciato: quella dell’amore che diventa dono e servizio facendola diventare la nostra vita.
Non puoi predicare la povertà se non sei tu il primo a farti povero, così come la pace, di cui si sente parlare tanto in questi tempi, se prima di tutto non sei tu un pacifico, così come la giustizia, come la speranza. Io devo essere il primo a sperare. Se il cristiano vive come vivono tutti gli altri non è un punto di domanda per il mondo e nessuno si pone domande. Se vive con coerenza la sua fede diventa un problema per le domande che fa nascere nelle coscienze delle persone.
Suscitare stupore di fronte alla logica del mondo fa parte della testimonianza che i cristiani sono chiamati a dare.

L’ Ascensione ci fa anche riflettere su qualcos’altro. Ci dice che il fine
dell’uomo non è solo in ciò che stiamo vivendo qui ed ora, ma che dobbiamo guardare in alto intravvedendo una vita che va oltre, che approda nell’ eternità. Non dimentichiamo che ascendendo al cielo Gesù risorto porta con noi la nostra umanità.
Péguy ha detto: “Oggi, purtroppo, si sta diffondendo una grave amnesia dell’eternità” e un altro scrittore contemporaneo: “ Ci è accaduto un fatto strano: “abbiamo dimenticato che si deve morire”.

Allora, mentre teniamo gli occhi fissi al cielo, teniamo i piedi sulla terra, perché quanto facciamo di buono e di bene annunciando il Vangelo siano avvisi dell’ eternità che ci attende.

Deo gratias, qydiacdon

 

Vignetta sul Vangelo dell'ASCENSIONE DEL SIGNORE – ANNO C – SOLENNITÀ –  MESSA DEL GIORNO – 2022 – Amici Domenicani

 

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