1 Domenica di Avvento Attesa per una rinnovata speranza … Isaia 63; 1 Corinzi 1,3-9; Marco 13,33-37

Questo tempo nuovo che si apre davanti a noi , che introduce una nuova tappa nel grande cammino della nostra vita: un nuovo anno da vivere in compagnia di Gesù,  questo periodo di Avvento è caratterizzato dall’ attesa! Del resto tutti noi sempre  attendiamo che accada qualcosa di nuovo, di diverso nella nostra vita, nella nostra esistenza, anche quelli che sembrano non attendersi più nulla, in realtà hanno un desiderio: quello di potere di nuovo essere sorpresi, di potersi di nuovo stupire,  di avere  qualcuno che gli indichi la meta per cui vale ancora la pena di alzarsi, mettersi in cammino e vivere nel senso pieno della Parola, la vita. Oggi sul  vivere vengono mandati tanti messaggi che illudono l’ uomo di essere vivo, ma che appiattiscono indicando un modello sull’ apparenza, sull’ efficienza, sull’ immediato, sull’ affermazione di se, e potremmo continuare, ma oggi non sono qui ad essere solamente moralista.

Vorrei invece sottolineare l’ Avvento come tempo di speranza.

Perché vi è davvero il rischio di smarrirci. Smarrirci perché basta  metterci in ascolto, guardare ciò che accade nel mondo, vi è davvero il rischio di lasciarsi sopraffare dal pessimismo, prendere dall’ angoscia perché constatiamo la nostra insufficienza. 

Viene la tentazione grande di voltarsi indietro, guardare al tempo passato e il cuore si riempie di nostalgia e sentiamo un vuoto che ha bisogno di essere colmato … Vorremo sapere il futuro, ma il futuro è incerto e rimane sconosciuto …

Bisogna che torniamo a guardare in alto, al cielo, facendo nostra quella bellissima preghiera di Isaia: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi”. Vieni Signore, a ravvivare la nostra speranza, quella speranza di cui ha scritto Peguy, dicendo che sorprende sorprendendo anche Dio, se mai  qualcosa dovesse sorprendere Dio e che permette agli uomini, che vedono come vanno le cose, di credere che domani, domattina, andrà meglio di oggi. Questa è la grande meraviglia, la grande sorpresa che ci fa Dio in questo tempo di grazia, che nasce dal suo amore, dal fatto che è fedele alle sue promesse. Quelle promesse, portate avanti nella storia della salvezza, della venuta del Salvatore.

Speranza dono di Grazia di Dio che ha davvero una forza incredibile, perché Dio stesso ne è la sorgente, Lui da la forza di sperare.Quella speranza che nasce il giorno di Natale, perché è Gesù la nostra speranza, che è anche piccola, come una bambina, che è come una fiammella vacillante, tremula al soffio di quel peccato che tante volte vorrebbe spegnerla in noi, al soffio di tutte le malvagità e il male che escono dal cuore dell’ uomo inquinato dal peccato, ma che,  per la grazia di Dio continua ad ardere, invincibile, e permette all’ uomo di continuare a credere, vivere, lottare…

Quella speranza, che ha guidato i magi, dall’oriente alla culla di Gesù, guidi anche noi  in questo cammino verso il Natale e si ravvivi in noi con la nascita di Gesù, ma continui a guidarci per tutta la vita , per tutta la nostra esistenza. Stiamo, anche, ben svegli, per non fare come quelle ragazze, stolte, poco furbe, della parabola di Matteo che aspettando lo sposo per la festa di nozze rimasero senza olio nelle lampade e non poterono entrare alla festa di nozze.

Cerchiamo piuttosto di essere come delle sentinelle attente con gli occhi aperti e il cuore pronto per accogliere il Signore che viene, pronti ad accogliere le sorprese che  ci porta e a lasciarsi sorprendere da Lui.

Chiediamoci: cosa significa VEGLIARE?

Certamente riconoscere il Signore che continuamente passa nella nostra vita e nella nostra esistenza, ma  soprattutto prendere consapevolezza che il tempo passa velocemente e che la nostra conversione non è più rimandabile. L’ avvento ritorna ogni anno, perché, come ha anche scritto qualcuno, sembra che abbiamo bisogno di corsi di recupero dimenticandoci o non avendo mica capito tanto bene la lezione che ci viene dal Natale e che il nostro essere cristiani probabilmente zoppica un po’.

Allora all’ inizio di questo nuovo cammino mettiamo davanti a noi alcuni punti:

  • Rinnoviamo la nostra speranza, il Signore viene per questo, qualsiasi sia la nostra situazione, non rassegnamoci e non disperiamo …
  • Prendiamo consapevolezza che le cose terrene, materiali son temporanee, servono, non tutte, ma non sono il “fine” dell’ uomo
  • Vegliamo e non lasciamoci cogliere impreparati; è tempo di cambiamento, di conversione
  • Siamo disponibili alle sorprese di Dio accogliendolo

La sorpresa di Dio? Gesù è la sorpresa di Dio.

Perciò: “Rimaniamo saldi, irreprensibili, sino alla fine perché Dio è degno di fede e ci chiama alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Nostro Signore”

 Soli Deo gloria

Qydiacdon

 

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