XXXI Domenica tempo ordinario B – Amerai …

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
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Il Vangelo di questa Domenica ci invita, nella domanda e nella risposta che viene data, a riflettere su una componente fondamentale dell’animo e della vita umana: la capacità di amare, la qualità dell’amore, e quanto bisogna amare, Vi possono essere dei limiti?

La parola amore deriva dal Sanscrito, alcuni sostengono derivi dal latino, se andiamo a leggere nell’enciclopedia Treccani viene data questa definizione:
“Sentimento di viva affezione verso una persona, che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia.”

Questa parola è come un diamante che presenta diverse sfaccettature, proviamo a distinguerne alcune.

 La prima è quella dell’amore di coppia, vorrei dire dell’amore coniugale, anche se oggi, purtroppo, molti scelgono la convivenza e non il matrimonio. Ma siamo veramente sicuri che la convivenza esprima una vera capacità di amare quando non si ha il coraggio, o la generosità di assumersi la responsabilità dell’altro? Anche se a volte dietro certe convivenze vi sono storie tristi di separazioni, di matrimoni falliti.
 Un’ altra faccia è quella dell’amore dei genitori nei confronti dei figli, anche quando i figli non corrispondono proprio alle nostre aspettative, anche quando sono difficili e hanno dei problemi. Un amore che non vede nei figli, che ci sono affidati, attenzione: non sono nostri, un prolungamento di noi stessi, ma che gioiscono nell’ orientarli e aiutarli quello che vogliono essere in senso positivo, amanti del bello, del buono, amanti della vita.
 Visto che abbiamo parlato dei genitori parliamo anche dei figli. L’ amore dei figli verso i genitori sempre anche se sono nella vecchia con tutti i problemi che essa comporta. A volte non è così semplice, ma essi ci hanno dato la vita. Magari secondo voi non sono stati proprio quello avreste voluto in certi occasioni, ma se non vi avessero accettato voi non ci sareste.
 L’ ultima faccia a cui accenno è l’amore amicale, l’ amore di amicizia.
Qualcuno lo ha definito così: “È l’amicizia ovvero l’amore con la A maiuscola, il vero, unico e grande amore della vita. La persona per la quale provi un affetto incondizionato, senza interessi, senza gelosie, senza malintesi, senza paura. (Essa) ti capisce solo con un’alzata di sopracciglio, con un whats app troppo laconico, (…) le canzoni con cui ti può fare passare dal pianto al riso e dal riso al pianto.” Scriveva qualcuno.

Alla domanda dello Scriba, una persona che è sinceramente in ricerca su qual’è “il comandamento più grande” potremmo

tradurre il senso della vita viene indicato l’amore. Sembrerebbe un assurdo

Perché non si può comandare di amare a nessuno. Non si può essere costretti ad amare, amare implica una scelta, la libertà, il sentimento. Io posso rispettare, ubbidire, temere ma non nessuno mi può imporre di amare.

Pone al primo posto l’amore Dio e dopo l’amore al prossimo. Spesso si riduce anche l’esperienza di fede a una specie di filantropismo in cui fare qualcosa di buono per gli altri ci fa sentire a posto e di essere già a posto con Dio, ma esaminiamo bene quello che il Gesù di dice. Dice di amarlo come te stesso. Questo dovrebbe obbligarci a guardare dentro noi stessi. Ma noi siamo poi sicuri di amarci? Così come siamo, con i nostri limiti, difetti dubbi, incertezze? Certo impegnandomi a migliorare.
Perché poi allo stesso modo dovrò accettare l’altro che devo amare.

Ecco, quindi che il primo dei comandamenti che ci viene indicato è quello dell’amore a Dio. Lasciati amare da Dio che ti conosce molto di più di quello che tu sai di te stesso, ma ti accetta come sei e accettandoti e amandoti come sei ti rende capace di amare ciò che non è amabile.

Vi è una frase: “ Dio ci ama non perché siamo meritevoli, ( un amore condizionato) ci ama non perché buoni, ma amandoci, ci rende buoni.

Il Signore ci ama anche in questa Messa e ci rende buoni e di amare gli altri come Lui li ama

Un amore rivolto all’uomo, ma che trova il suo inizio fuori dall’uomo: amerai Dio, amerai il prossimo.

Deo gratias, qydiacdon

 

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