XXIX domenica ordinario A/2017 – Cesare o Dio(omelia con i bambini/ragazzi del catechismo parrocchiale

Mt 22,15-21

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»

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Prima di riflettere sulle letture vi chiederei di fare un attimo di silenzio e, chiudendo occhi, lingua e orecchie di immaginare una scala, lunga come volete e vedere cosa o chi è nel gradino più alto!

Vi ho chiesto di fare questo piccolo esercizio perché, abbiamo sentito nella prima lettura, “Io sono il Signore e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio” ma è proprio vero che sia così?

Se Dio- Gesù occupavano il gradino più alto, che vuol dire erano sopra tutto e tutti allora bene, se no bisogna registrare, mettere a posto qualcosa.  A me sembra che in realtà, spesso per tanti non sia proprio così! Mi sembra, e sarei felicissimo di sbagliarmi, che le persone nel loro cuore e nella loro vita mettano al posto di Dio altro e che il Signore non sia proprio sopra a tutto ma al secondo, al terzo, al quarto o, speriamo che non sia così, al 350.000 posto, cioè all’ ultimo.

Se scopriamo che qualcuno, o qualcosa altro occupa il posto di Dio cerchiamo di capire cos’è, perché niente è più importante di Gesù che è Dio, come il Padre, e lo Spirito Santo.

 Abbiamo sentito come nel Vangelo i nemici di Gesù gli tendano una trappola con quella domanda: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare? I farisei e i seguaci di Erode credono di essere furbi, come lo crediamo anche noi tante volte, ma la furbizia più che espressione di intelligenza è l’ intelligenza inquinata che si mette al servizio del male, e questo succede spesso. Cercate quindi di essere intelligenti più che furbi!

Chi è Cesare?

Tutti sappiamo, dai nostri studi, anche minimi di storia che Cesare è l’imperatore di Roma, conquistatore e occupante della Palestina a cui imponeva delle tasse. Ma vi è anche qualcosa di più sottile. Sulla moneta che presentano a Gesù vi è scritto: «Tiberio Cesare, figlio del divino Augusto, ed Augusto (anche lui)». Che sarebbe come dire divino anche Lui.

Dietro la domanda che fanno a Gesù vi è una questione molto più importante sulla quale dobbiamo riflettere tutti, non solo una questione di tasse: Com’è il mio rapporto con Gesù? É più importante Cesare o Dio?

 Per capire la risposta che da Gesù bisogna che facciamo un piccolo sforzo.

Nel mondo vi sono delle cose che sono affidate alla cura degli uomini! Come devono essere costruite le abitazioni perché siano sicure, le strade perché vi si possa circolare bene e in sicurezza queste cose costano e  vengono realizzate con il contributo di tutti: date a Cesare quello che è di Cesare, sperando che gli uomini lo facciano bene. Ad esempio non lo fa chi compie degli atti di vandalismo, uno studente che danneggia i banchi della scuola, che non ha comprato lui, un lavoratore che non esegue con cura il lavoro che gli viene affidato, chi si impossessa, imbrogliando, di somme enormi.
Ma fermiamoci alla seconda parte della risposta che Gesù dà a quelli che vogliono coglierlo in fallo.

Date a Dio quello che è di Dio!

E cominciamo a pensare se davvero noi riconosciamo nella nostra vita quello che è di Dio!

L’ aria che respiriamo è dell’uomo, la inventa lui o è Dio che la dona? La bellezza del creato, un cielo stellato, il pettirosso che mi capita di vedere all’ alba, una sorgente di montagna … l’ha inventata l’uomo o l’ha “inventata Dio”.

La vita che mi è stata donata, che è nelle mani di Dio nel suo grande mistero, quello che sono con la mia persona fisica, ma non solo; con la mia capacità di amare, di gioire, di sopportare anche, di piangere e di commuovermi per una persona cara o per un povero. L’ha inventata l’uomo, o mi è stata regalata da Dio?

Dio sta prima e al di sopra di tutto e bisogna riconoscerlo, bisogna dare al Signore il primo posto. Certo l’uomo può fare delle cose buone con le sue capacità e con la sua intelligenza, sempre date da Dio, ma sono buone quando rispettano quello che si deve dare a Dio e il suo disegno, la sua volontà!

Noi a Dio dobbiamo tutto. Se ci scordiamo di questo e Dio scomparirà dalla nostra vita tutto crolla. Se invece diciamo di sì al Signore e riconosciamo che tutto è suo e gli appartiene non solo saremo svegli, vigili, faremo cose buone belle per noi e per gli altri, ma non saremo mai soli e lo sentiremo vicino.

Mettiamo Gesù al primo posto e ricordiamoci: “L’immagine di Cesare è scolpita su una moneta, mentre l’immagine di Dio è dentro di te. Se la perdita di una moneta ti rattrista, a maggior ragione non dovrebbe farti piangere l’aver disprezzato l’immagine di Dio che è in te?” (S. Agostino)

 Deo gratias qydiacdon

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