XIII DOMENICA ORDINARIO : Seguire…

Dal Vangelo secondo Luca

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”


“Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”.
Gesù va a Gerusalemme per portare a compimento la missione che il Padre gli ha affidato, senza tentennamenti, senza incertezze, anche se sa quello che lo attende.

Mi veniva da pensare, al contrario quanti tentennamenti, quanti se e ma abbiamo così spesso noi cristiani nel porci in cammino dietro al Signore, che ci chiama e ci manda per preparagli la strada. Se anche noi abbiamo la stessa risolutezza nell’ annuncio del Vangelo, nell’ indicare Gesù come colui che viene a liberare l’uomo. Il mese di giugno ad esempio è il mese dedicato al Sacro cuore, ma in tante città questo mese è dedicato al gay pride, cioè all’ orgoglio omosessuale, che non corrisponde alla visione cristiana della sessualità e che dà un pessimo messaggio ai nostri ragazzi e giovani. In America vi sono manifestazioni perché si è sancito che l’aborto non è un diritto, ma come può essere un diritto la soppressione di una vita? Cosa fanno i cristiani di fronte a queste realtà? Certo non invochiamo un fuoco dal cielo come Giacomo e Giovanni, ma affermare che non è secondo quello che dice la Bibbia si può!

All’ entusiasmo per il Vangelo: “Ti seguirò ovunque tu vada”, quando il Signore presente quali sono le condizioni di chi si pone in cammino con Lui: ecco allora dubbi e perplessità «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
Rifiuto, precarietà, persecuzione tutte cose che attendono chi si pone con coerenza a seguire il Signore.

Il Signore vuole gente che sa non chiudersi nella sua piccola realtà, nel suo tran tran asettico, ma disposta a giocarsi sul Vangelo. Questo è il compito che ci è stato affidato quando siamo stati battezzati. Cristiani vivi non come specie di ombre di quella fede che ci è stata donata, di quell’amore che ci è stato manifestato nell’ amore del Cristo sulla Croce.

Mi ricordo che quando ero giovane e come succede spesso si sbaglia e andavo dal mio padre spirituale, un gesuita piccolo, minuto, ma un gigante nella confessione e nella direzione spirituale mi diceva: “quello che è stato è stato, ora bisogna guardare aventi e andare avanti”. Allora trovavo la forza di ripartire.
Così dobbiamo fare noi. È vero commettiamo errori e peccati, ma bisogna riprendersi, con la grazia di Dio e guardare avanti, la nostra missione non si conclude nonostante le nostre incongruenze, le ferite e i fallimenti.
Allora andiamo avanti con fiducia perché la grazia di Dio, se noi apriremo il nostro cuore, saprà risollevarci.

Un commentatore scrive: “Il Signore, infine, non ha bisogno di mezzi forti, di segni prodigiosi o, peggio (poveri apostoli, che figura!), di vendette esemplificative, ma di uomini e donne costruttori di pace, disposti a entrare definitivamente nella logica del vangelo.
Perché non renderci disponibili? (Attenti, però: il rischio è che Dio ci dia retta!) (Curtaz)

Deo gratias, qydiacdon

 

Ordinario!- BUONA DOMENICA! XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C | Cantalavita

 

 

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