XIII Domenica ordinario C: Ascoltare, accogliere, obbedire, seguire

Ascoltare, accogliere, obbedire, seguire sono le  parole che hanno accompagnato la mia riflessione sulla Parola che il Signore ci rivolge attraverso le letture! Dio dà ad Elia l’ordine di scegliersi un discepolo che impari ad essere profeta al suo posto. Elia ascolta l’ordine di Dio, obbedisce e chiama Eliseo, che sta arando il suo campo, e quando riceve il mantello di Elia lo segue e inizia, così, per lui una vita nuova.

Ambedue Elia ed Eliseo si sono messi in ascolto, accolgono quello che il Signore gli chiede e dicono di sì, con l’obbedienza della fede.
Hanno ascoltato, accolto e si sono messi in cammino sulle strade del Signore per adempiere quello che gli è stato chiesto, per obbedire ad una chiamata!

Nel Vangelo, Luca inizia a descrivere quel cammino verso Gerusalemme che condurrà Gesù alla Pasqua, alla Passione, Morte, Risurrezione.
In questo cammino necessariamente si doveva attraversare la Samaria e i Samaritani, tradizionalmente non erano ben disposti verso i giudei. Gesù manda dei messaggeri per annunciare il suo arrivo, ma i Samaritani non vogliono riceverlo! Poverini che occasione che perdono non potere ascoltare le parole del maestro, l’annuncio del Regno di Dio e della Salvezza. Giacomo e Giovanni chiedono di invocare un fuoco dal cielo per punire l’arroganza dei Samaritani. Gesù ancora una volta ci spiazza, perché, forse se avessimo potuto avremmo fare voluto fare anche noi come Giacomo e Giovanni! Quante volte la tentazione di incenerire qualcuno e forse lo abbiamo fatto, anche se solo con lo sguardo! Gesù è paziente anche con chi non lo accoglie … la pazienza questa virtù così difficile da esercitare, in modo particolare in una mentalità come la nostra che vorremmo tutto e subito! Gesù è paziente perché è venuto per salvare e non per distruggere, ma questo non va a scapito dell’accoglienza e della giustizia. Se tu chiudi la porta a chi ti viene offrire la salvezza poi non te la devi prendere con lui!

Ma come dobbiamo intendere la pazienza biblica?
Un commentatore scrive: “La “pazienza” biblica è l’esatto contrario della rassegnazione passiva; è, invece, la calma costante di chi continua la sua missione, il suo viaggio a Gerusalemme, sicuro che l’amore del Padre è più forte di ogni opposizione. Gli è in qualche modo partecipata la stessa pazienza di Dio, poiché il Dio manifestandosi in Gesù ha come sospeso la sua onnipotenza ed è entrato “nel tempo della pazienza”. Dio non impone, si offre”.(Giovanni Saldarini)

Mentre camminavano … incontri..

Un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».

Un’ entusiasta! Tanti si lasciano entusiasmare dal Vangelo, ma quando si tratta di accogliere, obbedire e seguire allora le cose possono cambiare e l’ entusiasmo svanire! Seguire Gesù non è garanzia di successo, di fama; davvero profetica la parola del Vangelo, succede di “non avere una pietra dove posare il capo” in questo tempo di persecuzione esplicita o latente e subdola, di disorientamento all’ interno della stessa Chiesa!
Seguire Gesù ci può condurre a dolorose esperienze di esclusione, di solitudine, di incomprensione e frustrazione, ma il Signore non manca di elargire la sua forza e i suoi doni per affrontare la fatica del Viaggio e della missione se perseveriamo fino alla fine!

“7 Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori. 9 Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. 10 Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. 11 Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. 12 Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà. 13 Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.” (Vangelo di Matteo capitoli 24-25)

Gesù chiama ancora:

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Ascoltare, accogliere obbedire e seguire è un invito pressante da accogliere subito! Gesù non dice che dobbiamo dimenticarci degli altri e dei rapporti famigliari, parentali, ma chiede di fare chiarezza: “Bisogna cercare prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia e il resto ci verrà dato in sovrappiù” (Mt 6,33)

Noi oggi siamo prigionieri di molte cose, pensiamo solamente a come siamo schiavi del tempo, delle cose da fare, di tante catene che ci siamo artificialmente costruite e che veramente ci impediscono di essere liberi davanti alla chiamata che il Signore ci rivolge a seguirlo. Non crediamo che il nostro seguire Gesù possa essere certamente solo frutto della nostra volontà, ma è possibile solo assieme al dono dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto e che opera in noi, come ci ricorda S. Paolo nella seconda lettura.
In questa Eucaristia chiediamo al Signore la grazia di seguirlo per potere realizzare quella vocazione alla quale Egli ci ha chiamato, ma interroghiamoci seriamente anche su quelli che sono gli ostacoli che ci impediscono di seguire il Signore in prontezza, obbedienza, pazienza e generosità!

Deo gratias, qydiacdon

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