“ Vi ho dato l’ esempio perché come ho fatto io, facciate anche voi” (Gv 13,15) -Triduo Pasquale 2018 – Giovedì santo, omelia con i bambini che celebreranno la 1 Comunione

Con la celebrazione di questa sera termina la Quaresima ed inizia la celebrazione della Pasqua. Vorrei richiamare due immagini che le letture ci hanno ricordato: una è quella dell’istituzione dell’Eucaristia: la Messa alla quale fra un po’ voi parteciperete in modo pieno con la celebrazione della prima Santa Comunione. Nella vita di un cristiano è la cosa più importante, essenziale. Un cristiano senza la Messa è come una persona senza il cuore: non è viva. L’altra è il gesto che compiremo fra un po’, quello che abbiamo sentito descritta dall’ evangelista Giovanni: la lavanda dei piedi.

Vi è una frase, però, che mi ha particolarmente colpito e che ritroviamo nel Vangelo, proprio alla fine, sembra raccogliere quello che Gesù ci vuole comunicare attraverso questi gesti e che non dovremmo mai dimenticare come cristiani: “Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”.

Cos’ è un esempio credo lo sappiamo tutti! Qualcosa che serve come modello da imitare (buon esempio) o da evitare (cattivo esempio); essere un esempio bello, buono nel modo di comportarsi, in ciò che si fa e in ciò che si dice. Oggi sembra che siano più i cattivi esempi, quelli da non seguire assolutamente, come hanno fatto quegli studenti che hanno legato e malmenato una professoressa in classe, di quelli buoni, che ci fanno essere migliori e ci fanno crescere.

Gesù è il modello che ci fa crescere come persone, ma soprattutto come suoi amici e come digli di Dio, come siamo diventati dal giorno del nostro Battesimo.

Quale esempio ci dà, dunque Gesù questa sera e nella Pasqua che stiamo già vivendo?

1. Gesù ci dà l’esempio, concreto, di come si fa ad amare. “Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”. Sino alla fine vuol dire fino alla misura più grande, fino al grado massimo, senza tirarsi indietro anche se amare in questo modo vuol dire dare la vita e il Signore lo fa per noi. “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”. Gesù fa proprio così e non lo fa solo per i discepoli che sono lì in quel momento, ma lo fa anche per me, per te che stai leggendo, perché a me e a te, a tutti Egli offre la sua amicizia.
2. L’ esempio che ci dà Gesù, ci dice che l’amore è dono per … Quindi se noi nella nostra vita vogliamo davvero essere delle persone che sanno amare sul serio al modo di Gesù, “sino alla fine” dobbiamo fare della nostra vita un dono … Un grande regalo d’ amore, come hanno fatto tante persone che accettano di dire sì a Gesù.

Cosa c’ entra la lavanda dei piedi con tutto questo?

C’ entra parecchio, perché attraverso di essa Gesù ci dice che l’amore di cui sta parlando deve sapersi chinare, abbassarsi verso gli altri, come ha fatto Lui che è il Figlio di Dio, Dio, che viene incontro a noi non con forza, con potenza, con arroganza, ma con umiltà, non avendo paura di stare accanto, vicino e di fare anche quello che sembrerebbe sminuirci. Erano gli schiavi che lavavano i piedi. Eppure Gesù non ha paura di compiere questo gesto, che sembra quasi squalificarlo, Lui che è il Maestro e il Signore.
Pietro non vuole che Gesù gli lavi i piedi, che compia questo gesto nei suoi confronti … non è la prima volta che contesta Gesù, lo aveva già fatto anche quando Gesù aveva annunciato di dover andare a Gerusalemme, essere preso, condannato e crocifisso … chissà se aveva intuito già un po’ il senso di quello che Gesù stava facendo e dove Gesù andava a finire “Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”.

Gesù risponde che non vi possono altre strade se vogliamo stare con Lui già ora e per sempre, nell’ eternità se non questa che lo porterà al Calvario. Alla Croce! Pietro, allora fa l’opportunista dicendo che se allora è così meglio abbondare, mica solo i piedi… Sarà poi la strada che seguirà anche lui, dopo la risurrezione, morirà anche lui crocifisso, e la tradizione ci dice a testa in giù.

Amare come ha amato Gesù, donarsi come ha fatto Lui, richiede molta forza! Dare la vita, sacrificarsi, richiede una forza che da soli non abbiamo
Ecco allora che Gesù è voluto rimanere presente in mezzo a noi in quel pane e quel vino che diventano Lui nella Messa, per darci questa forza, per sostenerci e non perderci mai d’ animo anche quando tutto sembra andare contro, anche tutti ci abbandonano e ci voltano le spalle perché se “non è facile lavare i piedi a qualcuno, spesso è ancora più difficile farseli lavare” e questo succede tutte le volte che noi diciamo no a Gesù con quello che pensiamo, con quello che facciamo, con quello che diciamo e, dicendo no a Lui, diciamo no anche agli altri. Nel fare la comunione nella S. Messa, noi siamo chiamati ad essere un tutt’uno con Lui, chiamati ad essere tempio di Dio, tempio dello Spirito Santo.

Nel pregare il gesto della lavanda dei piedi, pensiamo allora se siamo disposti a lasciarci amare da Gesù, così purificati seguire il suo esempio e fare come Lui ha fatto a noi.!

Deo gratias, qydiacdon

 

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