V Domenica di Quaresima anno C -2022 – Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

________________________________________________

Vi sono alcuni passi nella Liturgia della Parola di questa Domenica che mi hanno colpito in modo particolare
1. Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia non ve ne accorgete?
2. E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra … chi è senza peccato scagli la prima pietra
3. Neanche io ti condanno va e non peccare più.

Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia non ve ne accorgete?
Il profeta Isaia attraverso delle immagini paradossali, come quella di aprire una strada nel mare, del resto Dio lo aveva fatto quando aveva liberato Israele dalla schiavitù dell’Egitto, aprire nel deserto una strada, mettere dei fiumi nella steppa, che è un territorio anch’esso quasi desertico invita, ancora una volta, il popolo di Israele a ricordare e che Dio non si dimentica, invita alla speranza, a guardare avanti. Lui è all’opera e non abbandona, ancora, se il popolo ha fiducia, contemplerà qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo.

È un grande messaggio che rimane valido anche per noi oggi che stiamo attraversando tempi dove gli uomini più che riuscire a trovare riconciliazione ripercorrono le strade buie della forza delle armi. Purtroppo l’uomo, anche in questa situazione, non si rivolge a Dio, dimentica di chiedere il dono di una novità sconvolgente non solo per quanto sta accadendo in Europa, ma nelle altre guerre e nei conflitti in altre parti del mondo (al 21 marzo 2022 se ne contano 59) e nessuno ne parla o ne ha parlato.

Attraverso cosa il Signore fa questa cosa nuova? Certo non lo fa con la bacchetta magica tipo Harry Potter. Andiamo a vedere nel Vangelo.

Il Vangelo ci presenta questa donna che viene scoperta con un uomo che non è suo marito. È una cosa molto brutta perché non vuole dire solo tradire la fiducia, ma tradire l’amore, quando uno ama veramente è fedele. Dio amandoci è fedele con noi. Cosa succede. Tutti sono pronti a lapidarla, ma perché non andare a sentire cosa dice il maestro di Nazareth, quello che parla tanto di amore, cosa ci dirà, non può andare contro la legge che ci ha dato Mosè. Gesù non risponde, si mette a scrivere per terra. Chissà cosa avrà scritto. Qualche commentatore dice che siccome Gesù vede nel cuore degli uomini scriveva i peccati di quelli che volevano lapidare questa donna. Poi arriva la sua risposta: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». Accipicchia Il Signore come sempre cambia le carte in tavola.

Chi di noi può dire di non avere mai mancato nei confronti del Signore, nei confronti della legge del Signore che ci ha insegnato?
Scrive l’apostolo Giovanni: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.”

Allora tutte le pietre cadono, nessuno può tirarle a cominciare “dai più anziani”.

Ed ecco la cosa nuova che il Signore fa per questa donna, che aspettava solo di essere condannata e così la morte: “Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».”

La cosa nuova, quella vita che doveva essere tolta viene ridata, è una nuova nascita. Il Signore, però, l’ammonisce: “d’ora in poi non peccare più”. Gesù non giustifica il male e il peccato che va chiamato con il suo nome.

Un commentatore scrive: “ Se avessimo la convinzione che i peccatori sono più sfortunati, sono i più infelici perché si staccano da Dio, che è l’unico propietario della gioia, se avessimo questa profonda convinzione, guarderemmo i peccatori con l’ occhio della Misericordia e saremmo felici di tendere la mano per tirarli fuori dal fango: come fa Dio!
Dio ci conceda di avvicinarci ai sentimenti del cuore di Dio” (A. Comastri)

Deo gratias, qy diacdon

Siamo immeritatamente amati - V DOMENICA DI QUARESIMA anno C / Chiesa / Home - La Vita del Popolo di Treviso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.