Un animatore dell’ oratorio e un ragazzo con i jeans stracciati si fermarono a pregare davanti al tabernacolo … ( racconto sulla preghiera e sulla misericordia).

La brezza estiva accarezzava i volti di giovani e adulti che chiacchieravano sulla piazza all’ uscita della messa festiva in parrocchia. Eppure due persone si erano fermate per parlare con Dio presente nel tabernacolo.
Nel primo banco, in piedi, se ne stava un animatore dell’ oratorio.
“Allora, Signore, come stai ? Beh, io sto proprio bene. Sai sta andando tutto a gonfie vele. Ormai sto diventando un boss. Ho uno stuolo di ragazzini che mi seguono e fanno tutto ciò che dico. Cose furbe, per carità, per gente “IN”, firmata dalla testa ai piedi. A proposito ti ringrazio per i miei “vecchi” che mi riempiono di regali e mi lasciano tutta la libertà che mi serve; che fortuna avere una famiglia “pulita”, senza fratelli che ti rompano le scatole. Ti ringrazio per le ragazze che mi corrono dietro e mi fanno sentire importante. Sfido, è una fortuna per loro mettersi con me! … Ah, già dimenticavo. Noi siamo amici, vero ? Senti dovresti dare una bella lezione a quel poveraccio là in fondo, affinché possa capire come ci si deve comportare in modo educato e civile, che non se ne può più. E c’è già qualcuno che dice che a forza di stare con certa gente abbia le mani lunghe per arraffare cose non sue … Non so proprio con che coraggio certi individui mettano piedi in chiesa!”.

Al fondo, un ragazzo dai jeans stracciati non osava nemmeno avanzare verso l’ altare, rimanendo sulla porta. In cuor suo così pregava: “Dio, non so se posso parlarti, ma so di avere sbagliato. Tante volte mi sono comportato male. Non cerco scuse, ho fatto tante fesserie. Se potessi metterci una pietra sopra, ti giuro che cambierei. Ma troverò qualcuno che si fiderà ancora di me? Potresti cominciare a farlo tu ?”

Gesù dal tabernacolo pensava tra sé e sé : “ Lo sapete che quest’ ultimo tornò a casa perdonato. Invece il primo – poverino _ non s’ era nemmeno accorto di tutti i peccati commessi in una sola preghiera”.

Da “Suo Padre uscì a supplicarlo” , S. Messina e P. Raimondo ed- Effatà

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Parabola del fariseo e del pubblicano

“9Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo». 13Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore». 14Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Vangelo di Luca 18,9-14

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