Sullo scandalo: Mc 9, 45. 47-48 – XXVI Domenica Ordinario B

Dal Vangelo secondo Marco (9,45. 47-48)

Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

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Scandalo. Nella storia abbiamo, ma anche oggi, assistiamo a degli scandali. Falsi, artefatti, presunti, ma anche veri!
Gesù parla dello scandalo arrecato ai piccoli, che non sono i bambini! Apro una parentesi, mi ricordo che tempo fa, in occasione della prossimità delle feste natalizie, di fronte al fatto che qualcuno aveva detto a dei bambini che Babbo Natale non esiste ci si scandalizzò molto perché non si poteva togliere ai bambini questa figura.
Gesù parla, però dei piccoli nella FEDE. Dare scandalo a questi piccoli significa, non solo procurare un danno a coloro che sono traditi nella loro fiducia, ma un’azione che trae in inganno nella fede, così si procura un danno perché si corre il rischi serio e vero che si possano allontanare pregiudicando la loro salvezza.

Non manca giorno che Papa Francesco richiami sullo scandalo degli abusi nella chiesa, abusi sessuali commessi da uomini e donne nella Chiesa, per non parlare poi di quelli che misero a tacere. Ma non sono solo gli scandali di natura sessuale e non solo nella Chiesa, nessuno ad esempio si addentra nel mondo dello sport. Ora sono usciti, dopo decenni nel mondo dello spettacolo.
Che dire poi di quelli che agitano il mondo della politica!

Ecco allora i famosi Paradossi che abbiamo udito annunciare da Gesù nel Vangelo. Secondo la mentalità del tempo si pensava che gli scandali nascessero dagli istinti umani, che risiedono negli organi e nel diritto l’amputazione dell’organo sostituiva la pena capitale.

I termini del testo evangelico sono durissimi verso coloro che sono operatori di scandali, non c’è spazio per nessun sconto.

Allora chiediamoci di fronte a queste parole del Signore cosa significa per noi coerenza, credibilità, verità.
“Vivere ciò in cui si crede; mettere in pratica per primi e meglio, ciò che si annuncia dal pulpito, o da una tribuna elettorale. Questo vale per i ministri di culto, ma non solo. La corruzione morale non è un male che affligge la Chiesa soltanto.
Gli esponenti politici, i capi di industria, i magistrati e, perché no, anche gli artisti: tutti coloro che, oggi più che mai e a diverso titolo, nei settori più diversi della cultura e ai vertici della società, creano il cosiddetto costume, influenzano l’opinione pubblica, orientano i gusti della gente, devono tenere un comportamento irreprensibile nella vita, prima che sul palcoscenico.” (Fr. Massimo Rossi)

Oggi, purtroppo vige una morale lassista, questo si riscontra anche in tanti cristiani, ed anche in una certa parte del clero, purtroppo. È quella morale corrente improntata al lasciar correre, al tutto è lecito, basta non recare danno agli altri.

Questo al credente, al discepolo di Gesù non è concesso, anche se tante volte lui stesso può inciampare, ma deve avere chiaro quali sono le esigenze del discepolato di Gesù, mantenere la rotta che aggrava la responsabilità dei pastori che quella rotta devono indicare e per primi percorrere. Per questo dobbiamo pregare molto per loro, affinché lo Spirito li guidi e li assista in questo compito, non facile di fedeltà e di coerenza.

Spesso sentiamo parlare di bontà, di misericordia, di perdono, Cristo li ha vissuti e li ha sublimati nella croce, ma questi non possono essere confusi con l’indulgenza.

Nella nostra libertà ognuno dovrà rispondere delle responsabilità personali, è necessario allora che tutti siamo richiamati al destino di salvezza o di dannazione, perché la dannazione è possibile che ci attende nel giudizio finale. La rovina eterna è una possibilità e non è una favoletta per spaventare la gente. È vero che il Vangelo è il Vangelo della misericordia, ma non è una coperta, o un tappeto sotto il quale nascondere i nostri peccati.
Implorando dal Signore la sua misericordia chiediamo anche il dono della coerenza per testimoniare la verità del Vangelo e per non essere mai color che “danno scandalo”.

qydiacdon, Deo gratias.

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