SS. Trinità

 

Il catechismo di S.Pio X faceva imparare a memoria che Dio è: “Dio è uno solo, ma in tre Persone, uguali e distinte, che sono la Santissima Trinità”,  “Le tre Persone della Santissima Trinità si chiamano Padre, Figlio e Spirito Santo”,” che ogni persona della SS. Trinità è Dio”, che “della Santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figlio”. Con questa brevissima sintesi viene espresso il cuore, la particolarità, l’ originalità delle fede cristiana.

Ma come si fa, soprattutto per noi, uomini razionalisti, materialisti, calcolatori, che troppo spesso si arrogano loro stessi potestà che solo a Dio competono, come quella sulla vita e sulla morte, uomini e donne figli del metodo scientifico empirico ad accettare una definizione a scatola chiusa?

Abbiamo sentito che anche nel Vangelo: “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.”  

Come, ci verrebbe da dire: “Proprio loro”, che hanno  vissuto quell’ esperienza unica di incontro, di stare con il risorto, ma come hanno potuto dubitare! Ci verrebbe anche da obbiettare: “Se fosse successo a noi … certamente no, non sarebbe stato così”. Stiamo attenti a non cadere nell’ ingenuità di Pietro di fronte all’ annuncio del rinnegamento.

Non è difficile dubitare quando il cuore è amareggiato, le nostre aspettative deluse, i nostri sogni infranti, quando ci viene indicato come vincitore un perdente, uno sconfitto, come lo era stato Gesù. Quando ci viene chiesto qualcosa di grande che ci appare sproposito per le nostre piccole forze. Come il compito che Gesù affida ai suoi: “Andate fate miei discepoli e Battezzate nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo”. Missione immane, perennemente valida per il cristiano, comune ad ogni battezzato.

Ma, dal momento che siamo nel mese di Maggio impariamo da Maria che insegna: “ Sono la serva del Signore … avvenga  secondo la tua parola”. Cosi anche per noi non abbiamo paura a rispondere sì al Signore, tanto più che Lui ci rassicura: “ Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”, non c’è da temere!

La Trinità, più che essere qualcosa da spiegare, da voler penetrare con la forza del pensiero, con le nostre categorie umane, inadeguate, inadatte è  relazione da vivere, mistero da contemplare, da interiorizzare nella preghiera, ma soprattutto a cui abbandonarsi.  Noi siamo nella Trinità, ma per farne esperienza , occorre mettersi in cammino come discepoli sostenuti  dalla fede.

Un cammino già indicato da Gesù stesso che è : “ incontrare l’ uomo per dargli la possibilità di diventare anche lui discepolo del Signore . accoglierlo e guidarlo nella vita di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, testimoniare donando Carità, ( amore ).

Esattamente come per quel pesciolino che cercava l’ oceano- la conoscente perché l’ ho già accennata in un’ altra omelia- chiedendo a tutti quelli che incontrava informazioni, fino a quando , un giorno, incontrò un pesce più anziano che gli disse: “ Certo che so dov’è, ma non vedi? L’ oceano è qui, intorno a te, ci stai nuotando dentro”. Ma la risposta non convinse il pesciolino: “ Questo non è l’ oceano, è solo acqua”. E riprese a cercare!

Così accade anche a noi! Tutta la nostra vita cristiana è permeata, inserita, incastonata come una perla preziosa nella vita trinitaria, dal giorno in cui ci viene donata la vita, come creature, ma soprattutto dal giorno del nostro Battesimo, fino al nostro ultimo giorno. Noi veniamo Battezzati nel nome della Trinità, fino al nostro giorno in cui sempre nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo verremo affidati alla misericordia del Signore.

Questo ci dona una grande certezza e una grande speranza: Dio non è lontano da noi.  Non dobbiamo andare lontano, occorre avere l’ animo aperto, il cuore disponibile, così si può incontrare, vederlo, sentirlo. Ci veniva ricordato nella prima lettura:

«Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo?”  Mosè parlava al popolo di Israele, ma “ 1 Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, 2ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.”, come ricorda la lettera agli Ebrei. E Gesù ci fa conoscere Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo!

Questo Dio unico in tre persone, occorre ancora ripeterlo e questo è quanto ci distingue dall’ Ebraismo e dall’ Islam. Per un musulmano, la Trinità è inconcepibile, perché Dio deve essere uno e unico.
Anche l’Ebreo non riesce a concepire un Dio che è Trinità di persone.

Per questo il crocifisso e il segno della Croce, sono il segno distintivo del cristiano.

La festa della Trinità ci  rammenta anche un  altro aspetto, molto attuale in questo tempo. Dio è relazione, comunione di persone, unite dall’ amore. Quell’ amore, quella comunione, quella gratuità , quella capacità di dono  e di perdono che deve caratterizzare la famiglia umana. Quella famiglia umana come ci viene proposta da Dio, quella che nasce dall’ unione di un uomo e una donna nel matrimonio, in questo momento in cui la famiglia viene inventata dall’ uomo, secondo  modelli culturali educativi falsi, o peggio ancora secondo il soggettivismo individuale che va anche oltre i limiti etici, creando una confusione tremenda e demolendo il fondamento della società.

Scrive il card. Comastri: “ Gesù può dire: “ Chi ha visto me ha visto il Padre.” ( Gv 14,9 ) E il Padre e il Figlio sono eternamente uniti nell’ amore, che è lo Spirito Santo. Gesù non poteva dirci una verità più bella di questa: all’ origine di tutto c’è l ’Amore di Dio. In mezzo c’è la nostra libertà: per lasciarsi amare o per rifiutare l’Amore. Sta a noi decidere. .( Card. A. Comastri in: Una buona notizia per te – ciclo B- LDC ) 

Mio Dio, Trinità che adoro, aiutatemi a dimenticarmi interamente,
per fissarmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità;
che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile Bene,
ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.( Elisabetta della Trinità)

 

A lode e gloria della SS Trinità qydiacdon

 

 

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