“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo. Se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24 – 5 Domenica Quaresima B)

Chissà cosa pensa la gente quando tuo Figlio parla di gloria! Forse pensano all’apparato luccicante di cui si circondano i potenti, o ai segni inequivocabili della loro forza, agli emblemi sfarzosi del loro prestigio.

Ma l’immagine più vera della sua gloria non ha niente a che fare con corone, con scettri, con troni e con eserciti. No è qualcosa di molto diverso, di molto minuscolo, di molto meno appariscente. Qualcosa che non associamo per nulla alla riuscita, all’ ammirazione e tanto meno al potere: un chicco di grano minuscolo, deposto nel seme della terra, un chicco che scompare inghiottito dal buio, un chicco che marcisce e sembra finire per sempre, un chicco che muore per trasmettere la vita.

Signore Dio, com’è difficile da accettare la lezione del chicco di grano! Com’è difficile rinunciare al prestigio e alla ribalta, agli applausi e all’ammirazione, al successo riconosciuto da tutti, alla forza che si impone, per essere un piccolo chicco che marcendo trasmette vita!

R. Laurita

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