Perdonare chi ha sbagliato non significa misconoscere la gravità del suo errore

 

“Soprattutto è interessante rilevare come Gesù sia pieno di compassione e di affetto per una persona che ha sbagliato, ed è pentita e determinata a mutare condotta; ma non attenua affatto la colpa e la sua gravità. Non assomiglia affatto a quanti oggi credono di esprimere misericordia per l’ uomo e comprensione per le sue reali e innegabili difficoltà, alterando le regole della vita morale o svigorendo la legge di Dio.  E così si fanno maestri di perdizione.
Alla donna, che il mondo aveva prima lusingato e poi coperto di disprezzo, Gesù non dice: “ I tuoi non sono peccati”. Dice: Ti sono perdonati i tuoi peccati; e su quella creatura tormentata discende la salvezza e la pace.
Questa è la strada che anche noi dobbiamo seguire: il vivo desiderio di capire, alleviare, soccorrere si deve sposare sempre alla passione per la verità e la giustizia, sul modello di colui che è l’unico Redentore degli uomini.”

Cardinale Giacomo Biffi, commento al Vangelo della XI Domenica anno C.  

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