Per iniziare bene il mese di Maggio :VENERARE LA MADONNA

La venerazione alla Madonna non può essere una venerazione qualsiasi, ma deve essere una venerazione filiale grande e forte.

La Madonna è la Madre di Gesù e Madre nostra, sublime per dignità, eccelsa per santità, ricchissima di “doni celesti molto più di tutti gli spiriti angelici e molto più di tutti i Santi” (Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus).

La Madonna è la “Piena di grazia” per eccellenza, come fu chiamata dall’Angelo dell’Annunciazione (Lc 1,28). Sant’Andrea Cretense scrisse: “O Vergine, voi siete senza pari, o Santa più santa dei santi, tesoro santissimo di ogni santità” E S. Pier Damiani: “Tutto ciò che c’è di più grande è inferiore a Maria; solo il Creatore supera questa creatura”.

Come non venerare questa sublime creatura uscita dalle mani di Dio per l’incanto del Cielo e della terra?

IL BISOGNO DI VENERARLA

La venerazione alla Madonna ci viene insegnata da Dio stesso che invia un Angelo a chiederle il consenso dell’Incarnazione. Ci viene insegnata dall’Angelo Gabriele che si presenta a Lei salutandola con parole di grazia e di lode. Ci viene insegnata dall’anziana Elisabetta che le va incontro esclamando “Donde a me l’onore di ricevere la Madre del mio Signore?… Beata te…” (Lc 1,43). Ci viene insegnata da S. Giuseppe che sta accanto a Lei con il suo silenzio ripieno di amorosa venerazione. Ci viene insegnata dalla Chiesa che ha sempre costellato l’anno liturgico di feste mariane. Ci viene insegnata dalla fede e dalla pietà del popolo cristiano che lungo i secoli ha innalzato santuari, chiese, cappelle a Colei che, divinamente ispirata, predisse: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1,48). Ci viene insegnata da tutti i Santi che hanno popolato la terra, celebrando Maria con incontenibile amore. Chi mai potrà enumerare gli atti di venerazione in due millenni di fede e di amore alla Celeste Mamma? Tutto questo ci dice che la venerazione alla Madonna, più che un dovere, è stato un bisogno, deve essere un bisogno per ogni cristiano. E noi sappiamo che il Magistero della Chiesa ha sempre sentito questo bisogno universale e lo ha espresso con la fioritura delle feste e delle celebrazioni mariane inserite nell’anno liturgico, in armonia con i misteri di Cristo.

In tal modo, tutta la Chiesa, più e più volte, è chiamata ed è guidata a prestare alla Madonna il supremo culto di venerazione e di lode: il culto liturgico. L’Esortazione Apostolica del papa Paolo VI, “Per il culto della B. Vergine” ribadisce gioiosamente la verità del posto onorifico di Maria Santissima nella liturgia, e dell’impegno del cristiano di onorare la Celeste Regina anzitutto con la liturgia, e insieme con i devoti esercizi di pietà mariana.

COME HANNO FATTO I SANTI
Portiamo alcuni esempi della venerazione dei Santi verso la Divina Madre.

S. Bernardo venerava la Madonna con zelo ardentissimo; ne celebrò le lodi con penna insuperabile, tanto da meritare l’appellativo di “Cantore di Maria”; nelle feste mariane il suo fervore era tale da tenerlo assorto tutto il giorno nella Madonna, al punto da dimenticare ogni altra cosa, anche cose molto importanti, come il rispondere con urgenza a lettere del Papa.
S. Francesco d’Assisi rivolgeva alla B. Vergine tali e tanti atti di venerazione, da non potersi numerare. Recitava ogni giorno l’Ufficio della B. Vergine. Si preparava alle sue feste con speciali preghiere e penitenze. Venerava i suoi altari e le sue immagini. Scrisse alcune lodi e preghiere a Maria, riboccanti di serafico ardore e tenerezza.

S. Luigi Grignion di Montfort, questo santo tutto mariano, divenne il grande maestro della devozione alla Madonna scrivendo il “Trattato della vera devozione a Maria”. Ma l’intera sua vita fu un mirabile esempio di devozione alla Madonna. Fin da ragazzo, ogni giorno egli era capace di trascorrere ore intere ai piedi di Nostra Signora della Pace. Da grande, poi, girerà instancabilmente con il Rosario in mano, predicando Maria attraverso tutta la Francia.

Che cosa dire di S. Alfonso de’ Liguori, che scrisse le “Glorie di Maria”, innalzando alla Regina del Cielo un monumento di venerazione che resterà perenne nella Chiesa? La sua profonda e dolce venerazione verso la B. Vergine appare anche da quelle devotissime canzoncine mariane e dalle “Visite a Maria Santissima”, che accompagnano le “Visite al SS. Sacramento”, come profumate aiuole di fiori mariani. E solo Dio ha potuto enumerare gli atti di venerazione alla “Divina Maria” che il Santo offrì in ogni giorno della sua lunga vita.

Il S. Curato d’Ars, colui che dovette la sua Ordinazione Sacerdotale alla tenera devozione verso la B. Vergine con la recita assidua del S. Rosario, riempì tutta la sua vita di amore e venerazione alla Madonna. Da Parroco, una delle prime cose che fece, consacrò la Parrocchia alla Madonna e dedicò a Lei la prima Cappella che riuscì a costruire. Nella sua poverissima cella, insieme al Crocifisso, aveva soltanto un’immagine dell’Immacolata dinanzi alla quale spesso era sorpreso in preghiera estatica.

Questi sono soltanto pochi esempi di venerazione alla Madonna da parte di alcuni Santi… Ma potremmo portare tanti altri esempi quanti sono i Santi. Perché è impossibile che il Santo non senta il bisogno di venerare la Madonna. È bisogno filiale così amabile e dolce!

Tutti possono compiere quegli atti ordinari di venerazione che sono alla portata anche dei piccoli, come la preghiera quotidiana alla Madonna, il culto delle immagini di Maria, la visita ai santuari, alle cappelle, agli altari della Beata Vergine, il saluto alle edicole mariane che si incontrano lungo la strada, la recita di pie giaculatorie alla Celeste Mamma, la gentile premura di ornare con fiori le immagini di Maria Santissima, il culto di un piccolo altarino o di un quadro della Madonna nella nostra casa, di un Rosario portato in tasca, di una medaglina al collo, di un’immaginetta della Madonna nel portafogli, nel libro di studio, sul tavolo di lavoro… Chi non potrebbe fare queste cose?

Offrire i fiori a Maria è stato sempre uno dei più gentili atti di venerazione, che stava molto a cuore ai Santi. Insistiamo sul bisogno di venerare la Madonna, almeno con un piccolo segno di venerazione. Insistiamo con ragione, perché la misericordia di Maria è tale che anche una sola particella di venerazione può bastare a farle salvare un’anima dall’inferno. Ricordiamo alcuni esempi.

Al S. Curato d’Ars si presentò un giorno una signora in preda alla disperazione perché il marito, incredulo, si era suicidato precipitandosi dalla finestra. Appena il S. Curato vide quella signora, le si avvicinò e senza essere interrogato le disse: “Signora, suo marito è salvo, è salvo… Prima del colpo mortale la Madonna gli diede il tempo di fare un atto di contrizione… Ricorda che durante il mese di maggio egli ornava con fiori l’immagine di Maria, e accettò di pregarla pur essendo lontano dalla fede?… Per quella venerazione verso la Santa Vergine ottenne la salvezza, ed ora è in Purgatorio, bisognoso di suffragi”.

Un piccolo proposito di venerazione della Madonna può ottenere la salvezza eterna. Ci pensiamo? Scegliamo anche noi qualche atto o alcuni atti particolari di venerazione alla Madonna. Scegliamo ciò che possiamo fare e sforziamoci di essere fedeli. La generosità e la fedeltà devono andare insieme. Sarebbe brutto proporsi di fare tanto e poi non essere fedele che in poco o in niente. Proponiamoci, invece, tanto quanto possiamo fare con generosità.

Tratto e liberamente ridotto da: COME VIVERE LA DEVOZIONE ALLA MADONNA? – WWWsette dolori.it

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