Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? -XX Domenica ordinario C (2016)

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Oggi molti falsi profeti si aggirano fra noi, proponendo, ahimè, un cristianesimo senza vigore e senza anima, tiepido sul piano dei principi e dei valori. Insinuano l’ idea che il cristiano possa e debba andare
“ d’accordo con tutti, sempre e in tutto, anche con quelli che esplicitamente rifiutano il messaggio di Gesù e hanno una concezione della realtà e della vita assolutamente diversa, l’ importante è evitare la lotta, la polemica, la discussione, l’ importante è non passare per intolleranti, per fanatici, per retrogradi; l’ importante è la pace a qualunque costo, anche a costo di rinunciare alle proprie convinzioni o di nasconderle” (Card. Giacomo Biffi)    

Di fronte a questo modo di pensare e di porsi le parole di Gesù oggi: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione.”,
risuonano in tutta la loro drammaticità . Un fuoco sulla terra! È questo il Regno di Dio? Anche sì! Il regno è motivo di scandalo, Gesù è motivo di scandalo, il Vangelo è motivo di scandalo! Tre vescovi in Spagna denunciati per aver parlato contro l’ ideologia gender che vuole essere introdotta nella scuole. La sacralità della vita dal suo sbocciare al suo naturale termine. Ormai l’ aborto non fa più notizia, sembra anche scomparso nella predicazione, per non parlare dell’ insidia dell’ eutanasia.

Il fuoco è quello dello Spirito: Spirito di verità! La verità mette a nudo la menzogna e il “ menzognero” che si adopera per diffonderla. Colui che istiga l’ uomo al male, come fece già all’ inizio con Adamo ed Eva, e come fa con i tanti Adamo ed Eva di oggi, che si lasciano ammaliare, cedendo e credendo di costruire la pace e realtà positive andando dietro ai tanti “falsi profeti”, venditori di fumo e di peccato che si aggirano sempre più numerosi fra noi.

Vi è una realtà con la quale noi cristiani siamo chiamati a fare i conti e a confrontarci che sono le ineludibili esigenze di fedeltà al Signore Gesù e al Vangelo.
La presenza di Gesù nel mondo, inevitabilmente genera una separazione fra chi dice sì e chi lo rifiuta, lo combatte in tutti i tempi e fasi della storia, oggi non diversamente da come è avvenuto nell’ età dei martiri nei primi secoli del cristianesimo, ma questi tempi non sono tramontati, sono anche i nostri tempi.

Qui si tratta, come individui e come comunità, di condividere la Passione e la missione di Gesù, solo così potremo “ aver parte alla sua gloria” e alla Risurrezione.

Siamo allora chiamati al discernimento, al saper “riconoscere i segni dei tempi”.
                                             Quali?

Per riconoscere questi segni dei tempi dobbiamo cambiare prospettiva e metterci nell’ ottica di Dio e della sua pazienza, mentre noi vorremmo imporre a Dio i nostri tempi.
Dio è infinitamente paziente e tollerante in vista del perdono che vuole concedere ai suoi figli, quindi nonostante tutte le drammaticità che stiamo vivendo questo è il tempo provvidenziale della conversione. I richiami che ci vengono rivolti sono innumerevoli, poi ci sarà anche il tempo del giudizio e della separazione di cui non sappiamo la data, ma siamo sicuri della sua certezza. In questo tempo ora stiamo vivendo il tempo della prova e della persecuzione, ma ciò non ci deve né intimidire, né trovarci rassegnati, ma capaci di indicare all’ umanità l’ unica vera via, che è seguire il Signore Gesù, anche nei momenti bui non solo della storia, ma anche della nostra vita personale.

Compito non facile, ma che ci vede responsabili e perseveranti fino alla fine, “correndo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo lo sguardo fisso su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento”.

Deo gratias, qydiacdon

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