Padre perché permetti il male?

 

Padre perché ci permetti di compiere il male?
Perché non fermi la mano degli assassini, dei ladri, dei violenti?
Perché non blocchi quelli che dichiarano guerra,
quelli che corrono troppo forte e i pirati della strada,
quelli che sfruttano i bambini?     

Perché non porti via il cibo a chi mangia troppo?
Perché non togli i vestiti a chi non sa più dove metterli?
Perché non cambi la testa a coloro che sbagliano, ai genitori che abbandonano i figli,
agli sposi che smettono di amarsi?
Perché non sbatti per terra i prepotenti,
non chiudi la bocca ai chiacchieroni,
non smascheri i bugiardi? Padre perché?

Sì, Padre, lo so: tu ci hai creati a tua immagine:
capaci di capire, capaci di scegliere, di decidere; capaci di sbagliare.
Tu ci hai creati liberi, anche di dirti di no.
Perché se non avessimo potuto dirti di no,
non avremmo neanche potuto dirti di sì,
e saremmo stati burattini nelle tue mani.

Ma tu, non sei un burattinaio.
Tu sei un padre, sei il Padre.
Però, Padre, aiutaci un po’ di più
A essere tuoi figli.

Dio non può liberarci dal male se noi non lo vogliamo, perché Lui può fare tutto, ma non ci può togliere la libertà. Se lo facesse, cancellerebbe la sua immagine, secondo la quale ci ha creati. Questo rispetto della stessa libertà, che ci consente anche di allontanarci da Lui, non è segno di disinteresse o di poco amore. È il dono più grande che Dio poteva farci e può farci. Senza questa libertà saremmo come le cose e gli animali.

(da servizio della Parola 417)

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