Nostalgia di un nuovo inizio – III Domenica di Pasqua C, (2016), riflessione con i bambini

 

Gesù risorto aveva detto alle donne di andare dai discepoli e di dire di andare in Galilea. Va bè che alle donne non si dava molto credito allora, non ci si fidava molto di quello che dicevano, eppure oggi troviamo proprio Pietro e gli altri lì in Galilea. Forse erano un po’ confusi. Tutto era cominciato lì tre anni prima. Avevano incontrato Gesù proprio dopo una notte in cui, loro esperti pescatori non avevano preso nulla, ma Gesù li aveva invitati a riprendere il largo e a gettare di nuovo le reti e la pesca era stata abbondante. Tre anni prima avevano seguito Gesù con entusiasmo … ma poi era successo quello che sappiamo, il tradimento prima di Giuda e poi di Pietro, la croce, la paura, … insomma una bella avventura finita male.
Adesso, sembra di essere tornati indietro nel tempo, sembra non essere cambiato nulla anche questa volta non prendono niente. È vero hanno già incontrato il Signore risorto, certo sono stati contenti, ma non hanno ancora tutto chiaro. Sembra proprio che non sia cambiato nulla.
Eppure Gesù è lì sulla riva, ma non lo riconoscono … chiede a loro se hanno del pesce, ma loro, pescatori esperti, devono riconoscere il loro fallimento, ed ecco l’ invito a ributtare la rete e che pesca …      
Fino ad allora non hanno riconosciuto Gesù, eppure lo conoscono bene, vissuto con lui per tre anni, ma non così, come se fossero una grande famiglia, lo hai incontrato risorto e vivo e non lo riconosci? Come può essere possibile? Questo mi ha fatto pensare a come può essere il volto di Gesù risorto… Certo, tanti artisti lo hanno raffigurato, ma oggi, come si presenta a noi?
Mi è venuto in mente un fatto successo ad un monaco che si chiamava con un nome un po’ strano per noi oggi, ma non al suo tempo non suonava così. State un po’ a sentire: …

In Sicilia, il monaco Epifanio un giorno scoprì in sé un dono del Signore: sapeva dipingere bellissime icone.
Voleva dipingerne una che fosse il suo capolavoro: voleva ritrarre il volto di Cristo. Ma dove trovare un modello adatto che esprimesse insieme sofferenza e gioia, morte e risurrezione, divinità e umanità?
Epifanio non si dette più pace: si mise in viaggio; percorse l’Europa scrutando ogni volto. Nulla. Il volto adatto per rappresentare Cristo non c’era.
Una sera si addormentò ripetendo le parole del salmo: “Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto”.

Fece un sogno: un angelo lo riportava dalle persone incontrate e gli indicava un particolare che rendeva quel volto simile a quello di Cristo: la gioia di una giovane sposa, l’innocenza di un bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bontà di una madre, lo sgomento di un orfano, la severità di un giudice, l’allegria di un giullare, la misericordia di un confessore, il volto bendato di un lebbroso.

Epifanio tornò al suo convento e si mise al lavoro.

Dopo un anno l’icona di Cristo era pronta e la presentò all’Abate e ai confratelli, che rimasero attoniti e piombarono in ginocchio. Il volto di Cristo era meraviglioso, commovente, scrutava nell’intimo e interrogava.
Nel volto di cristo vi erano impressi tutti i volti delle persone che aveva incontrato … nei loro volti e in ciascuno di loro vi era come un pezzettino del volto di Gesù.
Invano chiesero a Epifanio chi gli era servito da modello.
(Il volto di Gesù
Bruno Ferrero in A volte basta un raggio di sole, riadattato).

In ogni uomo è presente un frammento del volto di Gesù vivo e risorto, ma per riconoscerlo bisogna sedersi a tavola con Gesù, mangiare con Lui, come facciamo in ogni messa in cui incontriamo Gesù che ci dà quel pane che è lui stesso.

Allora si riparte sulle strade del mondo, quel seguimi che era stato pronunciato da Gesù tre anni prima continua a risuonare, ma con la novità della Risurrezione. Niente può rimanere come prima. Anche Pietro non è più lo stesso, Lui che aveva negato per tre volte di conoscere Gesù durante la Passione ora alla domanda che Gesù gli rivolge: “Simone di Giovanni mi ami tu più di costoro” risponde per tre volte sì. E se Pietro seguirà Gesù avendo il compito di confermare nella fede i suoi fratelli, il Signore risorto chiama ciascuno di noi a seguirlo con una consapevolezza nuova, anche quando ci scontriamo con i limiti, con i fallimenti, con i momenti tristi e difficili della nostra vita Gesù è sempre lì ad attenderci sulla riva, pronto a partire con noi per un vita nuova, vita “ da risorti”, da risollevati, da amati.
Seguiamolo allora senza avere paura da veri discepoli.

Per i grandi ….

La vita a volte è come una pesca:
ci sono giorni in cui le reti sono piene di pesci,
piene di gioia, di vitalità, di fortuna…
e giorni in cui le reti sono vuote,
in cui è grande il senso dell’inutilità e del fallimento…
Proprio in quei momenti in cui le mie reti sono vuote,
quando in casa si diventa come estranei,
quando un figlio ti delude,
quando la tua migliore amica ti tradisce,
quando il tuo datore di lavoro ti dice che sei diventato di troppo,
quando la tua salute ti abbandona,
quando l’ingiustizia e la prepotenza sembrano essere più forti dell’amore,
proprio in quei momenti,
tu, Signore,
non smetti di avere fiducia in me
e mi dici che potrò ancora tirare fuori qualcosa di buono
da queste mie reti vuote e sfilacciate…
Tu, Signore,
mi inviti a riprendere il largo
verso l’orizzonte più ampio sconfinato,
sfidando il rischio e la paura di perdere ancora,
provando a fidarmi del mio cuore,
improvvisando i miei gesti e le mie azioni,
lasciandomi attraversare dal quel brivido
antico e sempre nuovo
che si chiama amore.
Amen.

Deo gratias, dqy .

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