Molti maestri … molte parole … IV Domenica ordinario B

Omelia con i bambini

Vangelo di Marco 1, 21-28

Il Testo:

Un insegnamento nuovo

21Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

 

Io penso che sappiate tutti chi sia un maestro! È una persona che siccome conosce e ha esperienza, insomma uno che sa, aiuta gli altri a “crescere”, conoscere.

Allora a proposito di maestri vorrei raccontarvi un episodio che riguarda una persona che si chiamava Giovanni.

*Quando era seminarista, [Giovanni Battista Vianney, il futuro santo Curato d’Ars], aveva enormi difficoltà con la scuola. Non riusciva a capire neppure le nozioni più semplici. I superiori del seminario lo avevano rimandato a casa più volte. Ma lui

caparbiamente insisteva. Aveva ormai 21 anni e sedeva in aula con ragazzi che avevano dieci anni meno di lui. Uno di questi, undicenne, cominciò ad aiutarlo nello studio. Giovanni Battista Vianney era molto grato al suo piccolo maestro, ma le difficoltà persistevano: non capiva, non ricordava, si smarriva, balbettava. Il ragazzino si lamentò di questo con i compagni di scuola. Giovanni Battista Vianney lo sentì. Si alzò dal suo banco, si inginocchiò davanti al ragazzino e gli disse: «Perdonami perché sono così stupido».

Secondo voi chi è stato il maestro?

Io non ho dubbi. Il maestro, in questo caso, è stato senza dubbio Giovanni.

È molto facile oggi, ma forse è stato sempre così, trovare tante persone che conoscono tante “cose”, che sanno come va il mondo, come funzionano le cose. Che hanno la soluzione per ogni tipo di problema, che sanno dare indicazione per uscire da ogni inghippo e difficoltà. Insomma tanti che certo si improvvisano maestri.

Prendiamo ad esempio il mondo del pallone!  Lunedì mattina, a scuola o al bar, i grandi, ogni tifoso, bè mettiamoci un quasi, ha la sua soluzione perché la sua squadra possa vincere il campionato, o questa o quella tal altra coppa. O bisogna cambiare l’ allenatore, o bisogna cambiare questo o quel modulo di gioco, comprare o vendere quel giocatore … tutti maestri, insomma!

Maestri che dicono tante parole e sono come  quelle spighe che si vantavano di non piegarsi …

* “In un campo di grano, quasi tutte le spighe stavano curve verso terra. Solo alcune avevano lo stelo ben diritto e fissavano con alterigia il cielo, i passanti e le loro compagne.

«Noi siamo le migliori» garrivano all’intorno. «Non viviamo piegando lo stelo come schiave, davvero si può dire che dominiamo gli eventi e la situazione. Ma il vento, che conosce la vita meglio di tutti, sogghignò: «Stanno ben dritte,… perché sono vuote!».

 Noi, però, all’inizio della Messa abbiamo pregato così:

O Padre, che nel Cristo tuo Figlio

ci hai dato l’unico maestro di sapienza

e il liberatore dalle potenze del male,

rendici forti nella professione della fede, …

Giovanni è andato a scuola da questo unico maestro, che è Gesù, e ha avuto la forza e il coraggio di compiere un gesto che non so se noi avremmo avuto il coraggio di fare; non so se il ragazzino , che si lamentava di Lui con i suoi compagni sarebbe riuscito….

Perché abbiamo sentito nel Vangelo, Gesù oggi si presenta come maestro che insegna, ma anche liberatore.

Gesù insegna con: “ con un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri”.

 

Nuovo. Non un insegnamento e una parola riportata, ma veri e originali, unici. Ha un qualcosa che intuiamo, che ci fa sentire amati, considerati, ci fa percepire che noi siamo importanti agli occhi di Dio e ci sprona a fare della nostra vita qualcosa di bello, d’importante, di ben riuscito.

Ancora un altro aspetto. La Parola, l’ insegnamento di Gesù non è una trasmissione di freddi contenuti, ma è la proposta di un esperienza di vicinanza, di comunione, di condivisione di vita con Lui!

Dato con autorità. Cerchiamo di capire bene! Gesù si propone, non si impone con forza, ma con quella autorevolezza che nasce dal fatto che è Lui che in prima persona vive ciò che insegna. Quando Gesù dice che il comandamento più importante è l’ amore a Dio al quale si unisce il secondo che è simile al primo, è perché è Lui stesso che  li vive.

Vive una relazione intima e profonda con il Padre, attraverso la preghiera, nel compiere la volontà del Padre per portare a compimento la missione che gli ha affidato. Vive l’ amore verso tutti accogliendo tutti, chinandosi su quelli che la società del tempo buttava fuori, ma anche quella di oggi. L’ autorità di Gesù viene dal fatto che Lui e il Padre sono una cosa sola. Cioè strettamente uniti dall’ amore. l’ autorità di Gesù è l’ autorità della presenza di Dio fra noi. Un autorità, però, che non è per opprimere, ma per liberare per sanare per guarire.

Comanda: gli spiriti gli obbediscono … la Parola di Gesù non solo è autorevole, ma è efficace. Ecco l’ incontro, in Sinagoga, il luogo del culto, in giorno di sabato, con questo uomo che è posseduto. Sì, miei cari,  il diavolo c’è, esiste e si dà da fare, ma non è il più forte, Gesù è il più forte e lo ha già vinto nel deserto ecco allora il grido” Sei venuto a rovinarci!”.  Ed è così! Gesù è venuto a liberare l’ uomo, a vincere a togliere il potere a Satana di volgere l’ uomo al male, contro Dio e i fratelli. Ciò è possibile quando noi prendiamo seriamente il Signore nella nostra vita ed essere così veramente liberati e liberi!

Ancora una volta oggi il Signore ci ha fatto dono della sua parola di verità.

Allora non abbiamo paura di gettare la nostra vita su questa parola di amore, di bellezza, di verità, di libertà attraverso la quale incontriamo il Signore della nostra salvezza!

 Impegno della settimana. Non essere spighe vuote, superbe altezzose, ma pronte a chinarci sui fratelli sospinti dal vento dell’ amore e della grazia del Signore.

Soli Deo gloria qydiacdon

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*Tratto da: L’ ultimo della classe- B. Ferrero in: C’è qualcuno lassù

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