Meditazione per i primi giorni dell’anno

 

Vangelo di S. Luca capitolo 2

“16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.” (Vangelo della Solennità di Maria SS. Madre di Dio)

Siamo già proiettati nel nuovo anno, che si apre davanti a noi, che avviene sempre durante il tempo di Natale.
Ecco davanti a noi la figura di Maria che, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. Ma cosa vuol dire quel custodiva?” È
l’atteggiamento di chi avendo scoperto qualcosa di grande, di prezioso, lo vuole proteggere, vegliandolo” Nello stesso tempo è anche un fare memoria di quello che le sta accadendo, medita sugli avvenimenti per penetrarli, capirne senso e significato richiamandoli alla propria mente. Maria ricorda con tutto sé stessa, non solo con la mente, ma con il cuore, cioè con la totalità della sua persona, senza avere la pretesa di comprendere tutto, ma abbandonandosi a Dio.

La fine di quest’anno e l’inizio di un nuovo anno può diventare anche per noi l’occasione per fare memoria per ripensare non solo quanto ci è accaduto, l’ anno trascorso, augurandoci che le cose belle e gioiose siano di più di quelle severe e difficili, che vi sia stata più luce, che buio, ma vedere come abbiamo vissuto questo tempo alla luce della fede, se in questo tempo della mia vita e della mia personale storia ho continuato ad accogliere l’ Emmanuele, cioè quel Dio con noi e che ci è accanto sempre anche quando noi prendiamo le distanze da Lui.

Fare memoria per vivere bene il tempo presente, tempo in cui il Signore continua ad aprire le braccia affinché noi l’accogliamo. Il Signore sta alla porta del nostro cuore, in cui cuore significa totalità della nostra vita, ma noi siamo disposti ad aprirgli? Non solo a parole, ma con scelte, coraggiose, e lungimiranti per le quali spesso ci viene richiesta una forza che da soli non possediamo.

Fare memoria per andare incontro e affrontare il tempo futuro, che non sappiamo come sarà, cosa avverrà, ma che è già qui.

Nel nostro fare memoria dobbiamo dare spazio ad una parola: Grazie!

Grazie per il tempo che ci è stato donato con tutti i suoi affanni, difficoltà, problemi, grazie delle luci e delle ombre. Grazie perché tanti nel mondo nel tuo nome, Signore, con semplicità, con umiltà hanno faticato e fatto del bene nel tuo nome annunciando coì la tua presenza in un mondo in cui il possedere sembra voglia prevalere sulle persone, l’apparenza e la vanità sulla concretezza e sulla verità, la cultura della morte sulla vita. Nonostante questo la speranza non si è spenta nel cuore degli uomini e sempre si riaccende in ogni gesto d’ amore che compiamo nel tuo nome.

Grazie per il tempo nuovo che si apre davanti a noi. Tempo di una nuova opportunità di rinnovamento spirituale, di conversione, che tu nella tua infinita pazienza ci concedi, perché possiamo fare del nostro tempo e delle nostre vite la culla in cui accoglierti. Tempo in cui riappropriarci della consapevolezza della tua vicinanza, della nostra dignità di figli di Dio teneramente amati. Tempo che deve essere, però, attraversato da un filo unificatore, quello di comprendere il progetto di Dio, di viverlo giorno dopo giorno qualunque cosa succeda, così sarà veramente un “buon anno”

Tempo che attraverso l’intercessione della tua dolce madre Maria vogliamo mettere sotto la tua benedizione.

Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.

Benedizione che invoca la tua protezione, Signore, che tu ci custodisca allontanando ogni minaccia di male.
Ti invochiamo perché tu faccia risplendere il tuo volto splendente su di noi la nostra vita sarà, così, illuminata da Te, vera luce che vuoi il nostro bene.
Come la mamma rivolge lo sguardo al suo bambino e lo rassicura, così il tuo sguardo su di noi porterà pace e serenità nei nostri cuori.

Come tutti sapete il 1 gennaio, dal 1968 si celebra la giornata mondiale della pace per iniziativa di Paolo VI, ma di quale pace stiamo parlando? Da quella che nasce dal fare esperienza del Signore, della sua continua presenza accanto a noi, di essere partecipi di quella vita divina che Gesù ci è venuto a donare.
La pace, quella vera, quella fra le persone e quella del cuore è un dono del Signore, ma noi abbiamo il compito di renderla vicina a cominciare proprio lì dove viviamo: la nostra famiglia prima di tutto e poi qualsiasi luogo che frequentiamo e attività che esercitiamo.
Preghiamo il Signore perché ci elargisca il dono natalizio della pace e ad esso apra il cuore a tutti gli uomini di buona volontà.

Soli Deo gloria,qydiacdon.

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