Maria la Bella – Immacolata Concezione

Come insegna Benedetto XVI, «La prima parola del Nuovo Testamento è un invito alla gioia: “gioisci, rallegrati!”. Il Nuovo Testamento è veramente “Vangelo”, la “Buona Notizia” che ci porta gioia» (visita alla parrocchia romana di Santa Maria Consolatrice, dicembre 2005).
Rallegrati sono le prime parole con cui l’angelo saluta Maria. Anche noi, oggi, vogliamo rallegrarci, essere nella gioia, nonostante le tenebre e il grigiore sembrino ancora prevalere nella storia del mondo. Quel peccato che ha inquinato il cuore dell’ uomo all’ inizio e che ancora entra in tante anime trascinandole al male non è invincibile, anzi in Cristo è già stato vinto e sconfitto, perché Dio è fedele alle sue promesse.

Ciò accade anche attraverso il sì di una fanciulla “ investita dalla grazia di Dio fino ad esserne completamente pervasa”. Subito dopo, quelle parole che noi recitiamo ogni volta che diciamo l’ Ave Maria: “Piena di grazia”. 

Ma ci siamo mai fermati a riflettere sul significato profondo di queste parole?       

Dio ha riempito di sé l’anima, lo spirito, il cuore, la mente, la volontà, i sentimenti, ogni desiderio della Vergine Maria. La totalità della sua persona, ogni fibra del suo essere. Tutto in lei trabocca di Dio e non da dopo il suo concepimento, ma dal primo istante del suo esistere. Maria ha iniziato la vita così: immacolata, avvolta di Dio, illuminata da Lui, vestita di Lui, santissima, purissima, bellissima.

Se il peccato offusca quella bellezza che il Creatore ha voluto imprimere in noi, in Maria, senza peccato questa bellezza risplende e in questa festa noi contempliamo la bellezza di Maria.
Se andate a Roma, in san Pietro fermatevi davanti alla pietà scolpita da Michelangelo e guardate il volto di Maria. Si racconta questo aneddoto. “ Allo scultore, alla fine dell’ opera fecero notare che il volto della Madonna sembrava troppo giovane. Michelangelo rispose: “ Volutamente ho fatto così. La vera vecchiaia dell’ umanità è il peccato: è l’ orgoglio infatti che ci rende vecchi, è l’ egoismo che ci toglie la bellezza. Maria è Immacolata, cioè non ha conosciuto il peccato: nel suo volto giovane e bello, io ho voluto esprimere questa meravigliosa verità”.

Quanti sforzi e quanto denaro si spende per essere belli oggi? Palestra, chirurgia estetica, fitness, creme, maschere, prodotti vari. Ma vi è una bellezza più grande, profonda, più vera e autentica. Quella che parte dal cuore si irradia sul nostro volto, illumina il nostro sguardo, si esprime nei gesti e nelle parole e va oltre l’ estetica. È la bellezza di un cuore pulito, buono, puro, pieno di amore e di tenerezza che è sensibile alle sofferenze dei fratelli e che non ha paura, anche se batte forte di dire sì. Quel sì che ha pronunciato Maria, un sì detto con tutta la sua umanità!

Timore, trepidazione attraversano l’ animo di Maria alla rivelazione dell’ angelo. Maria non è asettica, non nasconde la sua perplessità e i dubbi, il suo è un sì umano, pienamente e totalmente umano, ma quel sì di Maria ci dice che è possibile anche per noi, che Dio come sceglie Maria sceglie anche ciascuno di noi per un progetto che può apparire folle: credere che nulla è impossibile a Dio, che anche io posso essere ricolmato della Grazia del Signore ed essere “ bello” ai suoi occhi così come lo è Maria.

Per questo occorre, però, buttare le tante maschere di cui ci rivestiamo per apparire “belli” e sentire gli applausi del mondo per riscoprirci veri e disponibili: disponibili a metterci a servizio. A servizio di Dio che vuole costruire la sua storia di salvezza anche attraverso il mio sì, tramite quella fede che faccio fatica a vivere e ad esprimere appieno, perché devo continuamente lottare, devo ridire sempre sì ogni giorno, ogni momento, ogni attimo e a volte la strada del sì al Signore non è facile ed agevole, non lo è stata nemmeno per Maria.

Perché devo mettere nel conto che la strada del sì passa attraverso la disponibilità a servire Dio nei fratelli, ma non è facile chinarsi e servire, molto più facile farsi servire.

Perché passa attraverso il dono di se fino a dare la vita!

Ma vi è anche un altro aspetto che il mio sì comporta che è l’obbedienza che debbo al Signore, al suo Vangelo che non mi fa essere di meno, ma mi rende ciò che devo essere. Elisabetta dirà a Maria: “ Beata colei che ha creduto nell’ adempimento di ciò che il Signore gli ha detto”.
Maria è felice perché ha creduto e proclama la sua felicità nel bellissimo canto del Magnificat. Ci parla di Dio Maria, che opera meraviglie e grandi cose, ma di quel Dio che in Lei si fa piccolo bambino e condivide la nostra umanità per renderla un’ umanità libera dal male e dal peccato, per rendere la nostra storia umana una storia che comunque avrà un esito felice: Beato.

Come quando si accordano gli strumenti, prendiamo la nota che ci viene offerta oggi da Maria e accordiamo su di essa la nostra vita e saremo tutti bellissimi!

Soli Deo Gloria Qydiacdon

 

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