Lunedì dell’ottava di Pasqua

Ieri eravamo davanti ad un sepolcro vuoto che ci interpellava!
Oggi assieme alle donne lasciamo il sepolcro, ma non la verità della Risurrezione, di cui, come ci ha ripetuto ancora una volta Pietro siamo testimoni!
Abbandonare il sepolcro non significa poter tornare facendo finta che poi non sia cambiato nulla, come le donne abbiamo anche noi un annuncio urgente da fare risuonare nel mondo e nella Chiesa!

Allora abbiamo bisogno di incontrarci con il Signore, come stiamo facendo in questa Eucaristia, ma, come sempre, il Signore ci precede, è Lui che viene incontro a noi. E chi viene incontro è il risorto, il vivente, Colui che ha sconfitto il peccato e la morte. Dovremmo rammentarlo ogni giorno quando siamo chiamati ad affrontare sia le giornate gioiose, sia le giornate difficili della nostra vita.

Mi piace riprendere quella frase che troviamo nel rito del matrimonio: “… nella salute e nella malattia …”. Quella salute che ci auguriamo sempre, che è una cosa grande importante, ma ve ne è una ancora più importante che è essere in grazia di Dio, cioè essere in quella comunione profonda con il Signore che ci permette di riconoscerlo come tale e di adorarlo, esattamente come fanno le donne nel Vangelo. Solo così potremo portare nel mondo quella luce e quella speranza che nascono da un annuncio semplice e sconvolgente: “Gesù è risorto” e tutto è cambiato.

Oggi invece questo primato, che è solo di Dio, è difficile da riconoscere e l’uomo è pronto ad adorare molte altre divinità e a svendere la verità! Esattamente come avviene nel Vangelo:

Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute.

Cosa contraddistingue il vero credente da chi non lo è? Proprio questo?
Il vero credente non è disposto a vendere la Verità. La verità della storia, e la risurrezione di Gesù lo è altrimenti non si potrebbe spiegare né la il cristianesimo, né la Chiesa, né perché in più duemila anni di storia innumerevoli cristiani hanno versato e continuano a versare il loro sangue per rimanere fedeli a un Signore che non vedono se non attraverso i segni della fede, ma che avvertono e sentono accanto a loro.

In questo nostro tempo, purtroppo si pensa di potere vendere e comprare tutto, è solo una questione di prezzo, qualcuno ha scritto: “Oggi tutto si vende: l’onore, il corpo, l’anima, gli amici, i nemici, la verità, la falsità, la giustizia, l’ingiustizia, il diritto, la morale, la scienza, la dottrina, la teologia, la fede, gli stessi uomini. È su un commercio immondo che oggi il mondo costruisce la sua barbarie che viene chiamata civiltà. È questo il segno che si è ancora poco cristiani.”

Ma vi è quella verità che nessuno può comprare, perché non ha prezzo, ma viene donata a tutti coloro che aprono il loro cuore al risorto: che Dio è il Dio della vita e che vuole per noi la vita e una vita senza fine con tutto quella che è la nostra umanità, quella che Lui ha assunto con la sua incarnazione e che con la sua risurrezione è già nell’ eternità di Dio.

Mentre noi siamo in cammino nella storia ci viene affidata questa missione: interpretare gli accadimenti del nostro tempo in questa luce nuova, amare questa umanità per cui il Signore è morto in croce, e risorto, portare nelle nostre vite e nella storia del mondo, già da ora germi di risurrezione.
Un mondo che attraversa un disordine e un degrado morale che aumenta giorno per giorno, in cui non vi sono più principi non negoziabili e la verità non esiste più perché ognuno si fa la sua verità, noi siamo chiamati ad annunciare: il Signore è veramente risorto, e con Lui risorge un’umanità nuova capace di rompere con gli egoismi, le prevaricazioni ed ogni tipo di ingiustizia che nascono dal peccato dell’uomo.

Mettiamoci in cammino, andiamo incontro al risorto e con Lui andiamo nel mondo ad annunciare: “Sì, il Signore è veramente risorto, noi l’abbiamo incontrato, la nostra gioia è grande e vogliamo che sia anche la vostra gioia”

Deo Gratias, qydiacdon 2017

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