II Domenica di Quaresima, ciclo C: … mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante … ( meditazione con i bambini … e con gli adulti,)

Seconda tappa del nostro cammino verso la Pasqua e succede un fatto particolare. Per capirlo bisogna che vi ricordi quello che precede il brano del Vangelo di oggi, ma che sia sicuro che voi sappiate il significato di questa parola: Trasfigurazione.
Qualcuno fra voi vuole spiegarla?
Se andate a vedere sul un vocabolario la spiegano così: Azione e risultato del trasfigurarsi; mutamento di figura, di aspetto, di apparenza: la trasfigurazione della realtà nella fantasia.

Cerchiamo di capire meglio, richiamando una storia, una favola molto dolce di cui consiglio la lettura a tutti soprattutto quando ve ne dicono un po’ su e pensate di non valere niente, di essere i più brutti del mondo, incapaci di fare qualcosa.     

Conoscete la favola del brutto anatroccolo?

Per dirla con poche parole è la favola di una nidiata di anatre selvatiche. Non è una nidiata come le altre perché fra tutte le uova ve ne è una un po’ strana, è più grossa di tutte le altre. Venuta il momento tutte le altre si schiudono ed escono dei bellissimi anatroccoli, ma l’ uovo più grande non si decide a schiudersi. Sarà l’ uovo di una tacchina disse una vecchia anatra, venuta a trovare mamma anatra. Vorrò proprio vedere come farà ad andare in acqua. Finalmente anche il grande uovo si schiuse e uscì un pulcino … un anatroccolo tutto grigio, più grande degli altri, diverso … e così cominciò per lui un vero e proprio calvario.
Preso in giro dalle altre anatre e dagli gli altri animali, dai fratelli, maltrattato da tutti, preso a beccate, schivato da tutti … al punto che decide di scappare via. Ma non finisce lì. Trovato un rifugio in un catapecchia dove viveva una vecchietta assieme ad un gatto e una gallina fu maltrattato anche da loro. Arrivò l’ inverno e guardando in alto con nostalgia vide dei bellissimi cigni che volavano verso i paesi caldi.
Fu per lui un inverno durissimo, ma finalmente venne la primavera, intanto lui aveva imparato a volare e si rifugiò vicino ad uno stagno dove tre cigni maestosi facevano evoluzioni nell’ acqua. E, meraviglia, specchiandosi nell’ acqua con il desiderio di morire, si accorse che non era più un grigio antraccolo, ma era diventato un cigno meraviglioso. In un certo senso possiamo dire che si era “trasfigurato”.

Vedete non è così semplice, non lo è stato neanche per gli uomini del suo tempo, e non lo è neanche oggi riconoscere in Gesù il Figlio di Dio, Dio che viene nella nostra storia. È ancora più difficile riconoscerlo quando ci fermiamo a guardarlo crocifisso, umiliato, maltrattato, ucciso senza colpa se non quella di aver annunciato che Dio ci ama alla follia, fino a sacrificarsi per noi.

Quando ai suoi dice: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Sono presi da timore, non capiscono.
“Cosa dici Gesù hai appena sfamato cinquemila uomini, tu fai cose straordinarie che nessuno riesce a fare non è possibile che ti succeda questo?”

Per allontanare da loro la paura ecco che sul monte, mentre prega,accade che Gesù si mostra per quello che è veramente: Dio! 
[ pensate come è importante la preghiera, guardate che se preghiamo anche noi esce la nostra parte migliore]. 

Così Gesù rassicura anche noi. Vedete se io vi dicessi che diventando grandi non ci saranno dei momenti difficili, delle prove che dovrete affrontare nella vita, vi imbroglierei ! Gesù ha affrontato la prova della Croce… pensiamo! Tradito, umiliato, condannato, torturato, crocifisso … pensiamo, ancora: i tre che sono sul monte e assistono a quello che succede sono anche quelli che saranno con Gesù nell’ orto degli ulivi e non riusciranno a vegliare in preghiera in quel momento, forse anche noi non sappiamo stare con Gesù nella preghiera, ma quello che succede sul monte, nel Vangelo di oggi, dice a tutti noi che il finale non si ferma lì!
C’è la luce della Pasqua, della risurrezione, dell’ essere con il Signore per sempre, perché quella nube che avvolge i discepoli significa che il Signore è sempre con noi e sentire la sua vicinanza è talmente bello che si vorrebbe stare sempre lì … ma noi siamo ancora in cammino!

Avete sentito che dalla nube esce una voce che dice di ascoltare Gesù.
Non è solo un comando è una rassicurazione per tutti noi, se ascolteremo Gesù anche noi saremo trasfigurati …

Allora coraggio, forza e fiducia come il brutto anatroccolo che è diventato cigno la trasfigurazione di Gesù ci dice che anche noi saremo trasfigurati e saremmo tutti bellissimi.

Soli Deo gloria,qydiacdon

 

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