I doni dello Spirito Santo

Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio

Sapienza : dal latino: “sapere”, che significa avere sapore. Come il sale rende più saporito ogni piatto, con il dono della Sapienza diamo sapore, gusto alla nostra vita e a quella degli altri, attraverso l’ amore, come insegna Gesù. Ma è quella Sapienza un po’ diversa da come la pensiamo noi, che spesso la confondiamo con la conoscenza di nozioni, informazioni, competenze. È la Sapienza che viene da Dio, dal nostro impegno di assomigliare a Gesù nel dire di sì e vivere il bellissimo progetto di vita che il Signore ci propone, cioè fare la sua volontà, come preghiamo nel Padre nostro.

Dalla sapienza veniamo arricchiti.

  • Diventiamo capaci di apprezzare la natura, il creato, di apprezzarne la bellezza, di leggerlo come presenza di Dio. Pensiamo a S. Francesco. Chi ha il dono della Sapienza non solo “impara” dal creato, ma riesce a stupirsi davanti ad un fiore, ad un alba o un tramonto, del cinguettio degli uccelli.
  • La sapienza ci aiuta a distinguere il bene dal male, il dono che ha chiesto Salomone. Un proverbio ebraico dice: “ Il saggio capisce con una strizzatina d’ occhio, ma per lo sciocco ci vuole un pugno”. Possiamo anche affermare che il dono della sapienza è il dono che ci dà la patente della vita.

 

Intelletto :

  • In un mondo ammalato di superficialità il dono dell’ Intelletto è veramente necessario. Dal latino: “ intus legere”, leggere dentro, leggere in profondità. Questo dono ci aiuta a non essere superficiali, ad arrivare al cuore delle cose. Risponde al nostro bisogno di conoscere, è il dono che ci fa comprendere ciò che noi viviamo nella fede , ci guida a capire in profondità ciò che la Parola di Dio ci fa conoscere. Coinvolge non solo la mente, ma tutta la nostra persona. Ci aiuta a capire e ad entrare nel modo di fare di Dio che è diverso dal nostro, ci aiuta anche a comprendere che la nostra vita è un insieme di sconfitte e di vittorie, risveglia la nostra fede. Nella Bibbia la sede dell’ intelletto è nel cuore, perché il modo di conoscere del cuore è più profondo di quello freddo e calcolatore del cervello: “ L’ essenziale è invisibile agli occhi, si vede bene solo con il cuore” ( da: Il piccolo principe di S. Exupery). Ci fa riconoscere Gesù come Dio: “ Nessuno può dire Gesù è il Signore, se non sotto l’ azione dello Spirito Santo

 

Consiglio :

  • Nella Bibbia questa significa disegno progetto! Il dono del Consiglio ci aiuta ad individuare “la strada giusta”, a conoscere il progetto di Dio su di noi, qual è la sua volontà. Questo dono cresce in noi nell’ ascolto di Dio, vivendo un rapporto di autentica amicizia con il Signore incontrandosi con Lui nella preghiera, nella Parola, Nei Sacramenti, nella Carità. Ci aiuta a riflettere proiettandoci nel domani, facendo chiarezza, ( discernimento) per impostare una vita “ vissuta alla grande”, look Gesù, facendoci scoprire ciò a cui siamo chiamati,vocazione. Qual è il vostro stile?

 

Fortezza :

  • Dono magnifico, necessario per superare prove e difficoltà, che nella vita non mancano; è la Fortezza, però, quella che non nasce dalle nostre sicurezze: forza fisica, economica, capacità di persuasione o altro, ma è la Fortezza che viene dalla fede! È quindi indispensabile per vincere le tentazioni, il nostro egoismo che ci impedisce di essere capaci di amare sinceramente e gratuitamente. Antidoto contro lo scoraggiamento, il pessimismo, pensare di non farcela, ci aiuta ad andare fino in fondo, perché la sua caratteristica è la fedeltà fino al dono completo totale che una persona può fare di se stessa: la vita, cioè il martirio. Senza di essa la vita di una persona è come una gomma sgonfia, priva di consistenza. Il look potrebbe essere del tipo: persona floscia, pesce lesso!

 

Scienza :

  • dal latino scire, che vuol dire conoscere. Conoscere per vedere i bisogni degli altri e farsi vicini a loro con il cuore, che è “ la casa” dello Spirito Santo. Non è da confondere con il sapere che nasce dai libri, dalle nozioni, dalle competenze astratte. Questo dono viene chiamato anche Nella Bibbia questo termine significa anche amare. Possiamo, perciò, dire che questo dono è il dono della conoscenza-amore, il dono che innesta l’ amore nel conoscere.

Cosa voglio dire? Che se c’è l’ amore si conosce meglio, perciò questo dono ci aiuta, ci insegna ad amare le persone per capirle meglio, per vederle con gli occhi di Dio, ed anche a vedere ogni cosa con gli occhi della fede. Ci aiuta a capire che il sapere umano è comunque sempre parziale, limitato per quanto possa essere grande.

 

Pietà :

  • Fra i doni riportati dal profeta Isaia questo dono non c’è, è stato aggiunto nella traduzione in greco, chiamata anche dei 70, un secolo circa prima di Cristo. Non è  il puro sentimento della compassione o della pietà come lo intendiamo di solito noi oggi. Sta, piuttosto, ad indicare il nostro rapporto di figli nei confronti di Dio, in un certo modo potremmo dire il nostro “ sentimento religioso”. È il dono che ci aiuta a considerare Dio come Padre. Credere Dio come Padre ci permette di vivere un rapporto d’ amore con Lui. L’ amore di Dio ci dona forza, gioia, pace e, nonostante le difficoltà della vita, ci dona la speranza. Insomma noi ci abbandoniamo a Dio, ci fidiamo di Lui come un bambino piccolo in braccio al papà.

 

Gal. 4,6 “E’ lui che ci sussurra di dire Padre”.

Os. 11, 3-4 “Gli ho insegnato a camminare, l’ho tirato su fino alla mia guancia e mi sono chinato su di lui per dargli il mio cibo”.

Timor di Dio :

* Se il dono della pietà ci rende consapevoli dell’ amore di Dio come Padre, il dono del Timore non significa la paura di Dio, ma essere consapevoli della sua grandezza, della sua dignità abbandonandosi a Lui con fiducia. Ciò significa avere la consapevolezza che noi siamo infinitamente piccoli, anche se amati di un amore grandissimo! Frutto di questa consapevolezza è l’ umiltà, virtù che ci permette di non cadere mai nella tentazione di pensare di essere noi “Dio”, come purtroppo tanti fanno oggi e hanno fatto lungo la storia del mondo. Non possiamo pensare di essere noi a decidere ciò che è bene e ciò che male, chi deve vivere e chi deve morire, nascere o non nascere, ma lasciarci guidare dalla Parola del Signore, da Gesù prima di decidere e agire. Attraverso questo dono non faremo fatica ad obbedire al Signore, a rispettarlo evitando parole, gesti, atteggiamenti che possano offendere, mancare di rispetto, deridere.

S. Paolo, scrivendo ai Galati, dice: “ Dio non si può prendere in giro” ( Gal 6,7 ). Non rispettando Dio, io perdo il rispetto che devo a me stesso, ma anche quello che devo agli altri, perché mi dimentico che tutto è dono di Dio. Le conseguenze di questo sono attorno a noi: guerre, violenze, massacri, malvagità e cose bruttissime di ogni genere.

Qydiacdon  

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